Come scegliere lo zaino per la scuola elementare

Lo zaino per la scuola accompagna i bambini tutti i giorni e, se scelto nel modo sbagliato, la scarsa qualità dello zaino unita al peso dei libri può provocare dolori alla schiena anche per la scorretta posizione assunta per sopportarne il peso. Per queste ragioni abbiamo deciso di darvi qualche consiglio su come scegliere lo zaino per la scuola elementare.

Ecco le caratteristiche che deve avere uno zaino per essere adatto alla schiena del nostro bambino:

  • Peso e dimensioni adeguate
  • Bretelle imbottite
  • schienale rinforzato ed imbottito
  • fondo dello zaino imbottito
  • cintura in vita
  • Strisce catarinfrangenti
  • Zaino lavabile in lavatrice

Struttura dello zaino

Scegliete uno zaino di dimensioni adeguate al bambino e di forma regolare in modo che ci sia una corretta distribuzione del carico dei libri. Perfetti sono gli zaini con lo schienale rinforzato che distribuiscono meglio il peso sulla schiena, e con lo schienale imbottito che attutisce i colpi quando il bimbo corre, saltella o semplicemente scende le scale con lo zaino sulle spalle, essendo poi pieno di libri dentro è bene che gravino il meno possibile sulla schiena. Preferite uno zaino con la cintura addominale in modo che aderisca al corpo e le bretelle devono essere assolutamente larghe e imbottite.

Materiali dello zaino

E´ importante che lo zaino sia lavabile in lavatrice perché si sporcherà parecchio: colori che escono dall´astuccio, merende dimenticate nelle tasche, lo zaino è quasi sempre per terra e prende pioggia e polvere. Evitate la scelta degli zaini con  inserti in cartone che impedirebbero di metterlo in lavatrice.

Peso e dimensione dello zaino 

Scegli uno zaino della misura adatta al bambino, facendoglielo provare prima dell’acquisto: il modello ideale non deve coprire più di tre quarti del dorso e, quando è correttamente indossato, la parte inferiore non deve scendere sotto alla cintura più di quattro, cinque centimetri.

Verso i 6 anni di età il peso medio di un bambino è di 20Kg circa; si suggerisce che lo zaino non superi il 10/15% del peso corporeo dello studente. Uno zainetto adeguato non dovrebbe superare i 2/3 Kg di peso. Considera anche il peso dello zaino vuoto: si parte dai 400gr e si può arrivare anche fino ai 900-1000gr per i più grandi e imbottiti.

Attenzione ai modelli dotati di ruote: sono piuttosto pesanti anche vuoti (arrivano ai 2 kg) e quindi, anche solo con l’astuccio (quello completo con 3 zip per i più piccoli può pesare oltre mezzo chilo) e il diario (cica 400 grammi), si rischia di superare il peso limite, soprattutto per i più piccoli. Tieni conto, inoltre, che non sempre si riuscirà a trascinare lo zaino-trolley, soprattutto se piove, se si prendono i mezzi o se si devono fare delle scale.

Come riempire lo zaino alle elementari

Per riempire lo zaino abbiamo un astuccio a 3 cerniere, diario, quaderni, borraccia e merenda. Gli oggetti vanno suddivisi in scomparti in modo da distribuire in modo simmetrico il peso e tenendo presente che le cose più pesanti, come libri e dizionari, vanno posti in senso verticale vicino alla schiena, altrimenti lo zaino si sbilancerebbe all´indietro.

Consigli sullo zaino da acquistare

►Tra le marche più conosciute troviamo Seven, ottimo produttore di zaini per la scuola. Gli zaini della linea SJ (seven junior) sono studiati proprio per le scuole primarie, sono dotati di spallacci imbottiti e rivestiti in rete e schienale preformato ed imbottito per garantire massimo confort e massima protezione dal peso del contenuto. I nuovi modelli sono inoltre dotati di uno schienale regolabile adattabile alla statura del bambino. Scopri su amazon lo zaino sdoppiabile SJ GANG.

► L’innovativa linea di zaini Ergobag coniuga l’ergonomia degli zaini da trekking più innovativi con tutte le caratteristiche delle borse concepite per la scuola. Ergonomico, cresce al crescere del bambino, spazioso per accogliere tutto il materiale scolatico e riciclabile per rispettare l’ambiente. Lo zaino ergobag  è lo zaino intelligente che rivoluziona il modo di andare a scuola.

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Bisfenolo A dove si trova e perchè è pericoloso: scegliere plastica BPA free

Il BPA o Bisfenolo A è un composto organico utilizzato nella produzione di plastiche ed additivi. Le plastiche ottenute con il BPA, come ad esempio il policarbonato o PC, sono molto resistenti e versatili perciò sono utilizzate per la produzione di molti oggetti ad uso quotidiano. Sono utilizzate ad esempio per:

  • Contenitori in plastica per alimenti. Sul fondo dei contenitori è riportato il codice di riciclaggio che identifica il materiale che compone l’oggetto. Le plastiche che potrebbero contenere BPA sono indicate dal numero 3 e 7. La classe 3, (PVC), e la classe 7 (policarbonato e resine epossidiche) provengono dal BPA, mentre le altre classi non vengono sottoposte a polimerizzazione con BPA.
  • Bottiglie in plastica. Le bottiglie in PET contenenti acqua minerale non sono tossiche, le bottiglie contenenti BPA sono in PC o Policarbonato, è una plastica spessa e resistente tipo quella di flaconi di shampoo o detersivi.
  • Biberon: solo le tettarelle in silicone non contengono BPA ma la plastica del biberon può contenerlo. Oggi sono ben 11 le aziende che hanno eliminato il bisfenolo nella produzione di biberon in plastica: Avent, Bébé Confort, Chicco, Medel (Mebby), Medela, Mister Baby, mOmma, Nuby, Nuk, SITAR Happy Bimbo, Tommee Tippee.
  • Lattine
  • Protesi odontoiatriche
  • Imballaggi
  • Stoviglie
  • Carta chimica degli scontrini

Tossicità del Bisfenolo A

Il problema legato alla presenza di BPA è a sua elevata tossicità. Nello specifico, pare che il bisfenolo A abbia affinità per i recettori di alcuni ormoni steroidei (estrogeni) e sia responsabile della compromissione dello sviluppo neurale. Non solo, il bisfenolo A risulta coinvolto nell’alterazione dello sviluppo sessuale del feto maschile, nella riduzione della fertilità dell’uomo, nelle complicazioni della mammella ed in quelle a carico della prostata. Nelle femmine, il bisfenolo A interferisce anche sui recettori cardiaci determinando il rilascio di calcio dal reticolo sarcoplasmatico con relativa aritmia cardiaca.
La EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) ha fissato una dose massima giornaliera (TDI) bassissima, pari a 0,004 mg/kg di peso corporeo, rimanendo al di sotto della quale non c’è motivo di credere che l’utilizzo di bisfenolo A per la plastica e per i rivestimenti possa nuocere gravemente alla salute dei consumatori.

Ridurre contatto con BPA

Per ridurre l’assunzione di BPA possiamo prendere alcune precauzioni:

  • Utilizzare prodotti BPA free
  • Non utilizzare contenitori in policarbonato per scaldare gli alimenti
  • Controllare che i biberon e le stoviglie contenenti bpa siano integre, prive di graffi o abrasioni che facilitano il rilascio di bpa
  • Tetra Pak: acquistare bevande e alimenti confezionati in Tetra Pak rappresenta un’opzione sicura per chi desidera evitare la presenza di bisfenolo A nel packaging. Infatti, i contenitori in Tetra Pak, nonostante siano costituiti in parte da plastica, non contengono bisfenolo A. La percentuale di plastica di tali confezioni, pari a circa il 20%, è costituita interamente da polietilene e polipropilene, che, per loro composizione e in accordo con i fornitori di materie prime, non annoverano questa sostanza fra i costituenti.
  •  Borraccia: per evitare di portare con voi la classica bottigliette di plastica usa-e-getta in palestra, fuori casa e mentre fate sport, è consigliabile optare per una borraccia. Ma attenzione. Anche le borracce possono contenere bisfenolo A. Scegliete dunque una borraccia Bpa Free, come la linea di borracce Ion 8
  • Giocattoli: cercate di scegliere il più possibile giocattoli sicuri per i vostri bambini. Siate certi della loro provenienza e fate attenzione alle possibili frodi, in modo che non contengano sostanze tossiche. Ricordate che esistono delle alternative ai giocattoli di plastica. Pensiamo ai giocattoli in legno, alle bambole di stoffa e ai giochi che potrete creare a mano con del semplice cartoncino.

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Essiccare con essiccatore: come e perchè

Essiccare con l’essiccatore

L’essiccazione è un metodo di conservazione dei cibi a lunga durata poichè togliendogli l’acqua, i cibi non vengono intaccati da muffe e batteri, risultando così molto sicuri da consumare e conservare per tanto tempo.
L’essiccazione permette di mantenere parzialmente inalterate le caratteristiche nutritive degli alimenti, che risultano disidratati fino al 95%. anche se il contenuto vitaminico può variare perché con l’essiccazione le vitamine A e C presenti nella frutta fresca vengono distrutte.
Il cibo sottoposto ad essiccazione ha il vantaggio di non essere trattato chimicamente o con l’aggiunta di conservanti o zuccheri e per questo motivo risulta salutare .

I sistemi di essiccazione per uso domestico

I più diffusi essiccatori per uso domestico funzionano per via termica grazie a una resistenza. Una grande distinzione tra i vari modelli presenti in commercio che sfruttano questo sistema per essiccare i cibi riguarda la modalità di erogazione di aria calda, o meglio l’orientamento del flusso d’aria, che può essere verticale oppure orizzontale.

Flusso d’aria verticale: Essiccatori di tale tipologia presentano la fonte di calore e la ventola su una delle due estremità, sulla base o sul coperchio, pertanto emettono calore in verticale. Questi essiccatori presentano una certa disomogeneità di propagazione del calore, perché i cibi più vicini alla fonte di aria calda si seccheranno più velocemente rispetto a quelli che si trovano al centro: si consiglia infatti solitamente di cambiare l’ordine dei vassoi di tanto in tanto, durante il processo di essiccazione.

Il vantaggio consiste nel poter variare l’ingombro della macchina in base alle esigenze. Gli essiccatori verticali inoltre sono più economici di quelli ad erogazione orizzontale. Un esempio è l’essiccatore Klarstein Bananarama

Flusso d’aria orizzontale: Questa tipologia di essiccatori emette aria tramite una fonte di calore e una ventola posizionate sul retro della macchina, pertanto la direzione del flusso di aria calda è, appunto, orizzontale.
Questo permette una migliore distribuzione dell’aria calda, e di non mischiare gli aromi tra i vari vassoi, come succede nel caso in cui si stiano essiccando diverse spezie o cibi usando un essiccatore ad erogazione verticale. Presentano lo svantaggio di occupare sempre lo stesso spazio, l’ingombro infatti non può essere eventualmente ridotto come accade per i modelli verticali rispetto ai quali risultano più ingombranti e più pesanti. Un esempio è l’essiccatore Tauro Biosec Domus B5

Caratteristiche di un essiccatore

Quando si vuole essiccare un alimento che è possibile tagliare a fette, bisogna seguire alcune indicazioni che andranno a diminuire il tempo di essiccazione. Infatti maggiore sarà lo spessore delle fette, maggiore è il tempo che l’essiccatore impiegherà a disidratare il prodotto. Ogni alimento è diverso per percentuale di acqua, come lo è nella forma e nella dimensione. Siccome l’essiccazione è il procedimento atto alla disidratazione dei cibi, più acqua contiene il prodotto, maggiore sarà il tempo dell’essiccazione.

Temperature

Ogni alimento ha una temperatura critica per l’essiccazione, per questo consigliamo di seguire le istruzioni di utilizzo dell’essiccatore molto attentamente. Gli essiccatori domestici presentano quasi tutti le stesse temperature di massima e di minima.

In alcuni casi durante la prima parte del processo di essiccazione, la temperatura dell’aria può essere relativamente alta (circa 65 °C) così che l’umidità possa evaporare facilmente dal cibo. Tuttavia non appena si disidrata la superficie e inizia a seccarsi, sarebbe meglio regolare la temperatura e abbassarla.
A seconda del tipo di alimento, dello spessore, del grado di idratazione e della temperatura consigliata, varieranno poi anche i tempi di essiccazione.

Potenza

Si osserva che gli essiccatori hanno una potenza che può variare da 125 a 1000 Watt. Chiaramente le macchine più grandi richiedono maggiore potenza per poter distribuire in un volume più ampio l’aria calda ed essiccare una quantità maggiore di alimenti.
Quindi la potenza dell’essiccatore va relazionata con la struttura e quindi con il numero e la grandezza dei vassoi che consente di utilizzare. Verosimilmente non troverete essiccatori di piccole dimensioni con wattaggio elevato, quindi non dovrete considerare il basso wattaggio come una mancanza.

Funzioni

  • Termostato: consente di regolare la temperatura in base a ciò che volete essiccare, può andare da un minimo di 20 °C a un massimo di solitamente 130 °C.
    Nei modelli più semplici consiste spesso in una rotellina con numerazioni da 1 a 3, senza indicazione specifica della temperatura. In questi casi non è quindi possibile avere controllo effettivo delle temperature, a meno che esse non siano indicate in una legenda sul manuale delle istruzioni
  • Pannello di controllo digitale: i modelli più sofisticati presentano una pulsantiera per i vari programmi e funzioni, altrimenti può essere presente un unico pulsante per la selezione dei vari programmi
  • Timer: con questa funzione potete impostare la durata del processo di essiccazione, di solito fino a un massimo di 12 ore, ma i modelli migliori possono anche raggiungere le 30 ore e più
  • Programmi preimpostati: possono essere presenti per facilitare l’uso dell’essiccatore
  • Alcuni essiccatori particolarmente sofisticati permettono di realizzare lo yogurt con dei contenitori appositi.

Alcuni modelli più moderni prevedono inoltre il rilevamento automatico dell’umidità contenuta nei cibi da essiccare e l’impostazione automatica di temperature e tempi adatti. Come potete immaginare, si tratta di modelli molto costosi, ma che d’altra parte riducono al minimo ogni possibile errore di programmazione.

Praticità

L’ultimo fattore consiste nella praticità di utilizzo. Gli essiccatori per uso privato sono veramente facili da utilizzare, anche perché nelle relative confezioni sono inclusi i libretti delle istruzioni, che quasi sempre riportano schede con tempi e temperature o programmi da impiegare per i vari tipi di cibi. Risulta quindi praticamente impossibile che del cibo venga essiccato ad oltranza. Sicuramente, nonostante la facilità di utilizzo, vi sono alcuni accorgimenti da seguire per far sì che il risultato sia soddisfacente.

Altro aspetto da considerare che va oltre all’impiego effettivo è la modalità di pulizia, soprattutto dei vassoi, che vengono a diretto contatto con il cibo. A prescindere dai materiali impiegati, di solito i vassoi sono grandi e non prevedono di essere inseriti dentro alla lavastoviglie, quindi potranno essere lavati solamente a mano, preferibilmente con acqua tiepida e sapone neutro e una spugnetta non abrasiva, che pulisca delicatamente le superfici senza graffiare o danneggiare i vassoi.
Per garantire che l’aria introdotta nell’essiccatore sia pulita, potrete infine riscontrare la presenza di un filtro posizionato nei pressi della ventola per l’aria.

I materiali impiegati per la struttura e i vassoi sono importanti: la plastica, soprattutto quella che costituisce i vassoi, deve essere BPA free.

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Yogurt con latte di cocco: 100% vegetale e privo di lattosio

Il latte di cocco è una bevanda vegetale ottenuta per spremitura della polpa grattugiata del cocco (Cocus Nucifera). Il latte di cocco non va confuso con l’acqua di cocco: mentre infatti il latte viene estratto per spremitura della polpa, l’acqua di cocco rappresenta il liquido semitrasparente racchiuso all’interno della noce.
Simile al latte vaccino solo per aspetto e consistenza, il latte di cocco è privo di lattosio, il che lo rende adatto all’alimentazione dei soggetti intolleranti a questo zucchero, ai vegetariani e ai vegani. Come gli altri tipi di latte vegetale il latte di cocco non contiene colesterolo, tuttavia fornisce molte calorie (100 ml di latte di cocco apportano ben 197 Kcal) ed è ricco di grassi saturi.

Proprietà nutrizionali

Sono diversi i benefici apportati da questa bevanda. Qui ne riassumiamo i principali:

  • Fonte di minerali: È una buona fonte di minerali, scarsi nel latte vaccino e nelle altre bevande che cercano di simulare il latte, in particolare antiossidanti come il selenio e il magnesio, ma anche micronutrienti chiave come potassio, ferro e zinco.
  • Fonte di vitamine: in misura minore, rappresenta una fonte di vitamine C ed E, anch’esse potenti antiossidanti protettivi contro l’azione dei radicali liberi.
  • Grassi “buoni”: La metà dei suoi grassi è composta da acido laurico, che nonostante sia un grasso saturo, ha dimostrato di diminuire i livelli di colesterolo LDL (cattivo) in favore del colesterolo HDL (buono). esercitando dunque un effetto preventivo sul rischio cardiovascolare.
  • Aumenta il senso di sazietà: Il latte di cocco apporta un discreto quantitativo in termini di fibra (2.13g/100 g di prodotto): a tal proposito, questa bibita vegetale contribuisce ad aumentare la percezione di sazietà tenendo a freno l’appetito. Non a caso, il latte di cocco viene per certi versi considerato una sorta di regolatore della fame.

Il latte di cocco è disponibile nei supermercati e nei negozi di alimentazione Bio, oppure si può realizzare in modo casalingo. In alternativa esiste anche la polvere di latte di cocco, basta aggiungere acqua per ottenere una bevanda cremosa o leggera, a seconda dei gusti.

Yogurt con latte di cocco

Con il latte di cocco si può ottenere lo yogurt al latte di cocco, ideale per gli intolleranti al lattosio e i vegetariani e vegani. Lo yogurt al latte di cocco si può fare in casa, anche aiutandosi con una yogurtiera, oppure si può acquistare già pronto. Granarolo, ad esempio, lancia la nuova alternativa vegetale allo yogurt 100% Vegetale Fatto con il Cocco, presentata in anteprima a Cibus 2018 e ora disponibile sugli scaffali delle principali insegne della grande distribuzione.

La gamma è una preparazione fermentata a base di cocco, senza soia, senza glutine e senza lattosio, proposta in quattro varianti di gusto: Bianco dolce, Lime (con scorzette), Mango (con pezzi di frutta) e Menta.

I nuovi Granarolo 100% Vegetale Fatti con il Cocco nascono dalla volontà di rilanciare il segmento delle alternative vegetali allo yogurt con una proposta che allarghi i consumi attraverso il miglioramento della cosiddetta “esperienza del gusto” e con l’obiettivo di esplorare basi vegetali diverse dalla soia.

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Regolamento concorso fotografico #naturalmenteestate2018

ESTATE IN NATURA: Regolamento concorso fotografico #naturalmenteestate2018

In palio una serie di prodotti unisex delle nostre migliori marche del valore di 130€!!!

Il regolamento è semplice: con il tuo smartphone scatta una foto usando l’applicazione INSTAGRAM; scrivi una breve descrizione che rappresenta la tua foto e non dimenticare di aggiungere l’hashtag #naturalmenteestate2018

TEMA DELLA FOTO: “LE TUE VACANZE NELLA NATURA”

Dal 15 luglio al 30 Settembre potrai giocare quante volte desideri. Al termine del periodo, i vostri mi piace e lo staff di NATURALMENTE PARAFARMACIA  decreteranno il vincitore! In che modo? Il numero di mi piace sulla foto di instagram  selezionerà le prime 20 fotografie (forse qualcuna in più dovessero esserci fotografie a parimerito). Tra queste noi decideremo il vincitore in base a bellezza, creatività della foto e descrizione accattivante. Condividi sulla tua pagina facebook le foto in modo da totalizzare più “MI PIACE” e poter scalare la classifica.

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Cellule staminali e medicina estetica: nuovi trattamenti per il viso

L’utilizzo delle cellule staminali in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica è ammesso in Italia, ma in Italia non è consentita la conservazione. A partire da Aprile 2018 sarà possibile prelevare campioni di tessuto adiposo e in poche ore isolarne le cellule staminali, per re-infonderle subito nel paziente, oppure crioconservarle in vapori di azoto liquido fino a  30 anni per utilizzi futuri.

Tale procedura sarà possibile presso Academia Day Clinic, qualificata clinica  di eccellenza di medicina e chirurgia estetica situata a Chiasso nel sud della Svizzera ed a soli 800 metri dal confine italiano,  in collaborazione con  GMP Cell Factory Cardiocentro, una struttura di eccellenza situata all’interno dell’ospedale  di Lugano.

Le cellule staminali del tessuto adiposo, dette “multipotenti”, aumentano la capacità di riparazione e rigenerazione dei tessuti e grazie alle potenzialità terapeutiche di queste cellule alcune tecniche di medicina rigenerativa sono già in uso per la cura di cicatrici, smagliature, calvizie, per migliorare i volumi di viso e corpo, riparare i tessuti danneggiati, ringiovanire la pelle e contrastare l’invecchiamento.

Sebbene si possano usare per tutto il corpo, a parte il seno, attualmente i protocolli sono legati solo al volto e ai tessuti danneggiati. I trattamenti sono tre:

  • Siero, che consiste in iniezioni di cellule staminali per rallentare l’invecchiamento cutaneo e la perdita di elasticità in soggetti giovani;
  • Filler, con cellule staminali, tessuto adiposo ad alto e medio volume e PRP, ovvero il plasma arricchito, per ripristinare i volumi persi con l’invecchiamento;
  • Trattamento Regenerative, ovvero la somma di cellule staminali, tessuto adiposo a mini e nano volume e PRP, per rigenerare i tessuti di cicatrici, alopecie, smagliature, rughe e macchie.

Cellule staminali, che cosa sono

Si tratta di cellule primitive non specializzate, cellule giovani che non hanno ancora assunto la funzione e la  conformazione definitiva all’interno dell’organismo. Le cellule staminali si contraddistinguono per due caratteristiche: la possibilità  di autorigenerarsi (mediante la divisione cellulare) e la capacità di differenziarsi (distinzione che avviene in uno o più tipi di cellule con determinate funzioni).

Nel complesso esistono due tipologie di staminali:

  • embrionali: si trovano nell’embrione
  • adulte: presenti nel corpo umano dopo lo sviluppo. si ottengono principalmente dal tessuto adiposo

Ambedue le categorie delle cellule staminali vengono usate per curare malattie e lesioni, ma ci sono molte controversie riguardanti la cura con cellule staminali embrionali. Inoltre, l’uso delle cellule staminali adulte elimina il rischio di infezioni o di rigetto, perchè sono estratte dal corpo del paziente.

Medicina estetica a parte, esistono numerose malattie che possono essere curate con le cellule staminali adulte (sclerosi multipla, malattia di Parkinson, malattia di Alzheimer, artrite reumatoide, diabete tipo 2, lupus, malattie renali….) perciò la possibilità di crioconservarle è molto interessante.

DAL CUORE DELLE PIANTE
In cosmetica, vengono utilizzate con successo anche le cellule staminali vegetali. Sono ancora oggetto di studio, ma a oggi, quelle della mela sono utilizzate in formule antiage e contro la calvizie. Quelle di stella alpina, leontopodium alpinum, hanno proprietà conservative, di buddleia davidii proteggono dallo stress cutaneo, di centella asiatica sono ristrutturanti, mentre quelle di gardenia jasminoides stimolano la produzione di collagene e proteggono dal fotoinvecchiamento.

Di prodotti a base di cellule staminali vegetali ne esistono moltissimi, dalle note marche di profumeria come La Prairie con la linea Cellular Swiss Ice Crystal  o Lancome con Absolue Precious Cells Peeling, alle marche di farmacia e parafarmacia come Dr. Taffi. Su amazon la linea Fiori di cipria propone il Siero e la Crema Viso Cellule Staminali a prezzi accessibili.

(fonti cellulestaminali-clinica.com, vanityfair.com)

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