Allergie stagionali: Ribes nero e Perilla

Perilla

Con l’inizio della primavera comincia il periodo delle allergie. In caso di allergie stagionali non è sempre necessario ricorrere ai farmaci di sintesi, spesso la Natura viene in nostro aiuto offrendoci rimedi naturali, come il Ribes Nigrum, da solo o in associazione con altre componenti, ad esempio la Perilla Frutescens, dalle eccellenti virtù antinfiammatorie e antiallergiche. Uno dei punti di forza della Perilla è il suo contenuto in acido alfa-linoleico, precursore degli omega-6. I semi contengono anche buone quantità di flavonoidi, composti antiossidanti preziosi per la prevenzione delle allergie. Ma non solo: agisce attivamente modulando il livello di immonoglubiline E (IgE), naturalmente elevate in caso di reazione allergica.

La Perilla sembra aver dato risultato positivi su allergie di varia natura, siano esse stagionali o meno, come dermatiti, orticaria, eczemi. Il suo contenuto in acidi grassi essenziali, inoltre, aiuta a mantenere sana sia la pelle che il sistema immunitario. Una loro carenza può portare a ritardi della crescita, astenia, debolezza, depressione e disturbi del sistema nervoso.

Alcune formulazioni come Fito Allergy Selerbe contengono entrambi i componenti e possono risultare utili nella cura e nella prevenzione naturale delle allergie, anche quelle stagionali. Nel caso di Fito Allergy Selerbe si consiglia di assumere 25 gocce due volte al giorno in fase acuta e 25 gocce al giorno in prevenzione, diluite in mezzo bicchiere d’acqua. In prevenzione si consiglia l’assunzione per 60 giorni senza interruzioni. Non superare la dose giornaliera consigliata.

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Sapone liquido o Saponetta?

Quando dobbiamo scegliere con cosa lavarci abbiamo fondamentalmente due scelte: la saponetta o il sapone liquido. Vediamo i pro e i contro delle varie tipologie di saponi, quali scegliere e quando utilizzarli.

La classica saponetta

La classica saponetta toglie sporco e odori come il sapone liquido, è più ecologica (non produce tanti rifiuti difficili da smaltire) e meno cara, ma secca molto di più la pelle. La saponetta è considerata anche meno igienica, perché resta esposta all’aria e allo sporco, ma durante l’utilizzo viene risciacquata da mani pulite sotto l’acqua, perciò non è sempre vero, tuttavia nei luoghi pubblici o molto frequentati è sostituita per una questione igienica dai saponi liquidi in dispenser.

Il sapone solido ha un pH leggermente alcalino (9- 10) mentre la nostra pelle ne ha uno acidulo (5,5). Le due cose assieme non vanno bene poiché ogni volta che ci laviamo con un sapone alteriamo il pH della pelle che di conseguenza prude, diviene secca, o “tira”. Il sapone è per natura un composto alcalino, e contrariamente a quanto certi saponi industriali fanno pensare, non è possibile ottenere un sapone con un pH “neutro”. Non esistono saponi naturali a pH neutro, tutti i saponi solidi con un pH inferiore a 8 sono detergenti sintetici (i cosidetti saponi-non-saponi o Syndet), ottenuti dalla combinazione di tensioattivi, agenti schiumogeni e regolatori del Ph.

Il sapone solido dovrebbe essere usato solo in zone del corpo resistenti come le mani ed i piedi, mentre va evitato sul viso e parti intime. Usando una saponetta per lavare le ascelle si altera il pH della zona ed i batteri si scatenano generando cattivi odori. Molto meglio un detergente a pH basso, come un detergente intimo.

Il sapone liquido

Il sapone liquido ha oramai sostituito le classiche saponette grazie all’idea di maggiore igienicità che inspira, dovuta al fatto che il liquido detergente non entra a contatto con le mani di tutti, ma resta imprigionato all’interno del dispenser di plastica. Purtroppo questo non è vero: la superficie dell’erogatore raccoglie ad ogni pressione sporco, germi, virus e polvere che si accumulano nel tempo. Inoltre i saponi liquidi contengono acqua in grandi quantità e per evitare lo sviluppo di muffe e batteri sono addizionati di conservanti. I migliori contengono conservanti innocui, come i sorbati (usati anche nell’industria alimentare), meglio sempre consultare il biodizionario. Non tutti i saponi liquidi hanno un pH fisiologico (5,5), occorre verificarlo sia leggendo l’etichetta che eventualmente misurandolo tramite cartina tornasole. Uno svantaggio è rappresentato anche dal contenitore in plastica che poi deve essere smaltito.

Conclusione

In conclusione il sapone solido è ecologico, ma non è il massimo per la pelle mentre i liquidi sono migliori per la pelle, ma inquinano e bisogna fare attenzione ai conservanti. Probabilmente il giusto compromesso è un sapone liquido in ricarica, in questo modo otteniamo il massimo oggi possibile. In entrambi i casi, comunque, è importante saper leggere l’INCI dei prodotti per poterli confrontare e scegliere i migliori, nonchè quelli più adatti al nostro tipo di pelle.

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Cialde e capsule di caffè: le differenze

Cialde e capsule sono entrambe formate da una monodose di caffè da utilizzare in appositi dispositivi, ma anche se vengono spesso confuse, non sono la stessa cosa. Vediamo insieme le differenze:

Che cosa sono le cialde

Le cialde di caffè vengono confezionate sempre monodose e il caffè torrefatto e macinato viene dosato e pressato all’interno di due fogli di carta (di solito 7 g per cialda). Le cialde sono sempre confezionate in atmosfera protettiva e chiuse ermeticamente così da garantire sempre la costanza qualitativa del prodotto. Sul mercato è possibile trovarle sia in confezioni singole che in strisce contenenti più cialde. Lo standard più diffuso è l’E.S.E. (Easy Serving Espresso), un marchio presente sulle macchine per espresso e sulle confezioni di caffè che consente al consumatore di identificare la compatibilità tra i due prodotti e di essere quindi rassicurato nelle proprie scelte. Utilizzo: le cialde vengono inserite nel portafiltro (il “manico” della macchina da caffè che accoglie il caffè stesso) e, una volta usate, devono essere rimosse e gettate manualmente nel cestino. Le cialde sono biodegradabili e compostabili, con un impatto sull’ambiente minimo.

Che cosa sono le capsule

Le capsule caffè hanno una forma cilindrica e sono formate da involucro di plastica o di alluminio. Sono rigide e contenute in una bustina che ne conserva scrupolosamente l’aroma. Sul mercato è possibile trovarle sia in versione monodose che in confezioni da più pezzi. Un tempo ogni marca aveva la sua linea di capsule esclusa, oggi invece sono molti i produttori di capsule compatibili: comprando quindi una macchina del caffè a capsule, ad esempio Nespresso, non si è tenuti ad usare le capsule della Nespresso, ma sarà possibile scegliere tra le numerose proposte di capsule compatibili. Un vantaggio è che i sistemi a capsule possono erogare sia caffè che bevande come cappuccini, cioccolata, caffè macchiati, tè ed infusi. Qualità che non è possibile trovare nei sistemi a cialde.

Le capsule vengono confezionate in atmosfera protettiva e sigillate, questo ne preserva l’aroma e assicura la conservazione del caffè da batteri, umidità e calore. Le capsule di caffè hanno un contenuto di caffè che varia a seconda del tipo di capsula. Può andare perciò dai 5 ai 7 grammi per capsula. Le capsule di caffè in alluminio non sono riciclabili perchè sono bi-compomenti (alluminio e caffè) e quindi per essere smaltite andrebbero separati i due elementi. Anche le capsule in plastica non sono riciclabili, però stanno uscendo sul mercato delle capsule composte da plastiche biodegradabili che sembrano poter risolvere il problema di questo prodotto.

Conclusioni

Per quel che riguarda il gusto, non possiamo dire che ci sia molta differenza, dipende principalmente dal gusto personale. Il costo delle cialde è inferiore a quello delle capsule, ma la differenza non è abissale, la convenienza dipende da quanti caffè si fanno al giorno. L’impatto ambientale è a favore delle cialde.
Sulla durata nel tempo, le capsule battono invece le cialde: la sigillatura le rende più durevoli nel tempo e mantiene inalterato l’aroma del caffè più a lungo.

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Come organizzare le pulizie di primavera

E’ giunto il momento di pensare alle pulizie di primavera. Quest’anno ho deciso di procedere con metodo cercando di non farmi trovare impreparata dall’enorme lavoro che mi aspetta e per rendere queste pulizie di primavera più sistematiche (e meno frustranti) ho deciso di condividere con voi il mio schema di pulizia primaverile. L’obiettivo è quello di fare tutto in leggerezza, organizzandosi bene, cercando di non farla diventare un’attività troppo pesante, consapevole del fatto che prendersi cura della casa è un modo per vivere meglio tutto l’anno.

Tenendo a mente le 3 regole base da conoscere prima di cominciare, creiamo un kit per le pulizie, poi prendiamo carta e penna e decidiamo lo schema di pulizie primaverili della nostra casa. Io ho deciso di cominciare dalle attività più impegnative, secondo quest’ordine:

1 giorno: Riordinare tutte le stanze, togliere polvere e ragnatele da soffitti, pareti, armadi e mobili alti con aspirapolvere e piumino. Pulire i lampadari e i termosifoni.
2 giorno: Togliere le tende e lavarle a basse temperature. Pulire con aspirapolvere le cornici e le zanzariere. Lavare i vetri, le finestre, le zanzariere e le tapparelle.
3 giorno: Pulizia a fondo della cucina. Sbrinare frigo, pulire fuochi, forno e cappa, riordinare cassetti, scaffali pentole e dispensa.
4 giorno: Pulizia a fondo dei bagni. Pulire bene piastrelle e vetro doccia e vasca, sanitari, riordinare armadietti e cassetti.
5 giorno: Pulizia camere da letto. Aspirare materassi con aspirapolvere da entrambi i lati, sbattere cuscini, cambiare lenzuola, riordinare guardaroba eliminando il superfluo. Spolverare o aspirare librerie, mensole e tappeti.
6 giorno: Pulizia a fondo del soggiorno. Spolverare o aspirare librerie, mensole e tappeti. Pulire divano e lavare copridivano. Pulire schermo tv. Riordinare cassetti scrivania e documenti.
7 giorno Pulizia balconi e terrazzi. Aspirapolvere e straccio nei pavimenti di tutta la casa.

Ovviamente si possono stabilire le pulizie in base a diversi criteri. Io ho deciso di procedere stanza per stanza per compilare la mia lista dei lavori più importanti da fare. I giorni possono essere distribuiti nell’arco del mese compatibilmente con gli impegni, non è necessario che siano consecutivi. Ci sono poi due lavori ulteriori da fare: la pulizia del garage e il cambio degli armadi. Io li lascio per quando sarà più caldo, ma volendo si possono inserire nella lista.

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Pulizie di primavera: regole di base prima di cominciare

Con la primavera arrivano anche le temute “pulizie di primavera“. Dedichiamo quotidianamente tempo e fatica alla cura della nostra casa, ma la primavera è il periodo ideale per il cambio degli armadi ed una pulizia più radicale della casa, che include tutti quei lavori noiosi e pesanti che affrontiamo 1 o 2 volte all’anno. Secondo la mia esperienza è molto difficile  portare a termine le pulizie di primavera senza pianificarle: per riorganizzare e pulire tutta la casa è necessario un piano d’azione studiato nei minimi dettagli.

Prima di cominciare a pulire, ecco 3 regole base da tenere ben presenti:

  1. L’organizzazione prima di tutto. Il primo passo è quello di armarsi di carta e penna per stabilire un piano d’azione. Scrivete una lista dettagliata con le cose da fare mettendole in ordine di priorità, iniziando dai compiti più faticosi così, quando sarete stanche, non vi troverete ad affrontare pulizie pesanti. Il trucco è dividere ogni attività in tanti compiti più piccoli e con il calendario sotto mano suddividerli nei vari giorni della settimana.Il giorno delle pulizie è meglio non programmare altri lavori domestici: niente bucati, pasti super facili. Se vi ritenete persone tecnologiche, ci sono alcune App che potrebbero fare al caso vostro, come Google Keep o Todolist.
  2. Ordine e Decluttering. Riordinare le stanze prima di iniziare a pulire è fondamentale, difficilmente si potranno eliminare polvere e sporco su superfici, tavoli e letti pieni di oggetti. Il decluttering, che letteralmente significa eliminare la confusione, sta ad indicare la fondamentale attività di liberarsi del superfluo. Il modo più semplice per sbarazzarsi di un sacco di disordine accumulato è utilizzare il metodo del delle “tre scatole”, valido anche per gli abiti durante il cambio dell’armadio: si classificano tutti gli oggetti in tre scatole: “da tenere”, “da eliminare” e “non ho ancora deciso”. Gli oggetti che non volete più si possono regalare o vendere on-line, il resto si butta via e per gli articoli che non sapete se tenere o meno, potreste pensare di metterli in una scatola che conserverete per sei mesi.Se avete bisogno di aprire la scatola per recuperare un oggetto, vuol dire che ne avete ancora bisogno; se dopo sei mesi non avete utilizzato nessun oggetto, potrete tranquillamente regalarli.
  3. Organizzare in anticipo il necessario per le pulizie creando un kit completo di prodotti, guanti, spugne e stracci in microfibra. Preparare gli spruzzini ecobio o i detergenti fatti in casa, se siete soliti utilizzarli, come lo spruzzino all’acido citrico.

OK, SI COMINCIA! Tenendo a mente queste 3 regole, prendiamo carta e penna e decidiamo lo schema di pulizie primaverili della nostra casa.

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Linfa di betulla: un gemmoderivato drenante

La primavera è periodo ideale per favorire l’eliminazione delle tossine, accumulate nell’organismo durante inverno, attraverso la depurazione ed il drenaggio.

  • la depurazione prevede una stimolazione più rapida degli organi predisposti all’eliminazione delle tossine (in particolare fegato e reni)
  • Il drenaggio è un processo più lento, coinvolge più organi (reni e vie urinarie; fegato e vie biliari; intestino; polmoni; cute; sistema linfatico) e, quindi, agisce più in profondità.

Il drenaggio in fitoterapia viene svolto principalmente con formulazioni liquide, sotto forma per esempio di tinture madri, concentrati da diluire in acqua oppure gemmoderivati.

L’azione della linfa di betulla sul sistema linfatico

l gemmoderivato di linfa di betulla (Betula verrucosa linfa)  è utilizzato per drenare l’organismo dai liquidi in eccesso e aiutarlo nel processo di disintossicazione. Il drenaggio prodotto dalla linfa di betulla  agisce sul sistema linfatico, che regola gli accumuli dei liquidi nei tessuti ed è considerato il baluardo di difesa del nostro organismo. Ecco i suoi utilizzi:

►E’ un efficace depurativo naturale che aiuta l’organismo ad eliminare gli acidi urici, le tossine e i ristagni di liquidi nei tessuti. Quindi è utile per la bellezza della pelle, nel combattere la cellulite, per favorire la riduzione delle scorie ed in presenza di edemi, causati da insufficienza cardiaca e/o renale.

► E’ in grado di stimolare la diuresi e fornire al nostro organismo sali minerali importantissimi per la nostra salute come calcio, fosforo,magnesio e potassio.

►Apporta pochissime calorie, e contribuisce ad eliminare il colesterolo in eccesso, è indicata anche per chi è a dieta

► Agisce come stimolante delle naturali difese dell’organismo, contro gli effetti dannosi dei radicali liberi e gli attacchi di agenti infettivi.

► Contiene due eterosidi, che per via enzimatica liberano salicilato di metile ad azione analgesica, antiinfiammatoria e diuretica. Utilizzata per alleviare i dolori articolari.

Come utilizzarla:

La linfa di betulla bianca può essere bevuta pura oppure diluita in acqua o succhi di frutta. La dose consigliata è di due cucchiai di linfa di betulla una volta al giorno, possibilmente la mattina a digiuno. Questo trattamento naturale dovrebbe essere seguito per un mese intero.

Controindicazioni: sconsigliata ovviamente a chi è allergico a questa pianta.

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