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Biodizionario: pro e contro

Il “biodizionario” è uno strumento online che permette di analizzare gli ingredienti del nostro prodotto cosmetico e valutarne gli aspetti eco-bio. Ogni ingrediente è associato ad un bollino di diverso colore : rosso giallo o verde, come un semaforo, per vedere se l’ingrediente è da evitare, più o meno accettabile,  o se va bene. Ma cosa più interessante, secondo me, è sapere se quell’ingrediente è un profumo, un tensioattivo, un principio attivo ecc…,  per conoscere la sua funzione nella formulazione.

Detto questo, ho notato che il biodizionario per molte persone è diventato l’unico parametro per valutare l’INCI e scegliere un prodotto, evitando i prodotti con bollini rossi. A mio avviso il biodizionario è un buon punto di partenza per analizzare un prodotto, ma consultarlo significa valutare che il prodotto sia eco-bio, non che sia da evitare assolutamente perché tossico e dannoso! Sono due cose differenti! Si può leggere l’inci semplicemente per vedere se sono contenuti ingredienti di pregio o elementi a cui si è allergici.

E’ fondamentale capire che il biodizionario non nasce per distinguere le sostanze dannose sulla nostra pelle da quelle inermi. Nasce per distinguere derivati animali e elementi tossici per l’ambiente, i quali possono benissimo essere innocui sulla nostra pelle, da quelli biologici, naturali e biodegradabili, che viceversa possono anche scatenare forti reazioni allergiche. Il sodio benzoato e il potassio sorbato, ad esempio, sono due conservanti bio e accettati dal biodizionario ma che creano allergie a non finire, il sodium lauryl sulfate (SLS) è un tensioattivo accettato perchè derivato dalla natura, ma come sappiamo molto aggressivo sulla pelle.

PRO

  • L’ingrediente viene giudicato da diverse angolazioni, per cui, se la sostanza è di sintesi e viene preparata con un processo di produzione poco ecologico, ma svolge funzioni importanti all’interno del prodotto,  non viene comunque “bocciata”.
  • Come approccio iniziale il Biodizionario un buon punto di partenza per una cultura cosmetica consapevole, si prende confidenza con la materia e si iniziano a conoscere gli ingredienti e le loro funzioni.

CONTRO

  • Il biodizionario non tiene conto del dosaggio delle sostanze, scatenando il panico in quanti analizzano per la prima volta un prodotto. Potrebbero esserci anche 10 sostanze inquinanti che insieme non formano nemmeno l’ 1% del prodotto, ma il biodizionario le inquadra subito rosse.
  • L’ingrediente viene lapidariamente bollato, ma non viene fornita alcuna spiegazione riguardo il criterio di valutazione dello stesso. E’ rosso, ma perché è rosso? i criteri di valutazione riguardano essenzialmente la biodegradabilità, la dermocompatibilità e la naturalità della sostanza, ma un conto è un bollino rosso per un prodotto non biodegradabile o che deriva da animali, un’altra cosa è la tossicità o il rischio di allergie.
  • Un contro non da poco è per me rappresentato dall’introduzione al biodizionario dove l’autore scrive: “quello che troverete interrogando la ricerca è il mio personalissimo punto di vista. Questo va detto per non caricare la cosa di significati che vanno oltre appunto la mia visione delle cose.” Si tratta perciò di un lavoro basato sul punto di vista di un’unica persona.

Per consultare il biodizionario clicca quì

Ciao a tutti!

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