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Cosa sono i tensioattivi

Quando si sceglie un cosmetico  o un detergente, un ingrediente da tenere in assoluta considerazione è certamente il tensioattivo utilizzato per formularlo. I tensioattivi sono sostanze chimiche che permettono la rimozione dello sporco dalla superficie cutanea. In base alla loro diversa struttura chimica, servono a bagnare, fare schiuma, detergere, emulsionare o miscelare. I tensioattivi sono classificati in:

Anionici: Sono i più utilizzati perché sono efficaci ed economici. Tra questi i più diffusi sono:

  • SLES (Sodium Laureth Sulfate) quello più utilizzato nei bagnoschiuma convenzionali e nei detersivi per lavare i piatti.
  • SLS (Sodium Lauryl Sulfate) è eco bio ma è piuttosto aggressivo se usato da solo (cosa che, comunque, non accade quasi mai).

Sono mal tollerati dalle pelli secche e sensibili perché possono causare fenomeni irritativi e tendono a seccare la pelle. In assoluto, il più aggressivo è l’Ammonium Lauryl Sulfate, ma anche in questo caso, se abbinato ad altri tensioattivi, diventa molto più delicato. Non tutti i tensioattivi anionici (ne esistono diverse sottocategorie) sono inquinanti e/o aggressivi per la pelle. Per le pelli delicate e sensibili sono da preferire detergenti senza SLES o SLS.

Cationici. Non sono usati nei detergenti perché non hanno né potere lavante, né potere schiumogeno. Sono utilizzati nei cosmetici ad effetto condizionante, soprattutto per i capelli, perché ne eliminano la carica elettrica. Quindi si ritrovano in alcuni shampoo e soprattutto nei balsami e nelle maschere per capelli. Hanno inoltre azione battericida perciò sono impiegati per la produzione di saponi e soluzioni disinfettanti e detersivi.

Anfoteri:variano la loro polarità in rapporto all’ambiente (ph) Sono le famose betaine:

  • Cocamidopropyl betaine
  • Dodecyl-betaine
  • Lauromidopropyl betaine

Piuttosto schiumogeni ma non molto lavanti. Usati da soli sono molto aggressivi, molto meno in combinazione con altri tensioattivi. Vengono anche usati in combinazione con gli anionici allo scopo di ridurne l’aggressività. La cocamidopropyl betaine, un tempo a pallino giallo sul Biodizionario, in quanto si pensava fosse più inquinante dei tensioattivi anionici (come ad esempio il famigerato Sles), è adesso a pallino verde, in quanto un comprovato ingrediente innocuo.

Tra i tensioattivi anfoteri ci sono anche gli alchilanfoacetati (es. disodium lauroanphodiacetate) e tutti quelli con desinenza in ‘ate’:  più delicati delle betaine sulla pelle. Anch’essi sono schiumogeni. Alcuni sono segnalati a pallino giallo o rosso sul Biodizionario perché inquinanti.

► Non – ionici: non hanno carica elettrica e rappresentano il massimo della delicatezza per la cute, sono ben  tollerati anche sulla cute lesa e sulle mucose e sono frequentemente usati nei cosmetici destinati ai bambini. Sono i più costosi in assoluto. Anche questi spesso vengono abbinati a tutti gli altri tipi di tensioattivi per mitigarne l’aggressività. I tensioattivi non-ionici, comunque, non sono sempre sinonimo di delicatezza ed ecologia. Anche in questa categoria possono esserci sostanze più o meno irritanti ed inquinanti. I più delicati e biodegradabili sono gli alchil glucosidi.

Tra i più utilizzati:

  • Coco-glucoside
  • Lauryl glucoside
  • Decyl glucoside

Esteri del saccarosio:

  • Sucrose laurate
  • Sucrose tristearate

Altri sono meno biodegradabili e più irritanti, come:

  • Alcoli etossilati (es. laureth 20)
  • Derivati del sorbitolo che comunque sono delicati (es. polysorbate 40)
  • PEG ( es. PEG 150 distearate)
  • Alcanolammidi  (sono biodegradabili ma vengono ottenuti alcanolammine che sono tossiche (es. cocamide dea, cocamide tea

I tensioattivi sono indispensabili per la detersione, perciò sono presenti praticamente in tutti i prodotti per il viso e per il corpo. Possiamo comunque controllare sul BIODIZIONARIO se i tensioattivi presenti nel prodotto da noi utilizzato siano più o meno eco bio, questo potrebbe aiutarci nella scelta del prodotto più adatto alle nostre esigenze.

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