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Il ciclo mestruale e ovulazione

Un ciclo mestruale dura in media 28 giorni (dai 24 ai 32 giorni). Ci sono donne che hanno un ciclo molto regolare (esattamente dopo lo stesso numero di giorni si ripresenta il flusso) ed altre che lo hanno molto variabile.

Il ciclo mestruale è dovuto a dei cambiamenti ormonali ciclici che avvengono nel corpo della donna e che ora vediamo nello specifico. Questi cambiamenti hanno lo scopo di arrivare al momento dell’ovulazione e quindi a questi giorni fertili nei quali può iniziare una gravidanza.

Fasi del ciclo mestruale

Le principali fasi del ciclo mestruale sono 4:

 1) Le mestruazioni

Il primo giorno del ciclo mestruale è rappresentato dal primo giorno delle mestruazioni (giorno 1). Le mestruazioni, in genere, durano circa 3-7 giorni. Laddove presenti, in genere, i dolori mestruali sono più intensi il primo giorno del ciclo, perché gli ormoni presenti nel tuo organismo spingono l’utero a eliminare il rivestimento costruito durante il ciclo precedente (sfaldamento dell’endometrio).

2) Fase follicolare

Chiamata anche fase proliferativa, è il periodo nel quale il follicolo matura e di pari passo aumenta la sua produzione di estrogeni. Sotto l’azione degli estrogeni l’endometrio si ispessisce notevolmente. All’inizio del ciclo, l’ipofisi avvia la secrezione dell’ormone follicolo-stimolante (FSH), il principale responsabile della produzione di cellule uovo mature. I follicoli sono cavità all’interno delle ovaie riempite di fluido; ciascun follicolo contiene una cellula uovo non sviluppata. L’ormone FSH stimola lo sviluppo di alcuni follicoli e la produzione da parte di questi dell’ormone estrogeno (estradiolo). In corrispondenza del primo giorno del ciclo, i livelli di estrogeno sono al minimo e iniziano ad aumentare con lo sviluppo dei follicoli.

In generale, uno di questi diviene “dominante” e l’uovo all’interno di questo follicolo giunge a maturazione man mano che le dimensioni del follicolo aumentano. Al contempo, i livelli crescenti di ormone estrogeno nel corpo causano l’ispessimento della parete uterina grazie all’accumulo di sangue e sostanze nutritive. In tal modo, se rimani incinta, l’uovo fecondato potrà disporre del supporto e dei nutrienti necessari alla crescita. Ai livelli elevati di ormone estrogeno si associa anche la secrezione di muco “favorevole” agli spermatozoi (nome tecnico, muco cervicale fertile), dall’aspetto biancastro, fluido e viscoso. Gli spermatozoi sono in grado di muoversi più facilmente attraverso questo muco e possono così sopravvivere per alcuni giorni.

3) Ovulazione

I livelli di estrogeno nell’organismo continuano a crescere e determinano un rapido innalzamento del livello dell’ormone luteinizzante (picco” dell’ormone LH), che provoca la rottura del follicolo dominante, con il conseguente rilascio dell’ovocita maturo dall’ovaio nella tuba di Falloppio dove è pronto ad essere fecondato. Questo processo è noto come ovulazione.

Molte donne sono convinte che l’ovulazione avvenga il 14° giorno del ciclo mestruale, ma si tratta semplicemente di una media: nella maggior parte delle donne, l’ovulazione avviene in un giorno diverso, variabile da ciclo a ciclo. Alcune donne sostengono di avvertire fitte dolorose durante l’ovulazione, ma per molte l’evento non è doloroso e non produce nessun altro sintomo.

I giorni dell’ovulazione sono individuabili misurando la temperatura basale che ha un repentino rialzo (vedi l’immagine) oppure tramite appositi stick. Altre segnali sono il cambiamento del muco cervicale.

4) Fase luteinica

Una volta rilasciata, la cellula uovo (ovulo) si sposta lungo la tuba di Falloppio in direzione dell’utero. L’ovulo vive fino a 24 ore; gli spermatozoi hanno una durata di vita variabile (in genere 3-5 giorni), quindi i giorni di massima fertilità (quelli, cioè, in cui la probabilità di rimanere incinta è più elevata) sono i giorni che precedono l’ovulazione e il giorno dell’ovulazione stessa. Subito dopo l’ovulazione, il follicolo collassato inizia a produrre un altro ormone, detto progesterone, che provoca un ulteriore ispessimento della parete uterina, per prepararla ad accogliere l’ovulo fecondato. Nel frattempo, il follicolo ormai vuoto inizia a restringersi, pur continuando la produzione di progesterone e avviando quella di estrogeno. In questa fase del ciclo possono manifestarsi i sintomi della tensione premestruale (PMT), o sindrome premestruale, quali tensione mammaria, gonfiore, letargia, depressione e irritabilità.

Preparazione alle prossime mestruazioni

Quando le dimensioni del follicolo si riducono, se la cellula uovo non è stata fecondata, il livello di estrogeno e progesterone diminuisce. Senza gli elevati livelli di ormoni che ne favoriscono la conservazione, lo spesso rivestimento creatosi nell’utero inizia a sfaldarsi e viene espulso dal corpo. Questo fenomeno coincide con l’inizio delle mestruazioni e del ciclo successivo.

Se la cellula uovo è stata fecondata, si impianta nella parete uterina all’incirca una settimana dopo la fecondazione. Immediatamente dopo l’impianto dell’ovulo fecondato, l’organismo avvia la produzione dell’ormone della gravidanza, la gonadotropina corionica umana (hCG), che manterrà attivo il follicolo vuoto. Il follicolo continuerà così a produrre gli ormoni estrogeno e progesterone per impedire lo sfaldamento del rivestimento della parete uterina, fino a quando la placenta (che contiene tutti i nutrienti necessari all’embrione) matura a tal punto da potere sostenere la gravidanza.

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