Il nostro organismo possiede un sistema di regolazione che consente di mantenere entro certi valori la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue. Un livello costante di glicemia è indispensabile per la nostra sopravivenza. Il meccanismo di regolazione della glicemia è basato sul controllo di due ormoni antagonisti: l’insulina e glucagone.
Grazie a questo meccanismo possiamo introdurre il glucosio (sotto forma di carboidrati) solo poche volte al giorno, durante i pasti: a mantenere costante la sua presenza nel sangue ci pensa l’asse ormonale insulina-glucagone, che utilizza come “magazzino” per il glucosio il fegato.
- Se la glicemia scende, come durante il digiuno, il pancreas secerne glucagone che ordina al fegato di prelevare glucosio dalle sue scorte e d’immetterlo nel sangue. Il glucagone, inoltre, spinge le cellule all’utilizzo di grassi e proteine come fonte energetica: in questo modo si predispone tutto l’organismo al risparmio del glucosio.
- Se la glicemia sale, come dopo un pasto, il pancreas secerne insulina che promuove l’accumulo di glucosio nel fegato e nei muscoli sotto forma di glicogeno. Siccome la capacità del fegato d’immagazzinare glucosio è piuttosto limitata, i carboidrati in eccesso vengono convertiti in grassi e depositati nei tessuti adiposi. L’insulina, al contrario del glucagone, spinge le cellule a utilizzare i carboidrati come fonte energetica.
Per poter mantenere l’insulina entro livelli accettabili occorre limitare la quantità di carboidrati giornaliera, adottando una ripartizione ottimale dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi non inferiori rispettivamente al 45%, 15% e 25%). Inoltre è utile assumere pasti con la corretta ripartizione dei macronutrienti (evitare i pasti a base di soli carboidrati), non fare pasti troppo abbondanti, preferendo fonti di carboidrati a bassa densità, ovvero frutta e verdura.
Diminuendo i livelli di glucosio oltre i limiti raccomandati, come in alcune diete povere di carboidrati o durante un digiuno prolungato, il corpo sarà costretto ad attingere energia da altri substrati quali proteine e lipidi. Così facendo l’organismo andrà incontro a chetosi, un processo dannoso per il nostro organismo.
Ciao a tutti!