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La puntura della zanzara tigre

La zanzara tigre (Aedes albopictus) si distingue facilmente dalla zanzara comune per il suo inconfondibile aspetto tigrato: ha un corpo nero con evidenti striature bianche su capo, torace, addome e zampe. La caratteristica principale della zanzara tigre è la sua aggressività ed il fatto di essere attiva sia di giorno che di notte, anche se predilige la mattina ed il pomeriggio. La zanzara tigre ha un volo quasi silenzioso,vive preferibilmente all’aperto soprattutto nell’erba alta, tra le siepi e gli arbusti e nei luoghi freschi ed ombreggiati, dove punge rapidamente e fugge velocemente, causando fastidiose irritazioni e gonfiore all’uomo, ma anche agli animali. Nei cani e nei gatti, infatti, può diffondere la filaria canina.

Arrivata una decina di anni fa dal Sudest asiatico si è ormai perfettamente ambientata nel nostro territorio, dove è presente da aprile ad ottobre. La femmina della zanzara tigre depone tra le 40 e le 80 uova alla volta in piccole raccolte d’acqua (vasi, sottovasi, fognature otturate, grondaie, recipienti di scarto) arrivando ad un totale di 350-450 uova nell’intera stagione. E’ molto resistente ai veleni comuni e possiede una straordinaria capacità di adattamento all’ambiente, grazie alla quale le uova sono in grado di sopravvivere anche in inverno ed in periodi di siccità. Perché le uova si schiudano, è sufficiente poi una quantità minima di acqua

La zanzara tigre può trasmettere patogeni e virus, come il virus della febbre del Nilo, del Dengue, della dirofilariasi e Chikungunya. La Chikungunya è una malattia tropicale che si manifesta con sintomi simili a quelli dell’influenza: febbre alta, cefalea, stanchezza e, soprattutto, importanti dolori articolari. La febbre raramente ha una durata superiore a una settimana, i dolori articolari possono persistere per settimane o anche mesi. La prima e unica epidemia di chikungunya in Europa è avvenuta in Italia, in provincia di Ravenna, nell’estate del 2007, durante la quale si contagiarono più di 200 persone.

A causa della sua notevole capacità di adattamento ad ambienti diversi la zanzara si è dimostrata molto difficile da combattere. Nel controllo della zanzara tigre gioca un ruolo importante la distruzione dei luoghi di deposizione delle uova, che non sono mai lontani da dove le persone vengono punte poiché la zanzara tigre ha un limitato raggio d’azione (meno di 200 metri). Ecco alcuni accorgimenti da seguire per limitare la diffusione della zanzara:

  • Tenere pulite le grondaie e coprire tutti contenitori dove si ferma l’acqua piovana con coperchi o zanzariere ben tese.
  • Individuare ed eliminare le zone dove si forma ristagno d’acqua: sottovasi, abbeveratoi, ciotole per l’acqua degli animali domestici, annaffiatoi, piscine gonfiabili e teli di copertura, copertoni, pozzanghere persistenti: per evitare che le zanzare ci depongano le uova, è consigliabile riempire di sabbia o ghiaia fine vasi e fessure in grado di raccogliere dell’acqua.
  • Tenere pulite fontane e vasche ornamentali.
  • Trattare regolarmente (ogni 15 gg circa) i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi. Esistono diversi prodotti larvicidi in commercio, tutti reperibili con facilità e a basso costo. Le sostanze larvicide più utilizzate agiscono bloccando la crescita o la metamorfosi delle larve, che quindi non si trasformano in zanzare. La loro azione dura fino a 3 – 4 settimane. Il bacillo thurigensis è biologico, ma ha una durata d’azione inferiore e per questo è meno usato.

Proteggiamo inoltre noi stessie ed evitiamo di farci pungere utilizzando prodotti repellenti sulla pelle e sui vestiti (con cautela nei bambini e nelle donne incinta), utilizziamo diffusori di insetticida (piretroidi) negli ambienti chiusi. All’aperto, in zone ricche di vegetazione, è consigliabile indossare pantaloni lunghi e maglie a manica lunga. Cerchiamo quindi di difenderci dalla zanzara tigre con le dovute precauzioni e ricorrendo ad opportuni rimedi in caso di puntura.

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