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L’Artiglio del diavolo: un antinfiammatorio naturale

L’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens)  è una pianta rampicante diffusa in Sud Africa, nelle steppe della Namibia e nel Madagascar. È ampiamente usato nella medicina tradizionale africana. Il nome della pianta è dovuto alla particolare forma del suo frutto, che presenta caratteristiche escrescenze uncinate.

I numerosi principi attivi contenuti nella radice della pianta, tra cui gli arpagosidi, conferiscono all’artiglio del diavolo proprietà antinfiammatorie e analgesiche paragonabili a quelle degli antinfiammatori di sintesi .

Perché si usa

Da secoli l’artiglio del diavolo è utilizzato per lenire il dolore e l’infiammazione in caso di mal di schiena, dolori e tensioni muscolari al collo e alle spalle, dolori cervicali, artrite reumatoide, contusioni, tendinite, sciatica. La radice dell’artiglio del diavolo, di cui si usa l’estratto secco, favorisce anche l’eliminazione dell’acido urico e a questo titolo è efficace nel trattamento della gotta, specie se associato a preparati di frassino, che hanno una componente antinfiammatoria.

Come si usa

L’artiglio del diavolo si assume normalmente in capsule per via orale. L’effetto si manifesta nell’arco di 7-8 giorni per poi rimanere costante nel tempo. Si utilizza per ridurre i sintomi della patologia, ma anche  per potenziare l’effetto dei farmaci di sintesi allo scopo di ridurne il dosaggio. In alternativa si trova anche come estratto acquoso e tintura madre, oppure in creme per applicazione locale.

Effetti indesiderati

L’artiglio del diavolo non deve essere utilizzato in presenza di ulcere gastriche o duodenali poiché aumenta la secrezione gastrica. E’ sconsigliato in gravidanza e in allattamento e in persone affette da diabete o in cura con anticoagulanti.

Ebbene sì, non si tratta di un film horror o di un ingrediente per intrugli da stregone, ma di un efficace antinfiammatorio naturale. A presto!

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