DietaZero: programma alimentare in 3 fasi

Il sistema alimentare DietaZero è un metodo scientifico finalizzato a  raggiungere e mantenere nel tempo il proprio benessere psico-fisico. Oltre ad una alimentazione equilibrata, il metodo DietaZero prevede moderata  attività fisica, particolare attenzione per il bioequilibrio ed il relax dei soggetti e alcune fondamentali abitudini, come la scelta degli alimenti da prediligere e la ripartizione di questi alimenti in almeno 4 pasti  quotidiani.

►La scelta degli alimenti è molto importante nel metodo Dieta Zero in quanto, prevedendo una strategia alimentare completa ed equilibrata, necessita di una attenta selezione degli alimenti appartenenti a ciascuna categoria. Le regole fondamentali consistono nel limitare l’impiego di carboidrati raffinati (ad alto indice glicemico), impiegare fonti proteiche a basso contenuto di grassi e bandire i grassi saturi. Nel corso del programma l’alimentazione tradizionale viene integrata con prodotti Zero, leggeri per la linea e gustosi per il palato. Zero è la nuovissima linea di alimenti e fitoestratti studiata appositamente per seguire, in maniera semplice e sicura, il metodo DietaZero.

►DietaZero è un programma alimentare che si articola in tre fasi di uguale durata,  Semplice da seguire, DietaZero non necessita la pesatura di prodotti alimentari o il calcolo di calorie: l’importante è attenersi alle regole della dieta e seguire le tre fasi del programma. Ciò che conta nel programma alimentare Zero è mantenere le tre fasi  della stessa identica durata, che va stabilita in base all’obiettivo peso da raggiungere.  Le tre fasi sono:

  •  Fase Zero.uno: è la fase della chetogenesi. A seconda dell’esigenza Dieta Zero può essere preceduta un periodo di rapido dimagrimento costituito dall’approccio chetonico (massimo 5 giorni) finalizzato esclusivamente a ottenere risultati veloci volti ad incoraggiare e motivare il paziente . È la fase che richiede qualche sacrificio in più perché ci si stacca totalmente dalle vecchie abitudini alimentari e si eliminano completamente zuccheri e carboidrati ma iniziano anche a vedersi rapidamente i risultati.
  • Fase Zero.due: è la fase della transizione. Si reintroducono parzialmente i carboidrati, il dimagrimento rallenta e si fissa il peso raggiunto.
  • Fase Zero.tre : è la fase conclusiva. È la fase nella quale la soddisfazione del risultato deve diventare  un motivo incentivante per mantenere i un’adeguata alimentazione e un corretto stile di vita.

►La strategia alimentare proposta si fonda sul concetto principale che il cibo abbia la capacità di agire in modo estremamente efficace sul sistema ormonale e dunque vada assunto osservando le tre seguenti regole:

  • corretta ripartizione tra i tre macronutrienti che compongono il pasto
  • adeguata ripartizione temporale dei pasti e/o degli snack (merende e/o spuntini)
  • discreta attenzione alla qualità degli alimenti da assumere

►Dieta Zero si propone di stabilire un equilibrio proporzionale tra glucagone e insulina, e quindi intervenire sul nostro metabolismo, attraverso la ripartizione equilibrata dei i tre macronutrienti:

1/3 Carboidrati, 1/3 Proteine e 1/3 Grassi

Per prima cosa calcoliamo il fabbisogno alimentare giornaliero, ovvero quanti grammi di proteine, carboidrati e grassi dobbiamo assumere. In seguito decidiamo in quale percentuale  ripartirli nei pasti della giornata per rispettarne le quantità. Scegliere il sistema Zero significa non solo adottare una strategia alimentare equilibrata e corretta, ma perseguire uno stile di vita sano e salutare in grado di garantire il benessere psico- fisico e la perfetta forma fisica dell’individuo.

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Corso di medicina naturale 2012

Volevo ricordare a tutti gli appassionati di medicina e rimedi naturali che il corso Naturalia è alle porte! Sicuramente saprete che è difficile trovare un corso vicino casa, di solito i corsi vengo organizzati nelle grandi città che sono molto caotiche e magari anche lontane da casa nostra. Inoltre i corsi riguardanti la medicina naturale sono davvero costosi e spesso questo rappresenta un deterrente per chi vuole ampliare le proprie conoscenze.

Il corso Naturalia, organizzato a Forlimpopoli, è strutturato in lezioni articolate in tre weekend nel corso dell’anno. Le lezioni possono essere seguite anche singolarmente, rivolgendosi anche a chi non opera direttamente nel settore , ma magari è interessato ad approfondire alcuni argomenti per interesse personale. Per i professionisti del settore, farmacisti, medici, biologi e dietisti, si potrà scegliere anche la formula con accreditamento ECM.

Il corso si terrà nei weekend del 3-4 Marzo, 21-22 Aprile e 12-13 Maggio 2012 . I docenti saranno la dott.ssa Zora Giovanna Del Buono, il dott. Antonio Finaldi e la dott.ssa Marilisa Laudadio. Gli argomenti trattati riguarderanno Fitoterapia, Floriterapia e Nutrizione. Per info più dettagliate scarica il programma cliccando sul link seguente:

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Referente in zona:
Dr.ssa Emilia Gaspari   cell. 339-4239612 tel. 0543-740257
Informazioni: emi.gas@libero.it

IMC: Indice di Massa Corporea

L’indice di massa corporea (abbreviato IMC o BMI, dall’inglese body mass index) è un dato biometrico, espresso come rapporto tra peso e altezza al quadrato di un individuo.

IMC = peso / (altezza)2

dove il peso è espresso in chili e l’altezza in metri.
E’ utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma di una persona, anche se è chiaro che il valore ottenuto da questo rapporto non può essere un reale indicatore della condizione fisica di una persona poiché non tiene conto di importanti fattori come la percentuale di massa magra e massa grassa oppure il tipo di struttura ossea, l’età e il sesso.

Tuttavia é stato dimostrato attraverso parecchi studi che valori troppo bassi o troppo alti di questo indice sono riconducibili, rispettivamente, a condizioni fisiche di eccessiva magrezza oppure di obesità, perciò sono state elaborate delle tabelle, utilizzate anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che associano a particolari intervalli di valore dell’indice di massa corporea una probabile condizione fisica e una di queste é quella presentata di seguito:

  •      < 18,5     = Sottopeso   
  •     18,5 – 25 = Normopeso
  •     25-30       = Sovrappes
  •     30- 40      = Obesità
  •     >40          = Obesità grave

Da questa tabella si può notare che l’intervallo di valori corrispondente alla condizione di normopeso va da 18,5 a 25 e questo spiega perché  la formula di calcolo dell’indice di massa corporea non tiene ad esempio conto del sesso oppure del livello di muscolatura che porterebbe ad un aumento di peso notevole ma sicuramente non indicativo di una preoccupante situazione fisiologica. Il risultato fornito da questo strumento costituisce perciò solo una ‘stima’ del reale livello di benessere fisico di una persona e non deve assolutamente essere il punto di partenza per decisioni importanti circa la propria salute senza una precedente consulenza di personale medico qualificato.

Vi indico un divertente calcolatore online dove inserendo Altezza e Peso si conoscerà il proprio indice di massa corporea e verranno indicati anche i rischi per la salute associati alla propria categoria di peso.In alternativa poteteutilizzare l’immagine seguente e collegare con un righello la vostra altezza al peso e scoprire in che categoria rientrate:

Ciao a tutti e continuate a seguirmi!

Metabolismo basale: cos’è e come si calcola

Il metabolismo basale è il dispendio energetico di un organismo necessario a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia, ovvero la quantità di energia che consumiamo quando siamo a riposo. Il metabolismo basale comprende l’energia necessaria per le funzioni metaboliche vitali (respirazione, circolazione sanguigna, digestione, attività del sistema nervoso, ecc.) e rappresenta circa il 60-70% del dispendio energetico totale nella giornata. Il valore del metabolismo basale si esprime in chilocalorie (Kcal) e per essere calcolato sono necessarie le seguenti condizioni, dette condizioni basali:

  •  il soggetto deve essere a riposo, ma nello stato di veglia
  • deve essere a digiuno da almeno 12 ore
  • deve aver trascorso una notte riposante
  • non deve aver praticato alcuna attività fisica intensa nell’ora precedente alla misurazione
  • devono essere rimossi i fattori che possono provocare eccitazione fisica o mentale

Il metabolismo basale è influenzato da fattori individuali:
►sesso (è più alto negli uomini rispetto alle donne )
►età (il valore del metabolismo basale diminuisce con l’età)
►temperatura corporea (l’aumento di un solo grado incrementa il metabolismo basale del 13%) e temperatura ambientale. Poiché la temperatura ambientale influenza il metabolismo basale, il valore è calcolato ad una temperatura ambientale compresa tra 20 °C e 27 °C.
►massa magra dell’individuo
►stato nutrizionale e tipo di dieta
►fattori ormonali, gravidanza e allattamento
►stati patologici, l’assunzione di farmaci, il regime alimentare, l’attività sportiva .

Calcolo del metabolismo basale

Ci sono moltissime formule per il calcolo del metabolismo basale, io vi indico un semplice calcolatore online dove inserendo Altezza, Peso, Età e Sesso si conoscerà il proprio metabolismo basale in pochi istanti. Il calcolatore riporta i risultati calcolati con le formule più famose, tra queste la prima, quella di Harris & Benedict,risulta  una delle più note ed utilizzate.

Per tutte le persone in buone condizioni di salute e con valori dei parametri vitali nella norma, il risultato fornito da questo strumento é abbastanza veritiero. Viceversa, nei casi di persone, per esempio, in forte sovrappeso o con problemi fisiologici particolari, il risultato non può essere considerato attendibile.

Ciao a tutti!

Soffri di stanchezza cronica? Potrebbe essere sintomo di ipotiroidismo

Tra le malattie della tiroide, l’ ipotiroidismo (ridotta funzionalità della tiroide) è una disfunzione in costante aumento, soprattutto tra le giovani donne. Una delle principali cause di Ipotiroidismo è una patologia autoimmune nota come tiroidite di Hashimoto. Si tratta di un’infiammazione della tiroide che ha come caratteristica una produzione di anticorpi che vanno ad intaccare il tessuto tiroideo causando una progressiva distruzione della ghiandola. Spesso i sintomi dell’ ipotiroidismo sono “aspecifici” e non sembrano correlati tra loro, per questo solitamente vengono attribuiti allo stress.

I sintomi costantemente presenti sono:

  • stanchezza cronica
  • intolleranza al freddo
  • sonnolenza
  • stipsi ostinata
  • tendenza ad ingrassare
  • ritenzione idrica
  • pelle pallida e secca
  • capelli radi o aridi, tendenti a cadere
  • tendenza a soffrire di depressione e di malinconia

L’ipotiroidismo è una patologia causata da una carenza di ormoni tiroidei con conseguente rallentamento del metabolismo, per questo si associa in modo caratteristico ad un rallentamento generalizzato delle funzioni corporee. Si osserva un rallentamento dell’attività fisica e di quella mentale, della funzione cardiovascolare, di quella gastrointestinale e di quella neuromuscolare. I sintomi tendono ad apparire gradualmente, nell’arco di un lungo periodo di tempo. In alcune forme più gravi possono manifestarsi depressione, gonfiore del volto, voce roca, gozzo, diminuzione della libido ed alterazioni del ciclo mestruale.

Diagnosi

Poiché i sintomi sono abbastanza variabili, l’unico modo per fare una diagnosi è fare degli esami del sangue. Agli esami di laboratorio vengono dosate le frazioni libere degli ormoni tiroidei, FT3 e FT4, che risulteranno ridotti, e la tireotropina, TSH, che invece sarà elevata.

  • Un  T4 basso e un TSH alto in modo anormale indicano ipotiroidismo: è stato chiesto alla ghiandola tiroide di produrre più T4, perché non c’è abbastanza T4 nel sangue
  • Se FT4 è basso e TSH è basso o normale, si deve ricercare un ipotiroidismo secondario con interessamento quindi dell’ipotalamo e dell’ipofisari. In questo caso vengono fatti dei test più complicati, uno dei quali è il Test al TRH, dove viene iniettato del TRH e quindi misurata l’aumento del TSH.
  •  E’ utile dosare gli anticorpi antitiroidei (antitireoglobulina ed antiperossidasi) per la ricerca di un interessamento autoimmunitario, come avviene nelle tiroiditi. Nell’ipotiroidismo è costante il rilievo di ipercolesterolemia . E’ anche utile fare un esame emocromocitometrico in quanto può essere presente anemia (riduzione dei valori di emoglobina).

Terapia

La cura dell’ ipotiroidismo consiste nel compensare le carenze del principale ormone tiroideo, ripristinando nel sangue e nei tessuti le normali concentrazioni. A tale scopo viene prescritta una dose giornaliera di levotiroxina (Eutirox®) , corrispondente appunto alla T4, da prendere al mattino (rigorosamente a digiuno). La terapia è cronica e permette al paziente di condurre una vita normale. La dose ottimale per ciascun paziente deve essere stabilita in base a criteri clinici ed alla determinazione dei livelli di TSH nel sangue.

Infine va ricordato che alcuni alimenti e farmaci possono interferire con l’ assorbimento di levotiroxina, tra questi i più diffusi sono i cibi a base di fibre integrali e di soia, i farmaci prescritti per combattere l’ acidità gastrica, nonché gli integratori contenenti sali di calcio e di ferro.

Ciao e continuate a seguirmi!

La tiroide, una ghiandola che regola il metabolismo

La tiroide è una ghiandola situata nella regione anteriore del collo, davanti alla laringe e ai primi anelli della trachea. E’ formata da due lobi , destro e sinistro, riuniti da una parte centrale, detto istmo. Nel suo complesso la forma della ghiandola ricorda quella di una farfalla. Sebbene alla nascita il peso medio della tiroide sia di circa 2 grammi, nell’adulto raggiunge il peso di circa 20 grammi, ma può subire notevoli variazioni da un individuo all’altro.

Funzioni della Tiroide
La tiroide sintetizza principalmente due ormoni, il T3 e il T4, che vengono riversati nel sangue e trasportati in tutto l’organismo dove influenzano fortemente tutto il nostro metabolismo. La tiroide secerne inoltre un ormone chiamato Calcitonina, importante nella regolazione del calcio e del fosforo.
►Il 90 % della secrezione ormonale è costituito dalla tiroxina (ormone indicato con la sigla T4), il 10 % dalla triiodotironina (ormone indicato con la sigla T3).

Gli ormoni tiroidei hanno nell’organismo due effetti principali:

  • Aumento del metabolismo nella sua totalità; Gli ormoni tiroidei aumentano sia il metabolismo basale dell’individuo che l’attività metabolica di tutti i tessuti, ovvero aumentano la velocità di utilizzazione delle sostanze energetiche.
  • Stimolazione della crescita nel bambino.

Per mantenere il metabolismo ad un livello normale deve essere continuamente secreta esattamente la giusta quantità di ormoni tiroidei, infatti piccole variazioni possono avere ripercussioni notevoli sull’organismo. La sintesi e la secrezione degli ormoni tiroidei è controllata da ghiandole presenti nel cervello: ipotalamo e ipofisi. Le patologie della tiroide sono molte e insorgono in seguito all’alterazione della quota di ormoni tiroidei circolanti. Si parlerà perciò di ipotiroidismo e di ipertiroidismo, a seconda che ci sia una carenza o un eccesso di ormoni tiroidei nel sangue con conseguente alterazione del nostro metabolismo.

Ciao a presto!