Trappola per vespe e zanzare fai da te

Le vespe hanno il loro ruolo nell’ecosistema, ma quando il loro nido è troppo vicino a casa possono costituire un pericolo per le persone e gli animali domestici. Ecco un  modo semplice ed ecologico per realizzare trappole per vespe fai da te. Noi vi proponiamo due alternative che andranno bene anche per le zanzare estive! Si perché basterà cambiare l’esca per attrarre vespe, zanzare o altri animali.

TRAPPOLA 1
1) Prendere una bottiglia di plastica e tagliare il collo

2) Togliere il tappo del flacone e capovolgere il collo a testa in giù e inserirlo nella apertura bottiglia che avete appena tagliato.

3) Unire le 2 parti utilizzando nastro di imballaggio o nastro adesivo

4) Spalmate di olio le pareti interne della bottiglia: questo impedirà alle vespe di risalire una volta entrate.

5)  Inserire l’esca nella trappola. Il metodo più semplice è lo zucchero e l’acqua, in alternativa funziona con acqua e aceto, birra, soda, anche detersivo per bucato.

6) Per appendere la trappola a in una zona lontana da bambini e animali domestici si possono praticare un paio di buchi dove far passare un cordone o dl filo di ferro. Tenete a mente che è necessario smontarle spesso per passare fuori l’esca e rimuovere le vespe morte .

7) Svuotare la trappola e sostituire l’esca.

esca1

TRAPPOLA 2

Questa trappola ecologica  è efficace e semplice da costruire ed è molto versatile poichè con la stessa sarà possibile attrarre svariati tipi di insetti nocivi: sarà sufficiente cambiare l’esca.

L’occorrente per la trappola per insetti fai da te
I materiali che verranno utilizzati non sono ecologici ma nel riutilizzarli si da una mano comunque all’ecologia.
Dopo la spiegazione per il fai da te di questa trappola troverete un elenco di attrattivi efficaci di comune utilizzo per una dose di 200ml . Occorrono due bottiglie di plastica, una con la parte superiore a forma conica  (verde in foto) ed una più rotondeggiante (arancione in foto). Munirsi di un taglierino, un po’ di fil di ferro o spago e forbici.

Le istruzioni per la trappola fai da te

Trappola-per-calabroni-e-vespe-A1) Prendete la bottiglia con la parte superiore a forma conica e disegnate con il pennarello due finestre come in figura A e seguendo le misure di figura B ritagliatele, incidendo prima con il taglierino e proseguendo con una forbice.

Trappola-per-calabroni-e-vespe-B

2) Prendete la bottiglia con la parte superiore rotonda ( quella arancione in foto) e tagliatela all’altezza indicata, preferibilmente al limite massimo del punto più stretto, potete farvi un’idea guardando la figura B.

Trappola-per-calabroni-e-vespe-C

3) Recuperate il tappo della bottiglia verde e foratelo al centro con il punteruolo per far passare il fil di ferro o lo spago di canapa che fungerà da appendino (figura C).
4) Dopo aver ritagliato le due finestre inserite capovolta e senza tappo la parte rotonda della bottiglia arancione, praticando una lieve pressione le due parti si bloccano grazie alla loro forma conica. Avvitate il tappo con l’apposito gancio e la vostra trappola è pronta per l’utilizzo. Il fatto di aver semplicemente incastrato le due parti (verde e arancione) renderà più facile la rimozione degli insetti annegati e la pulizia.

Le varie esche per la trappola per insetti fai da te
L’esca da mettere sul fondo della trappola varia a seconda degli insetti che si vogliono catturare:

Vespe e calabroni

  • 1/2 litro di BIRRA + 2 cucchiai di zucchero o miele
  • Acqua 500 cl. + zucchero (3 cucchiai), oppure miele (2 cucchiai) + aceto rosso di vino (80 cl. circa).
  • Vino bianco dolce 500 cl. + zucchero (3 cucchiai), oppure miele (2 cucchiai) + 30 ml di sciroppo di menta.

Lepidotteri – Vino rosso, Lt. 1 + zucchero (6 cucchiai), aggiugere n.10/15 chiodi di garofano + mezza stecca di cannella. Lasciare in infusione 15 gg. Questa soluzione va diluita con acqua in proporzione 1 a 3 (un Lt. vino, tre Lt. acqua) considerando un utilizzo finale di 500 cl per trappola (soluzione più efficace soprattutto per la cattura di lepidotteri)

Mosche e mosconi – residui di pesce o carne (alcuni suggeriscono di metterci anche acqua)

Zanzare – 200ml di acqua, 50g di zucchero grezzo, 1g di lievito (Il lievito fermentando lentamente, produrrà anidride carbonica, la stessa che attraverso il nostro respiro guida verso di noi le zanzare.), una monetina di rame… le zanzare nidificano nell’acqua, dunque occhio a non creargli una nursery, il rame dovrebbe rendere.

trappole-zanzare

Dove posizionare le trappole

La trappola fai da te va posizionata nei pressi della zona maggiormente invasa dagli insetti.
Esempio se siete in casa collocatela fuori di casa, e lontana dalle finestre. In modo che fermerete gli insetti prima che tentino di avvicinarsi in casa.Le trappole vanno posizionate lontano da bambini o animali domestici, ai bordi del perimetro di gioco.
In giardino posizionatela sugli alberi a non meno di 3-4 metri da voi, ad un’altezza da 1 a 2,5 metri dal suolo, orientatele verso sud/sud-ovest rispetto l’albero.

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Golden milk: ecco la ricetta

goldenmilkIl Golden milk  è una bevanda dal colore acceso e dal sapore delizioso, realizzata con pochi ma salutari ingredienti.  Questa fantastica bevanda, oltre a portar con sé tutti i principi attivi della curcuma, è particolarmente indicata per chi ha problemi e dolori articolari e per chi ha bisogno di migliorare l’elasticità e la tonicità di tutto il corpo.

La ricetta per la preparazione è molto semplice e si divide in due fasi. La prima richiede la preparazione di una pasta che può essere conservata a lungo in un vasetto in frigorifero.

Fase 1 : Pasta di curcuma

  • 1/4 tazza dicurcuma in polvere
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero macinato
  • 1/2 tazza di acqua

Indicazioni:

Mescolare tutti gli ingredienti in una piccolo pentolino. Con il fuoco a fiamma medio-alta, mescolare continuamente finché il composto non si addenserà diventando  una pasta spessa. Questo non richiede molto tempo, quindi non allontanarsi dal fornello.

Fase 2: Preparazione del Golden Milk

  • 1 tazza di latte di mandorla (canapa o cocco sono anche buone opzioni)
  • 1 cucchiaino diolio di cocco o di mandorla
  • 1/4 cucchiaino o più di pasta di curcuma
  • Miele

Indicazioni:

Per ogni tazza di Latte d’oro che si vuole preparare è necessario mescolare ¼ di cucchiaino del composto realizzato con la curcuma in una tazza di latte aggiungendo poi un cucchiaino di olio di cocco o di mandorle dolci (mi raccomando quello per uso alimentare!). Si riscalda sul fuoco senza portare a bollore e infine si aggiunge il miele, in quantità variabile a seconda dei gusti. Se volete far diventare questa bevanda ancora più gustosa, frullatela! Diventerà così bella spumeggiante e potrete poi spolverarla con un po’ di cannella

Il Golden Milk o Latte d’oro  è una bevanda utilizzata dalla medicina ayurvedica e consigliata soprattutto a chi soffre di problemi alle articolazioni e a chi cerca un antinfiammatorio naturale. I benefici del Golden Milk sono dovuti soprattutto alla presenza della curcuma. Esistono molte varianti di questa bevanda, ma la maggior parte sono realizzati con latte di cocco che  aggiunge una base cremosa alla preparazione, oltre ad avere benefici per la salute.

Guardate anche il video della preparazione del golden milk realizzato da Alice di my-personaltrainer e spiegato molto bene!

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Rimedi anti formiche: ecco come eliminarle

300-472338371-lemon-juiceEcco alcune strategie preventive per tenere lontano le formiche da casa vostra:

  • Individuare la provenienza delle formiche seguendo il loro percorso per alcuni minuti. Una volta individuati i punti di accesso delle formiche valutare se è possibile chiuderli con interventi mirati, come ad esempio applicando dello stucco in caso di fessure nel legno o nelle mattonelle.
  • Accertarsi che il pavimento sia sempre pulito e privo di briciole e residui di cibo, anche nelle intercapedini o dietro ai mobili della cucina. Cercare di non lasciare piatti sporchi nel lavandino e conservare sempre il cibo in contenitori ben chiusi.
  • Lavate i pavimenti con una soluzione composta da acqua, aceto ed essenza di limone (potrete acquistarla in un qualsiasi supermercato): questo mix di sostanze renderà la vostra casa un ambiente poco gradito alle formiche.

Rimedi naturali anti formiche

Se la prevenzione non si è dimostrata efficace oppure è possibile adottare dei rimedi naturali per evitare che le formiche invadano la nostra casa. L’olfatto delle formiche consente loro di avvertire qualsiasi tipo di odore: possiamo utilizzare le essenze che risultano sgradite alle formiche come efficaci repellenti.

L’aceto è un repellente naturale. Può essere spruzzato tramite un nebulizzatore davanti ai punti d’accesso, angoli e davanzali infestati dalle formiche. Nonostante l’aceto si  asciughi rapidamente, rimarrà un odore penetrante e insopportabile per  le formiche.

Il limone è un ottimo rimedio contro le formiche. Puoi posizionare alcune fettine di limone, cosparse di pepe nero sulle zone di passaggio delle formiche oppure utilizzare direttamente il succo fresco, soprattutto negli angoli. Si può anche nebulizzare una soluzione di alcol e olio essenziale di limone in prossimità dei punti di accesso.

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Il pepe nero macinato sulle zone più frequentate dalle formiche è un rimedio naturale e potente per allontanarle da casa. Si può creare un mix ancor più potente mescolando il pepe alla polvere di peperoncino o cannella o chiodi di garofano. Questo rimedio è però sconsigliato qualora abbiate bambini piccoli o  animali nel vostro appartamento, cani e gatti in particolare.

La menta può essere utilizzata in diversi modi, sia per evitare che le formiche si avvicinino sia per allontanarle dopo che si sono introdotte in casa. Si possono mettere delle foglie di menta intere o sbriciolate sui davanzali oppure vicino alle porte o nebulizzare una soluzione di alcol e olio essenziale di menta in prossimità dei punti di accesso. Si possono utilizzare bustine di te alla menta aperte nelle dispense.
Il caffè è utile per evitare che le formiche superino i punti d’accesso. Mescolati a del borotalco, i chicchi di caffè sono un ottimo repellente nei confronti di questi insetti. Per il balcone un’ottimo rimedio per allontanare le formiche è costituito dai fondi di caffè che potrete mettere vicino ai vasi o tra le piante.

►Una soluzione alternativa è quella di ricorrere agli oli essenziali. Tra le essenze più indicate vi sono l’olio di eucalipto, limone, menta o  cajeput, che tra l’altro è anche un ottimo germicida. Miscelate alcune gocce di olio di cajeput e di olio di eucalipto a 20 ml di alcool etilico: otterrete un deodorante per ambienti al naturale, ma al tempo stesso efficace contro le formiche. Basterà spruzzarlo negli angoli e nelle zone più a rischio, con l’aiuto di un vaporizzatore.
►Il sale è un rimedio semplice ed efficace: una manciata di sale grosso davanti alla tana farà sì che le formiche fuggano mentre sale fino sparso sui davanzali o nei luoghi di accesso impedirà l’ingresso in casa delle formiche.

Per proteggere i ripiani della cucina foglie di alloro ed origano essiccato sono un ottimo rimedio naturale che emanano un profumo a noi gradito ma odiato dalle formiche.

Rimedi chimici anti formiche

Qualora le formiche siano particolarmente numerose e non si riesca ad allontanarle attraverso dei rimedi naturali, bisognerà ricorrere, come ultima possibilità, a dei rimedi di natura chimica.

►Quella meno invasiva è senza dubbio l’esca anti formica. Si tratta di una piccola scatola contenente una sostanza nociva per le formiche. Una volta collocata l’esca proprio sui percorsi abituali delle formiche, queste mangeranno la sostanza e la porteranno anche nel formicaio. Prima che si ottenga l’effetto desiderato e le formiche vengano quindi eliminate, ma ci vorrà del tempo.

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Si possono scegliere soluzioni naturali come il d-limonene, un semplice estratto di buccia d’arancia, altra sostanza da cui le formiche preferiscono tenersi lontano. Un repellente per formiche efficace e naturale è il Green wall, costituito da una miscela di oli essenziali anti-formiche in microgranuli porosi di origine naturale. Come dice il nome è perfetto per creare una barriera invalicabile per le formiche, anche in spazi di ampie superfici.

►Per liberarsi dalla presenza delle formiche si può ricorrere agli insetticidi chimici, solitamente contenenti associazioni di piretroidi sintetici, la permetrina e la tetrametrina. Questi insetticidi spray si spruzzano direttamente sugli insetti o nei luoghi dove se ne nota la presenza, e la sua efficacia permane per una settimana.
►Per le formiche presenti in giardini, terrazzi e balconi, può essere utile una esca granulare. Questa esca funziona grazie ad un principio attivo insetticida, mescolato ad una sostanza zuccherina che svolge un’azione adescante, inducendo le formiche a portare il prodotto all’interno del formicaio e ad utilizzarlo come alimento per l’intero nido, causandone quindi la totale distruzione.

Aerosol a pistone, a ultrasuoni o Mesh: ecco come scegliere

Un apparecchio per aerosol è uno strumento capace di trasformare una miscela composta dal farmaco + un liquido di conduzione (in genere una soluzione fisiologica) in finissime di particelle. Le particelle nebulizzate, grazie al loro piccolissimo diametro, sono in grado di essere inalate facilmente e raggiungere i polmoni e le vie aeree inferiori. Se le particelle nebulizzate non sono sufficientemente piccole, poichè l’apparecchio per aerosol non è abbastanza potente o l’ampolla non ha caratteristiche tecniche adeguate,  esse non riescono a raggiungere le vie aeree inferiori, rendendo inefficaci molte terapie per curare le patologie più gravi.

Esistono tre tipologie principali di apparecchi per aerosol: quelli pneumatici (con compressore), quelli ad ultrasuoni e i nuovi dispositivi con tecnologia MESH con microfori al LASER. Analizziamoli più nel dettaglio:

1) AEROSOL A PISTONE o PNEUMATICI:

Gli aerosol a pistone, come il Nebula che spesso noi consigliamo,  sono composti da un compressore e da un’ampolla: il flusso d’aria generato dal compressore produce all’interno dell’ampolla una depressione che risucchia piccole dosi di farmaco le quali, colpite dal getto di aria, vengono nebulizzate in finissime particelle. Un flusso d’aria regolabile generato da una piccola ventola, consente poi di indirizzare l’aerosol nelle vie respiratorie tramite il tubo connesso agli accessori (mascherina, boccaglio o forcella nasale). Lo TROVI QUI’

nebulaUn aerosol pneumatico ha le seguenti caratteristiche:

  • Potenza tra 1 e 2 atmosfere
  • Nebulizzare una soluzione di 3 ml in meno di 10 minuti
  • Ampolla in materiale sintetico, preferibilmente in plastica (più affidabili e omogenee di quelle in vetro) perché possono essere tarate con maggiore precisione, sono più facili da lavare dopo l’uso e se cadono non si rompono.

2) AEROSOL O NEBULIZZATORI AD ULTRASUONI

Gli aerosol ad ultrasuoni hanno la capacità di disgregare la soluzione in piccolissime gocce grazie a un disco di ceramica (o altro materiale) posto all’interno dell’apparecchio che viene attraversato da una corrente a frequenza molto elevata (circa 1-2 Mega Hertz).

Gli apparecchi a ultrasuoni risultano più silenziosi rispetto a quelli pneumatici e soprattutto garantiscono una maggiore velocità di nebulizzazione della soluzione, riducendo così la velocità delle sedute. Presentano però alcuni svantaggi. Sono infatti più soggetti a danni e rotture rispetto a quelli pneumatici ed inoltre possono alterare alcuni principi attivi. Proprio per questo motivo, questo tipo di aerosol è sconsigliato da alcune case farmaceutiche. Il motivo è dovuto al fatto che i nebulizzatori a ultrasuoni non riescono a nebulizzare i corticosteroidi e inoltre tendono a surriscaldare la soluzione da nebulizzare rischiando di alterarne le caratteristiche. Nel foglio illustrativo di alcuni farmaci è espressamente scritto di non utilizzarli con nebulizzatori ad ultrasuoni, quindi prima dell’acquisto è bene capire con quale farmaco o soluzione andrà utilizzato.

3) AEROSOL MESH

omron-microair-600x600L’elemento principale del dispositivo per aerosol Mesh è una membrana microforata che permette una finissima nebulizzazione del farmaco attraverso il passaggio nei microfori. La membrana è una sottilissima lamina metallica elettroformata caratterizzata da più di 1000 microfori che garantiscono un’elevata emissione del nebulizzato in tempi brevi. I microfori, di forma conica con il diametro inferiore di 5 micron, determinano la granulometria delle particelle erogate (1-5 micron) per la deposizione ottimale del farmaco nelle basse vie respiratorie.

Gli apparecchi basati sulla tecnologia “Mesh”  sono specifici per il trattamento delle patologie delle basse vie aeree e presentano numerosi vantaggi:

  • Sono aerosol silenziosi, facili da utilizzare, portatili e leggeri che permettono al paziente di fare la terapia ovunque.
  • Permettono l’ esecuzione della terapia ovunque ed in tempi brevi.
  • Il sistema “Mesh” è efficace perché non riscalda il farmaco e ne lascia inalterate le proprietà.
  • E’ inoltre molto versatile poichè è adatto per la nebulizzazione di ogni tipo di farmaco: soluzioni, sospensioni, proteine, peptidi.

AEROSOL: QUALE SCEGLIERE?

I nebulizzatori a ultrasuoni se da una parte hanno il vantaggio di una minore rumorosità e di una maggiore rapidità di nebulizzazione, dall’altra producono particelle di diametro variabile (non omogeneo), sono più costosi di quelli pneumatici e si rompono più facilmente. I nebulizzatori pneumatici invece producono particelle più omogenee, sono in genere meno costosi e sono più resistenti all’uso. Un limite è dovuto al fatto che alcuni modelli di nebulizzatori pneumatici hanno una potenza ridotta e poco adatta a trattare le patologie più serie.

I vantaggi offerti dai nuovissimi nebulizzatori Mesh sono molteplici sia in termini di efficacia (basti pensare che le dimensioni delle particelle da inalare sono perfettamente predeterminate, una maggiore quota di farmaco raggiunge le basse vie aeree, con riduzione della deposizione orofaringea e degli effetti collaterali), sia in termini di compliance (portabilità, assenza di rumore, facilità d’uso). Sicuramente lo svantaggio è l’alto costo di questi apparecchi.

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Calze a compressione graduata: ecco come scegliere quelle giuste

Le calze a compressione graduata sono calze speciali che aiutano la circolazione sanguigna nelle gambe risultando un valido aiuto nella terapia dell‘insufficienza venosa e delle vene varicose. Le vene varicose sono un problema molto diffuso, soprattutto tra le donne, a causa di scorrette abitudini alimentari, dieta povera di fibre e sedentarietà. Una volta formate, le vene varicose sono difficilmente curabili e i farmaci vasoprotettori sono poco efficaci.  La compressione è l’unico provvedimento che, pur non producendo la guarigione dalle vene varicose, consente di rallentarne l’aggravamento e soprattutto ridurre sintomi quali senso di pesantezza, gonfiore, dolore. La compressione elastica può quindi considerarsi la soluzione più indicata nei primi stadi della malattia, è l’ideale per le donne in gravidanza e nei pazienti per i quali la terapia chirurgica è controindicata.

Esistono diversi tipi di calze elastiche, quelle utilizzate per la terapia compressiva devono possedere una importante caratteristica definita compressione differenziata: la pressione esercitata deve essere massima alla caviglia e diminuire man mano che si sale verso la coscia, in modo da favorire la risalita del sangue verso l’alto, ovvero dalle gambe verso il cuore. La forza di compressione a livello della caviglia è espressa in millimetri di mercurio (mmHg).

Spesso si usa identificare la compressione delle calze preventive in Den o DENARI, ma le calze compressive non si misurano mai in DENARI in quanto questa unità di misura indica lo spessore del filato utilizzato per la produzione delle calze e non un valore di compressione. I denari non sono una vera unità di misura. Maggiore è il numero di den, più alta è la quantità di materiale elastico utilizzato per metro di filo e quindi maggiore sarà la compressione esercitata. Non è possibile stabilire una correlazione precisa tra den e mmHg poichè varia in base alla ditta produttrice, mediamente 70 den corrispondono a 11-17 mmHg e 140 den a 18-22 mmHg.

Affinchè le calze siano efficaci bisogna individuare la giusta taglia per il paziente. Per individuare la taglia occorre una corretta misurazione di alcune circonferenze (caviglia-polpaccio-coscia). Queste misurazioni devono essere effettuate al mattino presto prima che la gamba cominci a camminare e si gonfi e direttamente sulla pelle nuda.

misure_calze_compressive

Le calze elastiche a compressione differenziata possono essere classificate in due gruppi:

calze elastiche preventive, o riposanti che esercitano una forza di compressione alla caviglia compresa tra i 6 e i 20 mmHg non necessitano di prescrizione medica. Queste calze sono indicate, in assenza di una patologia conclamata, per prevenire lo sviluppo di problemi circolatori in soggetti con uno o più fattori di rischio (quali familiarità, lavori che prevedono una posizione in piedi o seduti per molte ore, uso di contraccettivi orali, stitichezza) e vantano migliori caratteristiche estetiche come leggerezza, trasparenza e vasta gamma dei colori.

calze elastiche e terapeutiche.  Sono indicate quando le varici sono già presenti e sono accompagnate da gonfiore e dolore delle gambe. Assicurano una compressione alla caviglia che parte da 20 mmHg fino a superare i 50 mmHg. Si tratta di veri e propri dispositivi medici e devono essere prescritte dal medico che indicherà il tipo di calze necessarie (gambaletti, autoreggenti, collant o monocollant) e la Classe di compressione necessaria al paziente (Clc1, Clc2, Clc3 eccetera …). Le ditte produttrici suddividono queste calze terapeutiche in 4 classi di compressione differenti:

  • I classe: 18-21 mmHg
  • II classe: 23-32 mmHg
  • III classe: 34-46 mmHg
  • V classe: maggiore di 50 mmHg

Le classi sono indicate con sigle differenti a seconda della nazionalità del produttore: in lingua italiana si scrive Clc (Classe di compressione), in lingua inglese Ccl (Compression class), in lingua tedesca Kl (Kompressionsstrumpfhose).

Istruzioni d’uso

Le calze elastiche vanno indossate preferibilmente prima di alzarsi dal letto o  prima che le gambe comincino a gonfiarsi, poiché l’azione terapeutica della calza è appunto quella di favorire il ritorno venoso, eliminare i sintomi quali la pesantezza e mantenere gli arti inferiori privi di edema. La compressione degli arti inferiori con la calza deve essere associata alla mobilizzazione per ottenere i risultati migliori.

La calza elastica terapeutica non va mai scelta ed usata senza la prescrizione ed il consiglio del medico specialista e senza che sia stata esclusa una concomitante patologia arteriosa con un esame ecodoppler. Un paziente arteriopatico o diabetico che abbia anche una patologia varicosa deve necessariamente rivolgersi allo specialista per evitare di scegliere un prodotto non adatto e talvolta anche dannoso per la stessa circolazione.

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Il miglio in cucina: ecco come prepararlo

Polpettine-di-miglio-e-verdurel miglio è un cereale appartenente alla famiglia delle graminacee. Il miglio è composto soprattutto da carboidrati ed è piuttosto calorico. Contiene proteine ad elevato valore biologico, superiori rispetto a quelle di altri cereali, con altissima presenza di aminoacidi solforati (cistina, metionina); inoltre le proteine contenute nel miglio sono facilmente assimilabili.

Proprietà

  • Il miglio decorticato è privo di glutine e quindi indicato per i celiaci.
  • Il miglio è ricchissimo di sali minerali tra cui ferro, potassio, fosforo, magnesio, zinco, calcio, sodio e silicio.
  • Contiene soprattutto vitamine del complesso B, ma anche vitamine A, E e PP. grazie alle quali è considerato da sempre un alimento utile alla bellezza di capelli, ciglia, pelle, denti e unghie
  • È facilmente digeribile ed alcalinizzante.
  • Contiene acido salicilico.

Destinato per anni prevalentemente alla alimentazione di uccelli e pollame la sua coltivazione non è stata molto diffusa in Europa soprattutto per ragioni legate alla produttività e alle difficoltà che presenta la raccolta. Ultimamente è stato molto rivalutato ma il suo utilizzo all’interno dell’alimentazione pone spesso un quesito comune: come si utilizza il miglio in cucina?

Il miglio in cucina

  • Il miglio presenta il vantaggio di essere facile e rapido da cucinare.
  • L’ammollo non serve.
  • Prima di cuocere il miglio bisogna lavarlo molte volte, sotto l’acqua corrente, fino a che l’acqua risulti completamente trasparente e priva di torbidezze. Il miglio infatti, con i suoi chicchi piccolini è pieno di polvere e scorie varie. Finito il lavaggio si lascia asciugare per circa 15 minuti in un colino a maglie strette, poi si cucina.

Ecco il metodo di cottura base ed alcune idee su come utilizzarlo in cucina:

►Cottura Base (Ingredienti: 100 gr di miglio, 500 ml acqua)

  • Il miglio si trasferisce in una casseruola e si tosta a fuoco basso, senza condimenti, rimescolando, per circa 3-5 minuti
  • Si aggiunge una quantità doppia di acqua calda (500 ml), si copre il recipiente e si porta a ebollizione a fiamma alta. Si regola di sale e si abbassa la fiamma lasciando cuocere il miglio coperto. Non è necessario girare più di tanto il miglio in cottura.
  • Dopo 20 minuti circa (dipende un po’ dal tipo di miglio utilizzato) sarà pronto, si può allontanare dal fuoco lasciandolo riposare per almeno 10 minuti in modo da fargli assorbire l’eventuale acqua in eccesso e permettergli di gonfiarsi (all’occorrenza puoi fare riposare anche un’ora). Condire a piacere.
  • Volendo si può saltare la fase della tostatura e cuocere il cereale con il doppio di acqua fredda, sempre coperto e sempre per 20 minuti circa. In entrambi i casi, a fine cottura tutto il liquido sarà stato assorbito: sconsigliabile invece procedere alla lessatura e alla scolatura finale dell’acqua, accorgimento valido per tutti gli altri cereali in chicco.

Si può condire e mangiare così oppure utilizzarlo per fare polpette o hamburger. Oltre al metodo base ci sono molti altri modi per preparare il miglio:

►Dimezzando le quantità d’acqua e il tempo di cottura, si può utilizzare per farcire le verdure al forno. Dopo averlo cotto si può addizionare di tofu a dadini o verdure stufate, come spinaci o cime di rapa, ed utilizzarlo come farcia per le zucchine, peperoni o pomodori:  avrete un piatto unico davvero squisito.

►Si può preparare una gustosa Zuppa di miglio: Si prepara un soffritto di un mix di verdure lavate e tagliate e piccoli pezzi (carote, sedano, cipolla, cavolfiore, patata). Successivamente si aggiunge il brodo vegetale, poi il miglio e il sale. Si lascia cucinare il tutto per circa 30 minuti con coperchio sopra la pentola facendo attenzione che ci sia sempre abbastanza brodo e si serve la minestra di miglio ben calda. Le varianti sono tantissime e si possono aggiungere anche altri cereali o legumi.

► E’ possibile consumare il miglio crudo, nella crema Budwig del mattino. La farina così ottenuta va consumata subito e non conservata  perché irrancidisce facilmente.Dato che i granelli non sono duri, si possono tritare tranquillamente in casa con un macinacaffè. La farina di miglio può essere utilizzata per preparare creme e pappe, anche nella fase dello svezzamento. Svolge un’azione alcalinizzante ed è dunque utile anche per quanti soffrono di acidità di stomaco.

Queste sono solo alcune delle idee per incuriosirvi e farvi venire voglia di introdurre questo cereale nella vostra alimentazione. Provatelo e fateci sapere che ricetta avete scelto!

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