Dieta chetogenica: addio carboidrati

La dieta chetogenica si basa sul presupposto che un’alimentazione ricca di proteine e lipidi e molto povera di carboidrati mantenga costanti i  livelli di insulina evitando l’accumulo di grasso e favorendo il suo utilizzo a scopo energetico. Molte diete recenti si basano su questo approccio chetogenetico, come la DietaZero o la Dieta Dunkan. Diminuendo i livelli di glucosio oltre i limiti raccomandati, però, il corpo sarà costretto ad attingere energia da altri substrati quali proteine e lipidi:

PROTEINE: La formazione di glucosio a partire dalle proteine assicura un apporto costante di energia anche in condizioni di carenza di glucosio, ma costringe fegato e reni a lavorare di più per eliminare l’azoto derivante dagli amminoacidi. Questo lavoro aumenta la quantità di calorie bruciate (effetto termogenetico) e stimola la secrezione di ormoni che favoriscono lo smaltimento del grasso e sopprimono l’appetito. Evitare di assumere glucosio tramite la dieta e costringere il corpo a scindere le proteine, però, intossica l’intero organismo e lo fa lavorare inutilmente.

LIPIDI: La formazione di glucosio a partire dai lipidi causa la formazione di prodotti di scarto del metabolismo chiamati corpi chetonici, che derivano dalla degradazione degli acidi grassi.  I corpi chetonici vengono prodotti normalmente in quantità minime che sono facilmente smaltibili dall’organismo (in particolare dal rene e dai polmoni ). Se la produzione di corpi chetonici diviene molto elevata il loro accumulo nel sangue, definito chetosi, abbassa il pH del sangue con conseguente acidosi metabolica. In casi estremi l’acidosi può portare al coma e persino alla morte.

Le diete chetogenetiche sono consapevoli di questi effetti collaterali, ma valutando il bilancio rischio-beneficio, stabiliscono che seguire questo approccio alimentare per un periodo limitato sia accettabile. Di solito il periodo consigliato va da 1 a 7 giorni. Il mio consiglio è di leggere tutte le informazioni a riguardo e poi decidere se seguire o meno questo tipo di dieta, in ogni caso fate molta attenzione, bevete molto per aiutare i reni ad eliminare le scorie e rivolgetevi al vostro medico per un consiglio più approfondito.

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Insulina e glucagone: regolazione della glicemia

Il nostro organismo possiede un sistema di regolazione che consente di mantenere entro certi valori la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue. Un livello costante di glicemia è indispensabile per la nostra sopravivenza. Il meccanismo di regolazione della glicemia è basato sul controllo di due ormoni antagonisti: l’insulina e glucagone.
Grazie a questo meccanismo possiamo introdurre il glucosio (sotto forma di carboidrati) solo poche volte al giorno, durante i pasti: a mantenere costante la sua presenza nel sangue ci pensa l’asse ormonale insulina-glucagone, che utilizza come “magazzino” per il glucosio il fegato.

  • Se la glicemia scende, come durante il digiuno, il pancreas secerne glucagone che ordina al fegato di prelevare glucosio dalle sue scorte e d’immetterlo nel sangue. Il glucagone, inoltre, spinge le cellule all’utilizzo di grassi e proteine come fonte energetica: in questo modo si predispone tutto l’organismo al risparmio del glucosio.
  • Se la glicemia sale, come dopo un pasto, il pancreas secerne insulina che promuove l’accumulo di glucosio nel fegato e nei muscoli sotto forma di glicogeno. Siccome la capacità del fegato d’immagazzinare glucosio è piuttosto limitata, i carboidrati in eccesso vengono convertiti in grassi e depositati nei tessuti adiposi. L’insulina, al contrario del glucagone, spinge le cellule a utilizzare i carboidrati come fonte energetica.

Per poter mantenere l’insulina entro livelli accettabili occorre limitare la quantità di carboidrati giornaliera, adottando una ripartizione ottimale dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi non inferiori rispettivamente al 45%, 15% e 25%). Inoltre è utile assumere pasti con la corretta ripartizione dei macronutrienti (evitare i pasti a base di soli carboidrati), non fare pasti troppo abbondanti, preferendo fonti di carboidrati a bassa densità, ovvero frutta e verdura.

Diminuendo i livelli di glucosio oltre i limiti raccomandati, come in alcune diete povere di carboidrati o durante un digiuno prolungato, il corpo sarà costretto ad attingere energia da altri substrati quali proteine e lipidi. Così facendo l’organismo andrà incontro a chetosi, un processo dannoso per il nostro organismo.

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Fabbisogno energetico giornaliero: calcola il tuo

Il fabbisogno energetico  giornaliero è definito come l’apporto di energia necessario a compensare il nostro dispendio energetico durante la giornata. L’energia necessaria al nostro organismo viene fornita dagli alimenti e, precisamente, da componenti alimentari energetici quali proteine, grassi e carboidrati. Se si assimilano più calorie di quelle effettivamente spese giornalmente ,il nostro corpo tende ad accumulare grasso superfluo. Quindi per mantenere il peso forma è essenziale conoscere il fabbisogno calorico giornaliero del nostro organismo.

Il calcolo del fabbisogno energetico giornaliero  di un individuo è molto complesso e tiene conto di diverse componenti, tra cui l’età, la corporatura, il sesso, l’occupazione,lo stile di vita individuale. Ecco perché il fabbisogno energetico è diverso da persona a persona. L’unità di misura del fabbisogno calorico giornaliero è la chilocaloria (Kcal) e per calcolarlo si sommano i valori di tre importanti parametri:

  • Metabolismo Basale (MB), che corrisponde alla quantità di energia bruciata quando siamo a riposo e comprende l’energia richiesta per le funzioni metaboliche vitali. Corrisponde a circa il 60-70% del fabbisogno giornaliero.
  • Temogenesi alimentare, ovvero la quantità di energia utilizzata per digerire, assorbire ed immagazzinare le sostanze nutritive nel nostro organismo. Corrisponde a circa il 10% del fabbisogno giornaliero.
  • Metabolismo di attività, ossia l’energia che si consuma con l’attività fisica. Ogni movimento, azione, gesto che facciamo comporta un dispendio energetico. In genere l’energia spesa con l’attività fisica si attesta intorno al 20-30% del nostro dispendio energetico giornaliero e varia in base al livello di attività fisica : più siamo attivi, più energia consumiamo. Poiché ogni tipo di attività svolta presuppone un differente consumo calorico, la corretta determinazione del fabbisogno energetico individuale deve tenere conto dello stile di vita dell’individuo, del numero di ore di lavoro e del tipo di lavoro svolto (sedentario, faticoso….).

La somma di questi valori determina il costante dispendio energetico giornaliero al quale deve corrispondere, attraverso l’introduzione di alimenti, un altrettanto costante apporto di energia, vale a dire un equilibrio fra energia consumata ed energia prodotta. Per questo il dispendio energetico giornaliero coincide con il nostro fabbisogno energetico giornaliero, che nell’adulto medio si aggira sulle 2.400 Kcal al giorno. Vi indico un Calcolatore Online dove inserendo Altezza, Peso, Sesso, Età e ore dedicate alle varie attività quotidiane si conoscerà il proprio fabbisogno calorico giornaliero.

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DietaZero: programma alimentare in 3 fasi

Il sistema alimentare DietaZero è un metodo scientifico finalizzato a  raggiungere e mantenere nel tempo il proprio benessere psico-fisico. Oltre ad una alimentazione equilibrata, il metodo DietaZero prevede moderata  attività fisica, particolare attenzione per il bioequilibrio ed il relax dei soggetti e alcune fondamentali abitudini, come la scelta degli alimenti da prediligere e la ripartizione di questi alimenti in almeno 4 pasti  quotidiani.

►La scelta degli alimenti è molto importante nel metodo Dieta Zero in quanto, prevedendo una strategia alimentare completa ed equilibrata, necessita di una attenta selezione degli alimenti appartenenti a ciascuna categoria. Le regole fondamentali consistono nel limitare l’impiego di carboidrati raffinati (ad alto indice glicemico), impiegare fonti proteiche a basso contenuto di grassi e bandire i grassi saturi. Nel corso del programma l’alimentazione tradizionale viene integrata con prodotti Zero, leggeri per la linea e gustosi per il palato. Zero è la nuovissima linea di alimenti e fitoestratti studiata appositamente per seguire, in maniera semplice e sicura, il metodo DietaZero.

►DietaZero è un programma alimentare che si articola in tre fasi di uguale durata,  Semplice da seguire, DietaZero non necessita la pesatura di prodotti alimentari o il calcolo di calorie: l’importante è attenersi alle regole della dieta e seguire le tre fasi del programma. Ciò che conta nel programma alimentare Zero è mantenere le tre fasi  della stessa identica durata, che va stabilita in base all’obiettivo peso da raggiungere.  Le tre fasi sono:

  •  Fase Zero.uno: è la fase della chetogenesi. A seconda dell’esigenza Dieta Zero può essere preceduta un periodo di rapido dimagrimento costituito dall’approccio chetonico (massimo 5 giorni) finalizzato esclusivamente a ottenere risultati veloci volti ad incoraggiare e motivare il paziente . È la fase che richiede qualche sacrificio in più perché ci si stacca totalmente dalle vecchie abitudini alimentari e si eliminano completamente zuccheri e carboidrati ma iniziano anche a vedersi rapidamente i risultati.
  • Fase Zero.due: è la fase della transizione. Si reintroducono parzialmente i carboidrati, il dimagrimento rallenta e si fissa il peso raggiunto.
  • Fase Zero.tre : è la fase conclusiva. È la fase nella quale la soddisfazione del risultato deve diventare  un motivo incentivante per mantenere i un’adeguata alimentazione e un corretto stile di vita.

►La strategia alimentare proposta si fonda sul concetto principale che il cibo abbia la capacità di agire in modo estremamente efficace sul sistema ormonale e dunque vada assunto osservando le tre seguenti regole:

  • corretta ripartizione tra i tre macronutrienti che compongono il pasto
  • adeguata ripartizione temporale dei pasti e/o degli snack (merende e/o spuntini)
  • discreta attenzione alla qualità degli alimenti da assumere

►Dieta Zero si propone di stabilire un equilibrio proporzionale tra glucagone e insulina, e quindi intervenire sul nostro metabolismo, attraverso la ripartizione equilibrata dei i tre macronutrienti:

1/3 Carboidrati, 1/3 Proteine e 1/3 Grassi

Per prima cosa calcoliamo il fabbisogno alimentare giornaliero, ovvero quanti grammi di proteine, carboidrati e grassi dobbiamo assumere. In seguito decidiamo in quale percentuale  ripartirli nei pasti della giornata per rispettarne le quantità. Scegliere il sistema Zero significa non solo adottare una strategia alimentare equilibrata e corretta, ma perseguire uno stile di vita sano e salutare in grado di garantire il benessere psico- fisico e la perfetta forma fisica dell’individuo.

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Corso di medicina naturale 2012

Volevo ricordare a tutti gli appassionati di medicina e rimedi naturali che il corso Naturalia è alle porte! Sicuramente saprete che è difficile trovare un corso vicino casa, di solito i corsi vengo organizzati nelle grandi città che sono molto caotiche e magari anche lontane da casa nostra. Inoltre i corsi riguardanti la medicina naturale sono davvero costosi e spesso questo rappresenta un deterrente per chi vuole ampliare le proprie conoscenze.

Il corso Naturalia, organizzato a Forlimpopoli, è strutturato in lezioni articolate in tre weekend nel corso dell’anno. Le lezioni possono essere seguite anche singolarmente, rivolgendosi anche a chi non opera direttamente nel settore , ma magari è interessato ad approfondire alcuni argomenti per interesse personale. Per i professionisti del settore, farmacisti, medici, biologi e dietisti, si potrà scegliere anche la formula con accreditamento ECM.

Il corso si terrà nei weekend del 3-4 Marzo, 21-22 Aprile e 12-13 Maggio 2012 . I docenti saranno la dott.ssa Zora Giovanna Del Buono, il dott. Antonio Finaldi e la dott.ssa Marilisa Laudadio. Gli argomenti trattati riguarderanno Fitoterapia, Floriterapia e Nutrizione. Per info più dettagliate scarica il programma cliccando sul link seguente:

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Referente in zona:
Dr.ssa Emilia Gaspari   cell. 339-4239612 tel. 0543-740257
Informazioni: emi.gas@libero.it

IMC: Indice di Massa Corporea

L’indice di massa corporea (abbreviato IMC o BMI, dall’inglese body mass index) è un dato biometrico, espresso come rapporto tra peso e altezza al quadrato di un individuo.

IMC = peso / (altezza)2

dove il peso è espresso in chili e l’altezza in metri.
E’ utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma di una persona, anche se è chiaro che il valore ottenuto da questo rapporto non può essere un reale indicatore della condizione fisica di una persona poiché non tiene conto di importanti fattori come la percentuale di massa magra e massa grassa oppure il tipo di struttura ossea, l’età e il sesso.

Tuttavia é stato dimostrato attraverso parecchi studi che valori troppo bassi o troppo alti di questo indice sono riconducibili, rispettivamente, a condizioni fisiche di eccessiva magrezza oppure di obesità, perciò sono state elaborate delle tabelle, utilizzate anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che associano a particolari intervalli di valore dell’indice di massa corporea una probabile condizione fisica e una di queste é quella presentata di seguito:

  •      < 18,5     = Sottopeso   
  •     18,5 – 25 = Normopeso
  •     25-30       = Sovrappes
  •     30- 40      = Obesità
  •     >40          = Obesità grave

Da questa tabella si può notare che l’intervallo di valori corrispondente alla condizione di normopeso va da 18,5 a 25 e questo spiega perché  la formula di calcolo dell’indice di massa corporea non tiene ad esempio conto del sesso oppure del livello di muscolatura che porterebbe ad un aumento di peso notevole ma sicuramente non indicativo di una preoccupante situazione fisiologica. Il risultato fornito da questo strumento costituisce perciò solo una ‘stima’ del reale livello di benessere fisico di una persona e non deve assolutamente essere il punto di partenza per decisioni importanti circa la propria salute senza una precedente consulenza di personale medico qualificato.

Vi indico un divertente calcolatore online dove inserendo Altezza e Peso si conoscerà il proprio indice di massa corporea e verranno indicati anche i rischi per la salute associati alla propria categoria di peso.In alternativa poteteutilizzare l’immagine seguente e collegare con un righello la vostra altezza al peso e scoprire in che categoria rientrate:

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