Ceci e Farina di Ceci

I ceci sono i semi di Cicer arietinum, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle leguminosae. Si tratta quindi di legumi, il cui utilizzo alimentare è possibile solo previa essiccazione.

I ceci essiccati sono legumi molto calorici (circa 316 Kcal per 100g), ma sono più equilibrati in termini di distribuzione dei macronutrienti rispetto agli altri legumi. I ceci infatti sono ricchi di saponine, utilissime per diminuire i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, sono fonte di proteine vegetali, fibra, vitamine del gruppo B , vitamina C ed E. Nei ceci si trovano anche alcuni minerali (quali ad esempio magnesio e fosforo) e acidi grassi polinsaturi (soprattutto acido linoleico).

I ceci essiccati sono utilizzati soprattutto per la preparazione della farina di ceci, un’ ottima alternativa alla farina di frumento. La farina di ceci è un alimento ricco di minerali e proteine vegetali. Visto che in dispensa ho trovato una busta di farina di ceci, ho deciso di provare a fare due cose: la farinata, che è una torta ligure molto bassa, e un detergente da usare per lavare i capelli a base di acqua e farina di ceci. Ecco i risultati dei miei esperimenti:

  • La ricetta della farinata era sulla busta, per 6 persone: 500 gr farina, mezzo litro di acqua, mezzo bicchiere di olio e.v. d’oliva. Si crea una pastella di farina e acqua, si aggiunge olio, sale e pepe, si fa riposare tutta la notte poi il giorno dopo si cuoce o in forno a 180°C per 30 minuti su una teglia, o in padella modi frittata. Il risultato è stato strano, un gusto insolito, ma niente male. Ho messo sopra del prosciutto crudo. L’interno era umido, pensavo fosse ancora cruda, ma mi sono convinta che dopo 1 ora e mezza in forno era cotta!
  • Il giorno dopo ho fatto una cremina con farina di ceci e acqua. Ho messo sui capelli la cremina, ho massaggiato delicatamente e poi risciacquato. L’odore non era dei migliori, i capelli molto difficili da districare. Una volta asciugati sembravano puliti, però…. Il però nasce dal fatto che quando li lavo con l’argilla saponaria il risultato è migliore. Secondo me le sostanze presenti nella farina di ceci non sono sufficienti a detergere il mio cuoio capelluto, assorbono ed eliminano il sebo, ma manca l’azione lavante svolta dai tensioattivi degli shampoo e si bene nel risultato finale. Proverò sicuramente qualche altra ricetta!

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Allergie stagionali: Prevenzione e rimedi Naturali

La terapia più diffusa per curare i sintomi delle allergie stagionali consiste nella somministrazione di farmaci antistaminici. Esistono però molteplici rimedi naturali ed omeopatici per prevenire e curare le allergie stagionali. Tra le specialità omeopatiche che possono essere utilizzate sia a scopo preventivo che curativo troviamo ad esempio:

  • POLLENSI’ GRANULI : è una composizione di sette pollini del territorio italiano tra i più diffusi come allergizzanti (Gramigna, Nocciolo, Betulla, Paritaria, Artemisia, Ambrosia, Erba mazzolina) utilizzati alla 30CH. La posologia classica è di sciogliere 5 granuli ogni mattina a digiuno dal periodo in cui si cominciano a vedere le prime avvisaglie fioritura primaverile. La somministrazione aumenta in caso di manifestazione acuta (3-5 volte al dì).
  • LUFFA COMPOSITUM in Compresse e SPRAY NASALE: specialità a base di Luffa, accompagnata da rimedi di fondo e sintomatici specifici. Per le compresse la posologia è di una compressa tre volte al giorno da sciogliere sotto la lingua; nei casi acuti una compressa anche ogni quindici minuti per non più di due ore. Lo spray si utilizza nebulizzando da quattro a otto volte al giorno.

Per i sintomi collaterali dell’allergia sia a livello nasale che oculare potremo utilizzare:

  • ALIUM CEPA in granuli (7-15CH) per rinorrea irritante acquosa che migliora con l’aria fresca: tre granuli più volte al dì
  • SABADILLA in granuli (5CH) per rinorrea abbondante che migliora con l’aria calda: tre granuli più volte al dì
  • EUPHRASIA in granuli (5CH) per lacrimazione abbondante ed irritante: tre granuli più volte al dì
  • EUPHRASIA in collirio eventualmente associata a CHAMOMILLA per i sintomi oculari legati alle forme allergiche
  • SINALIA in granuli (Boiron) per tutti i sintomi allergici (contiene sei rimedi di uso comune nel trattamento dei disturbi rino-oculari: Allium cepa, Ambrosia, Euphrasia, Histaminum, Sabadilla, Solidago, tutti alla 5CH): cinque granuli più volte al dì a seconda dell’intensità e dell’andamento dei sintomi.

Fitoterapia contro l’allergia

L’omeopatia classica di solito associa al trattamento desensibilizzante un trattamento drenante di GEMMOTERAPIA:

  • RIBES NIGRUM MACERATO GLICERICO è un estratto ottenuto dalle gemme fresche di ribes nero. E’ un potente preventivo ed inibitore dell’infiammazione (ad azione cortisono-simile), sia che l’agente scatenante sia immunologico che infettivo.Il ribes Nigrum MG è impiegato da anni come antinfiammatorio ed antiallergico per la sua azione cortison-like, cioè analoga al cortisone. Essendo un rimedio fitoterapico naturale, ll macerato glicerico di ribes nero ha un’azione più lenta dei farmaci antistaminici,  per cui occorre iniziare la terapia un mese prima del periodo in cui generalmente si presenta l’allergia, ed essere assolutamente costanti nell’assunzione. Spesso nelle cure preventive si associano, alternandoli, i macerati glicerici di Ribes Nigrum e di Rosa Canina.

Altri rimedi efficaci sono ad esempio i seguenti:

  • A-Remedy Junior BIOSTERINE® : Integratore per bambini fino ai 12 anni, in sciroppo, con ribes nero, quercitina, rutina e piantaggine. Contiene BIOSTERINE®, fitocomposto costituito da Basilico e Salvia officinale in acido rosmarinico, brevetto esclusivo della ditta Prodeco. I componenti presenti sono in grado di diminuire la reattività dell’organismo alle sollecitazioni date dal contatto con l’allergene (azione antistaminica) e, agendo sul riequilibrio del sistema immunitario, svolgono una generalizzata attività antinfiammatoria. Raccomandato sia nei periodi di latenza (in assenza di sintomi) per prevenire la comparsa di allergie, sia alle prime avvisaglie di sintomi. Per adulti e bambini oltre i 12 anni A-Remedy BIOSTERINE® Integratore è disponibile invece in compresse deglutibili, utili per la prevenzione e la cura dei sintomi dell’allergia.
  • Allergè Integratore di vitamina C e manganese con principi vegetali, utile per colmare le carenze alimentari o gli aumentati fabbisogni organici di tali nutrienti. I principi vegetali utilizzati sono noti da sempre per i loro benefici effetti. Abbé Roland ha messo a punto un prodotto in grado di sostenere il nostro organismo nei casi di manifestazioni allergiche.

Allergè contiene:

  • Vitamina C: è una vitamina idrosolubile che svolge un ruolo fondamentale nell’organismo, protegge le cellule e previene i danni provocati dai radicali liberi. Inoltre risulta utile per favorire le difese organiche intervenendo sull’attivazione dei linfociti.
  • Manganese: è un minerale che è in grado di attivare numerosi enzimi coinvolti nella produzione di energia e nella sintesi del DNA. Inoltre risulta utile per antagonizzare gli effetti dell’istamina che si libera durante le manifestazioni allergiche.
  • Fieno: agisce sul sistema immunitario ed è in grado di contrastare le manifestazioni infiammatorie.
  • Perilla: è una pianta in grado di inibire la produzione di istamina e altre sostanze responsabili dei fenomeni allergici. Svolge azione antiallergica e antiossidante.
  • Ribes Nero: la sua azione è da tempo riconosciuta valida per favorire la produzione di alcuni ormoni utili per contrastare le manifestazioni allergiche.
  • Noce delle Indie: contiene diversi principi vegetali con effetti calmanti in grado di ridurre i fastidi che si manifestano in concomitanza di processi allergici.

Ovviamente sono solo alcuni dei rimedi disponibili per la prevenzione e la cura delle allergie, ma già abbiamo un’idea dei componenti, sia omeopatici che fitoterapici, in grado di apportare un valido aiuto contro l’iper-reattività del nostro sistema immunitario. Interessante il nuovo fitocomplesso Biosterine, ad esempio, che può essere d’aiuto ai bambini, anche molto piccoli, per contrastare tutti i tipi di allergie: alimentari, stagionali, anche ai peli di animali.

Per qualsiasi dubbio, informazione o chiarimento non esitate a contattarmi!

Allergie stagionali: occhio ai pollini

Il termine allergia deriva dal greco e significa “reazione anomala”.  Una allergia è una ipereattività del sistema immunitario verso sostanze che normalmente risultano innocue per l’organismo ma che, in soggetti geneticamente predisposti, sono in grado di determinare una reazione infiammatoria in grado di coinvolgere vari organi ed apparati, con manifestazioni cliniche diverse (congiuntivite, rinite, asma, prurito, edema, fino allo shock anafilattico).

Le sostanze in grado di scatenare queste reazioni allergiche sono chiamate allergeni, sono normalmente presenti nell’ambiente in cui viviamo e possono essere introdotte nell’organismo attraverso vie differenti:

  • respirazione (allergeni inalanti, come i pollini, gli acari, le muffe, i peli di animali)
  • ingestione (allergeni alimentari, farmaci)
  • cute (allergeni da contatto, come ad esempio il nickel, o anche per via iniettiva come farmaci o punture di insetti)

► Sintomi allergici

Quando un allergene viene introdotto nell’organismo di un soggetto geneticamente predisposto, esso si lega ad anticorpi specifici e provoca il rilascio di sostanze infiammatorie (dette mediatori chimici) che, a seconda dell’organo o dell’apparato in cui vengono rilasciate, determinano sintomi diversi:
occhi: lacrimazione, prurito, congiuntivite;
naso: starnutazione, rinorrea, ostruzione nasale;
bronchi: affanno, tosse, sibili, asma;
cute: prurito, arrossamento, angioedema, orticaria, eczema;
sistema gastroenterico: nausea, vomito, diarrea, crampi.

Nei casi più gravi i sintomi possono interessare tutto l’organismo (reazione generalizzata), arrivando fino allo shock anafilattico e, a volte, anche alla morte.

► Allergie stagionali e pollini

Nel periodo primaverile molte persone presentano sintomi riconducibili alle allergie stagionali, quali rinite, dermatite, tosse, arrossamento e lacrimazione degli occhi. Le allergie primaverili interessano sostanzialmente l’apparato respiratorio poiché sono causate da allergeni introdotti nell’organismo per inalazione: i pollini.

I pollini sono responsabili della maggior parte delle allergie stagionali.  Si tratta di corpuscoli invisibili ad occhio nudo che vengono liberati dalle piante durante il periodo di fioritura, trasportati e dispersi dal vento anche a grandi distanze. I pollini raggiungono le mucose delle vie respiratorie liberando sostanze dotate di potere allergenico, a loro volta responsabili dell’insorgenza di caratteristici disturbi respiratori . Negli stadi più allarmanti, l’allergia ai pollini può arrivare a scatenare delle vere e proprie crisi d’asma, durante le quali il soggetto ha difficoltà respiratoria e oppressione toracica.

I pollini che rivestono maggiore importanza clinica sono quelli di piante erbacee come le Graminacee, e di alcune piante arboree (come olivo, frassino, cipresso, betulla). Le graminacee rappresentano la famiglia erbacea più diffusa, sia in campi coltivati (grano, segale, granturco..) che in prati e giardini. Esse possono liberare nell’aria grandi quantità di pollini.

Nella stagione di fioritura, chi è soggetto ad allergie stagionali dovrebbe evitare di soggiornare per lungo tempo all’aperto, soprattutto in giornate soleggiate e ventose, evitare di svolgere attività sportive o di giardinaggio all’aperto, scegliere un mezzo di trasporto differente da bicicletta e motorino. Inoltre, se possibile, dovrebbe dotare gli ambienti domestici di condizionatori d’aria, o almeno limitarsi ad aerare gli ambienti nelle prime ore del mattino o a tarda sera, quando la concentrazione di polline è minore.

► Allergie e alimentazione

Esiste una relazione tra allergie stagionali ed alimentazione: alcuni alimenti sono in grado di aumentare le secrezioni del nostro organismo, tra cui le secrezioni delle vie aeree superiori. Maggiore muco significa maggiore probabilità di intrappolare i pollini con la respirazione e quindi maggiore rischio di insorgenza dei sintomi. E’ consigliato inoltre evitare cibi che contengono istamina o che possono generare delle reazioni crociate con i pollini. I soggetti che soffrono di allergie ai pollini, possono infatti manifestare  “reazioni allergiche” quando mangiano alcuni alimenti vegetali, cioè frutta e verdura. Un esempio classico è il soggetto allergico al polline di betulla che spesso manifesta bruciore in bocca, prurito al cavo orale, sensazione di chiusura alla gola, seguiti da edema labiale e papule sulla mucosa del cavo orale, quando mangia la mela. Ogni soggetto deve quindi sapere quale polline gli causa allergia ed eliminare gli alimenti correlati che generano una reazione crociata.

Cura e prevenzione delle allergie stagionali

La terapia più diffusa per curare i sintomi delle allergie stagionali consiste nella somministrazione di farmaci antistaminici. Il medico sarà in grado di effettuare la diagnosi e di prescrivere la migliore terapia sintomatica per ogni soggetto. Un problema che può presentarsi con l’utilizzo di farmaci antistaminici è l’assuefazione, che richiede con il passare del tempo l’aumento del dosaggio somministrato. Inoltre gli effetti collaterali degli antistaminici comprendono stanchezza e sonnolenza, perciò diventa difficile la somministrazione in alcuni momenti della giornata, come durante la guida o sul lavoro.  Gli antistaminici di nuova generazione hanno in parte ridotto i sintomi di stanchezza e sonnolenza, ma sono comunque soggetti a dare assuefazione.

Una alternativa agli antistaminici classici è offerta dall’omeopatia e dalla fitoterapia. Esistono molti rimedi Naturali ed omeopatici per prevenire e curare le allergie stagionali, sai negli adulti che nei bambini. Le cure preventive andrebbero effettuate nel periodo febbraio-aprile, così da prepararsi alla fioritura delle piante allergeniche.

Vedremo nel prossimo articolo quali sono le strategie naturali ed omeopatiche per prevenire e curare le allergie stagionali.

 

Riconoscere la cellulite: il primo passo per curarla

Alzi la mano chi non ha mai comprato una crema per la cellulite almeno una volta nella vita…. La cellulite e la ritenzione idrica sono patologie che mettono in crisi tutte le donne, soprattutto durante l’estate ed in prossimità della prova costume. Per combattere al meglio questi due nemici bisogna prima di tutto conoscerli e capire come e perché compaiono.

La cellulite è una patologia infiammatoria dei tessuti sottocutanei ed è causata da un’alterazione della micro circolazione che provoca una cattiva ossigenazione dei tessuti. I fattori di rischio che portano alla comparsa di cellulite sono svariati:

  • alimentazione scorretta e poco equilibrata, abuso di bevande alcoliche e gassate, cibi troppo salati
  • vita sedentaria, mancanza di attività fisica
  • squilibri ormonali, stress, malfunzionamento della tiroide, fumo, sovrappeso
  • cattiva circolazione sanguigna
  • abitudini scorrette, come utilizzo costante di scarpe con tacchi alti o indumenti troppo stretti che impediscono la normale circolazione sanguigna

Stadi evolutivi della cellulite

Si possono individuare tre stadi evolutivi della cellulite:

  • Fase edematosa: in questa fase precoce la pelle appare spenta ed opaca. La cellulite edematosa si avverte al tatto: pizzicando la zona interessata si avverte dolore e si può avvertire una diminuzione della temperatura cutanea. In questa fase  prevale il ristagno di liquidi nei tessuti, con gonfiori od edemi, localizzati principalmente intorno alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia.
  • Fase fibrosa: viene coinvolto il tessuto adiposo. A causa dei liquidi penetrati nei tessuti, le cellule adipose si distanziano l’una dall’altra e non riescono più a svolgere le proprie funzioni metaboliche. Le fibre elastiche, che rendono la pelle morbida e tesa, vengono compresse dalle cellule adipose; le fibre di collagene, che svolgono una funzione di sostegno, degenerano e i capillari si alterano: si formano dei piccoli noduli e l’epidermide assume l’aspetto “a buccia d’arancia
  • Fase sclerotica della cellulite: il tessuto diventa duro al tatto, con la comparsa di noduli di grandi dimensioni; la superficie cutanea assume il tipico aspetto “a materasso” con avvallamenti e macchie di colore, è fredda e dolente al tatto. Questa viene definita cellulite avanzata.

Riconoscere la cellulite

La cellulite non è uguale per tutti. Dobbiamo capire a quale stadio evolutivo si trova il nostro tessuto sottocutaneo, solo così sarà possibile procedere al giusto trattamento. In linea generale agli stadi evolutivi della cellulite corrispondono tipologie differenti del problema:

  • Cellulite edematosa (o cellulite con ritenzione idrica): Corrisponde alla prima fase del processo infiammatorio. Si tratta di uno stadio reversibile e costituisce il momento ideale per intervenire, poiché un tempestivo intervento può risolvere il problema. La cellulite edematosa si riconosce perché la pelle, nei punti critici, assume il caratteristico aspetto a buccia d’arancia: se pizzicata la pelle tende ad assumere un aspetto “bucherellato” proprio come la superficie della buccia delle arance. Le sue origini sono dovute a disfunzioni ormonali (anche alla pillola anticoncezionale), costituzionali ed ereditarie. La cellulite edematosa è causata da una perdita di elasticità dei vasi sanguigni che irrorano il tessuto adiposo causando il ristagno dei liquidi. Bisogna curare meglio l’alimentazione usando poco sale, fare attività fisica costantemente unita a massaggi drenanti ed iniziare ad assumere un integratore specifico.
  • Cellulite dura (compatta):  si osserva nelle persone giovani, dove la cute è ancora elastica e non ha perso tono. La pelle non mostra zone flaccide né avvallamenti, ma appare ispessita e poco mobile, inoltre  “pinzando” la pelle tra le dita compare la caratteristica granulosità della “buccia d’arancia”. Molto spesso si presenta di colorito cianotico e solcata da smagliature profonde. Corrisponde alla fase fibrosa del processo infiammatorio.
  • Cellulite molle (flaccida): La cellulite sclerotica si riconosce immediatamente perché, anche se non compressa, la pelle presenta avvallamenti e protuberanze ed assume il tipico aspetto “a materasso; inoltre, comprimendo le zone colpite,si proverà dolore e si avvertiranno gli strati profondi sottocutanei inspessiti. In posizione eretta le manifestazioni sono ben visibili, mentre in quella distesa sembrano scomparire del tutto; ciò è dovuto al fatto che il sottocutaneo cellulitico, non avendo più una matrice elastica di contenimento, si ridistribuisce. E’ la cellulite più difficile da eliminare e corrisponde alla fase sclerotica del processo infiammatorio. La cura punta su massaggi mirati, ginnastica in acqua ed un’alimentazione povera di carboidrati.
  • Cellulite mista: è il tipo più diffuso, può essere considerato una manifestazione intermedia tra le due precedenti, per cui si osserva un quadro discretamente mantenuto riguardo al tono, ma che inizia a presentare svariati avvallamenti.

Eliminare la cellulite in modo definitivo è molto difficile, direi impossibile. Conoscendo il tipo di cellulite e le sue caratteristiche è possibile però scegliere un trattamento per migliorare il tono della pelle, la sua elasticità e ridurre notevolmente questo fastidioso inestetismo cutaneo.

Ciao a tutti!

Cellule staminali vegetali di mela Malus domestica

Le cellule staminali vegetali attive di mela (Malus domestica) sono estratte da una rara varietà di mela svizzera (Uttwiler Spätlauber) il cui frutto era noto già nel XVIII secolo per l´ottima conservabilità: grazie al ricco contenuto di fitonutrienti e proteine questa mela era in grado di resistere per tutta la stagione invernale senza marcire.

Secondo quanto emerge dallo studio pubblicato sul Journal of Applied Sciences, la mela svizzera Uttwiler contiene un principio attivo in grado di frenare l’invecchiamento delle cellule epidermiche, aumentare la durata della vita cellulare e attivare la ricrescita dei capelli in chi e’ predisposto alla calvizie. L’estratto di mela Uttwiler potrebbe perciò determinare una reale azione anti-age, poichè le cellule staminali vegetali interagendo con quelle epidermiche umane potrebbero eliminare le rughe del viso e ringiovanire la pelle. E’ quanto afferma Daniel Schmid, autore della scoperta.

Cosa  sono le cellule staminali

Le cellule staminali sono cellule non ancora specializzate dotate della capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo ed adattarsi a svolgere qualsiasi tipo di funzione attraverso un processo chiamato differenziazione cellulare. Le cellule staminali hanno la capacità di compiere un numero illimitato di cicli replicativi in modo da mantenere la capacità di auto-rinnovamento. Le cellule staminali vegetali sono il “cuore” vitale delle piante, una fonte preziosa di principi attivi naturali presenti in tutte le specie vegetali; si trovano nelle gemme o nella parte terminale della radice, ma anche quando vengono “estratte” mantengono inalterate le straordinarie proprietà della natura e cioè la capacità di autoproteggersi , di autorigenerarsi e di riparare i danni causati dagli agenti atmosferici.

Perché utilizzarle

Una delle caratteristiche delle cellule staminali di mela è di interagire con le cellule dello strato basale epidermico. Le cellule staminali di mela sono in grado di penetrare nel derma dove:

  • interagiscono con le cellule del derma stimolando i fibroblasti ed attivando i processi biochimici responsabili della completa rigenerazione cutanea
  • Stimolando la formazione di collagene ed elastina le staminali di mela hanno un visibile ed apprezzabile effetto anti-age, distendono le rughe, preservano la vitalità della pelle e ne ritardano l’invecchiamento.
  • Le cellule staminali vegetali attive di mela inoltre esercitano una spiccata azione rigenerante e riattivante del follicolo pilifero, stimolano la ricrescita dei capelli e ne frenano la caduta, in quanto ritardano la comparsa dell’invecchiamento fisiologico dei follicoli piliferi e la conseguente morte cellulare programmata. I follicoli piliferi del cuoio capelluto, infatti, rappresentano un vero e proprio serbatoio di cellule staminali cutanee.

Sicuramente vale la pena di provare! I prodotti in commercio sono tantissimi, io consiglio di cominciare con i seguenti, sono prodotti ottimi e dal prezzo contenuto:

  • Lepo crema viso da giorno alle staminali di mela
  • Topkrin fiale rinforzanti per capelli alle staminali di mela

Sciroppo d’agave: un dolcificante messicano

Lo sciroppo d’agave è un dolcificante naturale estratto dall’agave blu, una pianta grassa che prospera nel deserto messicano. Questa pianta era utilizzata più di 2000 anni fa dagli Aztechi, per la sua linfa fresca e dolce e per la sua fibra vegetale che serviva a confezionare i tessuti.

La raccolta della pianta viene effettuata 6 o 7 anni dopo aver piantato l’agave. Le sue foglie vengono rimosse una ad una per liberare il cuore, chiamato anche “piña”, la parte che viene raccolta dalla pianta, che ha la forma di un grande ananas e può pesare fino a 60kg. Viene schiacciato e il succo estratto, chiamato “acqua d’agave”, viene filtrato e concentrato attraverso l’evaporazione, ottenendo quindi lo sciroppo.

Lo sciroppo d’agave è un liquido leggermente più fluido del miele , chiaro ed insapore, anche se il gusto dolcificato che deriva dal suo utilizzo è particolare e potrebbe non piacere a tutti. Lo sciroppo d’agave viene utilizzato come dolcificante al posto dello zucchero comune (saccarosio) perché:

  • ha una elevata solubilità, ovvero si scioglie e si mescola bene anche a freddo
  • ha un indice glicemico più basso di altri zuccheri, nonché del miele stesso. L’indice glicemico è la velocità con cui un alimento ingerito va ad aumentare il livello di glucosio nel sangue (glicemia) rispetto a uno standard di riferimento che è il glucosio puro. L’indice glicemico del saccarosio è 70, mentre quello dello sciroppo d’agave è 25.
  • ha un potere dolcificante maggiore dello zucchero bianco (circa il 25% in più), perciò bisogna utilizzarne meno. Ad esempio per sostituire 100 gr di zucchero basta usare 75 gr. di sciroppo d’agave.
  • Il carboidrato principale è una forma complessa di fruttosio chiamato inulina, meno calorico del saccarosio.

Lo sciroppo d’agave un tempo era difficile da reperire sul mercato. Oggi è possibile trovarlo nelle erboristerie e nei negozi di prodotti biologici. Lo sciroppo d’agave può rappresentare certamente un’ottima alternativa allo zucchero,soprattutto per i diabetici e le persone che devono controllare la glicemia. Si può utilizzare anche nelle diete ipocaloriche, essendo meno calorico dello zucchero bianco.

Lo svantaggio? Probabilmente il prezzo. Non possiamo certo dire che sia un prodotto economico, il costo di una bottiglia di sciroppo d’agave si aggira infatti intorno ai 10 euro al litro. In sua difesa possiamo però dire che le foglie d’agave impiegano dai 7 ai 10 anni per crescere: è quindi una pianta che non si adatta a un uso intensivo. Si può usare anche per cucinare, soprattutto nel caso di dolci e dessert dove si può usare in sostituzione del saccarosio o in aggiunta ad esso.

Come dico sempre, bisogna provare! Ero alla ricerca dello sciroppo d’acero da mettere sui pancakes per ricreare la famosa colazione americana, quando sullo scaffale ho visto una bottiglia di sciroppo d’agave. Mi chiedevo come si poteva utilizzare, perciò ho fatto qualche ricerca che spero possa essere utile a chi di voi non lo conosceva, ciao a tutti!