8 Bevande alternative al caffè

Chi non ama il caffè per il suo gusto inconfondibile e per la carica unica che riesce ad infondere sorso dopo sorso? A volte però siamo costretti a limitare o ad abbandonare l’assunzione di caffè. Ecco allora alcune alternative che, sebbene non sostituiranno l’amato caffè, non vi faranno rimpiangere la classica tazzina del mattino:

1) Caffè di cicoria

Dalle radici della Cichorium Intybus, pulite, essiccate e poi sottoposte a torrefazione si ricava un’ottima bevanda alternativa al caffè non solo gustosa ma anche sana. Il caffè di cicoria è una bevanda naturalmente priva di caffeina e offre una serie di vantaggi tra cui: migliora la digestione, aiuta il lavoro del fegato, promuove la regolarità intestinale e tiene a bada gli zuccheri del sangue. Esistono diverse versioni di questo caffè: la polvere solubile che basta sciogliere in acqua calda e la macinatura delle radici di cicoria adatta alla classica moka.

2) Caffè d’orzo

Una bevanda molto apprezzata anche dai più piccoli è il caffè d’orzo che si ricava dall’orzo essiccato o tostato. Si può scegliere nella versione solubile da sciogliere in acqua, latte o bevanda vegetale oppure in quella per moka che si prepara come il più classico caffè. Si trova comunemente anche al bar e può quindi essere un’ottima alternativa anche quando si è fuori casa e si ha voglia di fare una pausa con una bevanda calda. Facilita la digestione e calma le infiammazioni della mucosa gastrica e intestinale perché non contiene caffeina. Ha un sapore delicato e rinfrescante con un retrogusto che ricorda i cereali.

Volendo esistono preparati che uniscono più ingredienti, come:

Biocoffree (ditta fior di loto, ingredienti: Orzo bio 38%, orzo maltizzato bio 27%, cicoria bio, segale bio 10%, fichi bio)

► Il caffè yannoh, una bevanda ottenuta dalla tostatura di vari cereali, in particolare orzo, cicoria e segale insieme alle ghiande. Migliora la digestione, è ipoglicemizzante, aumenta la concentrazione e dona energia, senza però provocare insonnia o agitazione poichè priva di caffeina. Favorisce la diuresi e la regolarità intestinale. Contiene glutine, quindi non può essere consumata da chi soffre di celiachia. Rispetto al caffè, più deciso e leggermente amarognolo.

3) Caffe’ verde

Il caffè verde è una bevanda ricavata dai comuni chicchi di caffè, che vengono però utilizzati ancora verdi e dunque non sottoposti a tostatura. Se ne ricava un estratto molto ricco di antiossidanti. Contiene una dose minore di caffeina, che viene rilasciata in modo lento e continuo. Così l’organismo la può assorbire in maniera graduale. Ha un pH meno acido rispetto al normale caffè. Lo si trova in bustine, in polvere o in capsule, in erboristeria o online. In alternativa al caffè verde, potrete scegliere il più comune tè verde.

4) Tè verde matcha 

Una delle soluzioni più salutari ed efficaci all’uso di caffè. Questo tipo di tè contiene ottime quantità di antiossidanti, risulta utile per disintossicare l’organismo e aiuta la digestione. In quanto “verde” contribuisce ad accelerare il metabolismo favorendo quindi il dimagrimento. Rispetto ad altre bevande contiene in minima parte caffeina, quindi non risulta particolarmente adatto alle ore serali (in occasione delle quali è preferibile scegliere un “bianco” o un Rooibos).

5) Caffè di farro

È ricco di calcio, ferro, cobalto, fosforo, magnesio e potassio. Ha anche proprietà antiossidanti grazie all’acido fitico, al selenio e alle vitamine A, B e C. Puoi prepararlo con la moka e gustarlo come un espresso dopo i pasti oppure molto lungo come un caffè americano o una tisana. È l’ideale come bevanda calda della buona notte, con zucchero di canna o miele. Il sapore ricorda quello del caffè liofilizzato.

6) Erba mate

L’erba mate è una bevanda energizzante molto diffusa in Sudamerica. È adatta sia per ritrovare un senso di relax, sia per recuperare le forze. Viene venduta in bustine nelle erboristerie. La potrete preparare come una normale tisana. È utile per ritrovare la concentrazione e per ricaricarsi di nuove energie sia al mattino che nel corso della giornata ma non oltre il tardo pomeriggio perché contiene caffeina. Dopo i pasti sostituisce molto bene il caffè, poiché ha proprietà digestive. È amarognolo con un sentore di legno, simile al tè verde

7) Il Masala Chai

È una bevanda tradizionale indiana: si prepara con foglie di tè nero infuse in una miscela di acqua e latte bollente, il tutto addizionato di spezie in polvere tra cui zenzero, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, anice, finocchio e pepe. Le spezie hanno effetti rivitalizzanti, antiossidanti e anti gonfiore. Secondo la tradizione ayurvedica, il Chai apporta chiarezza alla mente, quindi si può considerare un’ottima bevanda contro lo stress. Il tè nero concentrato rilascia molta teina, quindi il momento migliore è al mattino o dopo pranzo. Il sapore è molto aromatico. Se è caldo e zuccherato, le note speziate si sentono ancora di più.

8) Ginseng

Una delle bevande più consumate nei bar durante tutto il giorno, dopo il caffè, è sicuramente il ginseng. Una radice rinvigorente, energizzante e anche digestiva. Se di buona qualità viene presentata come un normale caffè, in tazza piccola o grande, ed ha lo stesso effetto. Ha un gusto dolce e deciso, molto gradito anche dagli appassionati del caffè. Grazie al ginseng si possono migliorare alcune capacità fisiche e mentali poiché rafforza il sistema immunitario. Si tratta di un adattogeno ovvero riesce a portare l’organismo ad uno stato ideale e a superare meglio i momenti di stress, aiuta il corpo ad adattarsi ad ogni cambiamento.

Attenzione a non confondere la bevanda al caffè con il caffè al ginseng. Questa miscela contiene infatti caffè con l’aggiunta della polvere della radice di ginseng; spesso però vengono anche addizionate altre sostanze che sarebbe meglio evitare per avere un prodotto più naturale possibile. In questa bevanda troveremo sia i principi attivi del caffè (caffeina) sia del ginseng che uniti insieme potrebbero essere troppo forti per alcuni soggetti.

Se hai un pò di tempo a disposizione puoi cimentarti con la preparazione del GOLDEN MILK, per iniziare la mattinata con un pieno di energia e sfruttare tutti i benefici della curcuma. Oppure puoi provare il famosissimo LATTE DI UNICORNO, un cremoso frullato dal colore acceso e dalle proprietà rigeneranti.

E tu, quale alternativa al caffè scegli?

Moringa Oleifera: proprietà della polvere

La Moringa Oleifera, nota anche come “albero miracoloso”, è una pianta appartenente alla famiglia delle Moringaceae diffusa nelle zone tropicali ed equatoriali del pianeta.

Della Moringa si possono consumare tutte le parti: semi, radici, fiori ma la grande ricchezza di questa pianta è racchiusa soprattutto nelle sue foglie. Dalle foglie e dai semi si ricava la polvere di moringa che sta diventando un superfood e un integratore apprezzato in tutto il mondo. (I superfood sono degli alimenti supernutrienti che in una sola volta forniscono al nostro organismo una grande quantità di sali minerali, vitamine e antiossidanti. Si tratta di cibi di origine vegetale ricchi di sostanze nutritive benefiche).

Proprietà della polvere di moringa

►Contiene 9 amminoacidi essenziali, 27 vitamine, 46 antiossidanti diversi e molti sali minerali.

►Contiene elevate concentrazioni di proteine e sali minerali, tre volte il potassio presente nelle banane.

►La polvere di moringa è ricca di vitamina C, vitamina E che protegge la nostra pelle e i nostri organi dall’invecchiamento e dall’azione dei radicali liberi. La vitamina A presente nella moringa aiuta a prevenire le infezioni e a mantenere in salute gli occhi e la vista.

Benefici per la salute

La polvere di moringa manterrebbe i numerosi benefici per la salute della pianta da cui viene ricavata:

► Possiede la capacità di purificare l’organismo e l’acqua. Nei Paesi in via di sviluppo viene utilizzata proprio per la sua azione di contrasto dei germi e dei batteri presenti nell’acqua, così da avere a disposizione dell’acqua potabile.

►Aiuta a prevenire l’invecchiamento cellulare grazie alle sue proprietà antiossidanti

► Grazie alla presenza della vitamina E e di altre sostanze antiossidanti, la Moringa è un rimedio efficace per la pelle secca e atonica e contro le macchie che possono comparire sull’epidermide.

Rafforza il sistema immunitario ed aiuta l’organismo nella lotta contro virus, batteri e altri patogeni.

►Aiuta a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna, soprattutto in caso di ipertensione, aiuta la memoria e potrebbe essere utile per prevenire il diabete.

Aumenta il metabolismo e facilita la digestione C’è chi utilizza la Moringa per la sua capacità di ottimizzare il metabolismo corporeo con il vantaggio di facilitare la perdita di peso. Combatte flatulenza e meteorismo, è in grado anche di aiutare la digestione, in questo caso va assunta dopo i pasti.

Dona energia: grazie all’ottimo mix di vitamine, sali, ecc. di cui è composta, risulta essere un ottimo integratore contro la spossatezza ed è assolutamente priva di caffeina dunque non irrita il sistema nervoso.

Amaro81

L’Amaro 81 è l’unico amaro con Moringa Oleifera. Si tratta di un liquore da retrogusto piccante e dall’aroma speziato, conferito da una mistura di erbe aromatiche che solletica la gola con crescente intensità, sorso dopo sorso. Un richiamo alla terra d’origine; la Repubblica Dominicana, il suo colore è brunito, come il cuore dell’ambra antica e riflessi dorati del tramonto che accarezza l’oceano Atlantico.
Da assaporare assolutamente ad una temperatura non superiore ai -15°, liscio o con ghiaccio, solo o con altri ingredienti per creare cocktail sempre nuovi. Grado alcolico 30°.

Dove trovare la moringa

La Moringa Oleifera viene venduta sotto diverse forme:

►La polvere di moringa è reperibile in erboristeria, nei negozi di prodotti biologici, nei punti vendita dedicati all’alimentazione sana e negli shop online specializzati in prodotti naturali e superfood. La polvere può essere utilizzata per arricchire cibi e bevande, in particolare frullati ed estratti di frutta ma utile anche per rendere più nutrienti alimenti di altro genere.

L’integratore in capsule, che la contengono come principio attivo. Data la grande ricchezza in vitamine, sali minerali e aminoacidi, la Moringa può essere utilizzata a tutti gli effetti come un vero e proprio integratore che si può assumere ad esempio nei periodi in cui ci si sente giù di tono, per riacquistare vigore ed energia in maniera del tutto naturale. C’è poi chi la usa per curare raffreddore, febbre, malattie di tipo infiammatorio o anche solo per sostenere il sistema immunitario nei momenti più difficili dell’anno, come i cambi di stagione.

Controindicazioni

Tra le parti commestibili della moringa, oltre ai frutti, alle foglie e ai fiori, che possono essere consumati freschi in insalata, troviamo le radici. In merito all’utilizzo alimentare delle radici vi sono però alcune controindicazioni, dovute alla presenza di un alcaloide, chiamato spirochina, che potrebbe interferire con la trasmissione nervosa. Per questo viene sconsigliato un consumo eccessivo delle radici di moringa, che di solito vengono utilizzate in cucina come aromatizzante.

Calendario della famiglia: come organizzarsi al meglio

Il calendario della famiglia è uno strumento molto utile per tenere sotto controllo gli impegni di tutti i membri della famiglia. Si tratta di un calendario come gli altri, ma a differenza dei planner mensili ha una colonna per ogni componente della famiglia, in modo da segnare e visualizzare gli impegni di ciascuno in maniera immediata.

In questo calendario, che ha un mese per ogni foglio, i giorni sono riportati nella prima colonna in verticale e accanto ci sono quattro o cinque colonne da personalizzare con i nomi dei componenti della famiglia. Se i componenti sono meno di cinque si possono usare le colonne “jolly” per segnare gli impegni comuni, oppure per inserire i lavori di pulizia della casa, in questo modo integrando il planner settimanale o mensile dei lavori di casa ed avere un unico calendario. Se la famiglia comprende più di cinque persone si possono stampare due fogli uguali e metterli accanto (non c’è spazio sufficiente su un A4 per contenere troppe colonne).

Come usarlo al meglio

Il calendario della famiglia è molto utile quando i bambini cominciano ad andare all’asilo o a scuola, dove ci sono le prime riunioni, feste di compleanno, avvisi da ricordare e così via. Siccome con i bambini gli imprevisti e i cambi di programma sono all’ordine del giorno, è consigliabile scriverci sopra a matita per essere pronta a spostare ed eliminare quello che ha alta probabilità di modifica. In questo modo puoi avere più flessibilità e ordine.

Ciò che invece è fisso (compleanni, festività varie) puoi tranquillamente segnarlo a penna, evidenziarlo o decorarlo con adesivi e colori. La posizione ideale dove appendere il calendario della famiglia è quella in cui tutti riescano a vederlo ed eventualmente aggiornarlo. In corridoio, vicino alla porta di ingresso o in cucina, ad esempio

Dove trovarlo

E’ possibile realizzare da soli un calendario per la famiglia, magari aiutandosi con excel o word. Ci sono moltissimi siti internet dove è possibile scaricarlo gratuitamente, per esempio è bellissimo il calendario 2018 di Genitorialmente , stampabile gratuitamente e coloratissimo, ma per chi non avesse la stampante o per chi lo volesse particolarmente curato o colorato, si trova in vendita anche online, su amazon ce ne sono diversi. In alternativa al calendario è bellissima anche la lavagnetta settimanale che si attacca al frigo e si cancella di volta in volta, per un uso illimitato.

Test ovulazione canadesi: come funzionano e quando farli

I test di ovulazione rappresentano un metodo per prevedere in anticipo l’ovulazione, una fase del ciclo mestruale fondamentale da individuare per avere rapporti mirati al concepimento. Sono consigliati a quelle donne che non riescono a individuare i giorni fertili dall’analisi del muco cervicale. Ci sono due tipi principali di test: quelli che controllano l’ormone LH, detti anche test canadesi, e quelli che controllano sia l’ormone LH che l’estradiolo, ovvero i test Persona e i test Clerablue, che sono quelli più conosciuti.

Test  di ovulazione Canadesi

Questi test di ovulazione funzionano individuando il picco dell’ormone LH, ormone responsabile del rilascio della cellula uovo dal follicolo ovarico (ovvero momento dell’ovulazione). E ‘importante seguire attentamente  le istruzioni del produttore.

I test di ovulazione canadesi, a differenza dei test di gravidanza, NON vanno effettuati con la prima urina del mattino. L’ormone LH infatti inizia ad essere prodotto nel corpo la mattina presto e diventa rilevabile nelle urine alcune ore dopo. Pertanto il momento migliore per fare i test di ovulazione è intorno all’ora di pranzo o nel primo pomeriggio, ma senza bere le due ore precedenti. L’urina va raccolta in un contenitore asciutto e pulito, anche un bicchiere di plastica va bene, NON va messo sotto il getto dell’urina. Si inserisce verticalmente con le frecce rivolte verso il basso lo stick nell’urina per 10 secondi, non immergere mai lo stick oltre la linea di contrassegno. Poi bisogna posizionarlo su una superficie orizzontale e aspettare circa 1 minuto che le linee si colorino.

Attenzione: una linea dell’ormone  più chiara di quella del  controllo non è un risultato positivo. Il risultato è positivo se e solo se la seconda linea è uguale o di colore più scuro rispetto a quella di controllo.

  • Se non si vede alcuna linea. Il test non è valido se non è visibile alcuna linea. Per eseguirlo nel modo corretto è necessario leggere con attenzione le istruzioni contenute nella confezione dei test.
  • Test di ovulazione negativo. Il test ovulazione è negativo quando compare la sola linea di controllo o se la linea dell’LH compare ma è più sbiadita di quella di controllo.

Ovulazione e rapporti mirati

L’ovulazione avviene 36 ore dopo l’inizio della crescita dell’LH e circa 17 ore dopo il picco dell’LH. Pertanto dal momento del primo test positivo si hanno circa 36-48 ore utili per avere rapporti (considerando anche quanto sopravvive la cellula uovo). Se però l’ormone ha iniziato a crescere il giorno prima e noi individuiamo solo il picco LH, è necessario avere il giorno stesso un rapporto altrimenti rischiamo di  non avere il tempo utile per il concepimento. E’ sempre meglio che l’ovocita trovi già pronti gli spermatozoi ad attenderlo in quanto degenera con il passare delle ore e sopravvive massimo 12-24 ore. Ricordate che i giorni di massima fertilità (quelli, cioè, in cui la probabilità di rimanere incinta è più elevata) sono i giorni che precedono l’ovulazione e il giorno dell’ovulazione stessa.

Nel dubbio i test LH canadesi (molto economici), conviene farli un paio di volte al giorno, magari a distanza di 12 ore l’uno dall’altro, per non perdere ore utili per cercare il concepimento. Prima di questo positivo però avremmo già dovuto notare del muco fertile o comunque una sensazione di bagnato a livello vaginale,  legata all’aumento degli estrogeni che avviene prima del picco di LH.

Il prezzo dei test canadesi

I test canadesi sonio la soluzione più economica e permettono quindi di ripetere il test anche più volte al giorno per individuare il picco di ovulazione.

I migliori per rapporto qualità/prezzo: kit da 50 Test di ovulazione ultrasensibili (20mIU/ml) + 10  Test di Gravidanza ultrasensibili 10 mIU/mll 

Test di ovulazione LH e estradiolo

Sono comunemente conosciuti come i test Persona (dal nome loro nome) ma recentemente anche Clearblue ha iniziato a commercializzare i test che leggono entrambi gli ormoni e individuano così un totale di 4 giorni fertili ( test Clearblue a doppio indicatore ormonale, colore viola) . In questo modo non si rischia più di scoprire troppo tardi un test ovulazione positivo e c’è tutto il tempo utile per avere rapporti fertili.

In alternativa “Clearblue™ Monitor di Fertilità Avanzato è un monitor che controlla e registra le informazioni su fertilità e gravidanza. Controlla i livelli di 2 ormoni chiave per la fertilità (estrogeni e ormone luteinizzante), identificando a ogni ciclo il tuo intervallo di fertilità, quando le probabilità di concepimento sono massime (i pochi giorni precedenti e corrispondenti all’ovulazione).

Quando iniziare a fare gli stick ovulazione

La prima cosa da fare è stabilire la durata del proprio ciclo mestruale, che va dal primo giorno di mestruazioni a quello precedente l’inizio delle mestruazioni del mese successivo. Nel fare ciò è consigliabile basarsi sulla durata abituale del ciclo mestruale negli ultimi mesi.
Dopo aver calcolato la durata del vostro ciclo potete stabilire quando iniziare a eseguire il test di ovulazione.
Ecco una tabella di riferimento:

Iniziate a contare il primo giorno delle mestruazioni

  • Con un ciclo di 20 giorni basta a iniziare a fare i test al 5° giorno
  • Con un ciclo di 21 giorni basta a iniziare a fare i test al 5 ° giorno
  • Con un ciclo di 22 giorni basta a iniziare a fare i test al 5° giorno
  • Con un ciclo di 23 giorni basta a iniziare a fare i test al 6° giorno
  • Con un ciclo di 24 giorni basta a iniziare a fare i test al 7° giorno
  • Con un ciclo di 25 giorni basta a iniziare a fare i test al 8° giorno
  • Con un ciclo di 26 giorni basta a iniziare a fare i test al 9° giorno
  • Con un ciclo di 27 giorni basta a iniziare a fare i test al 10° giorno
  • Con un ciclo di 28 giorni basta a iniziare a fare i test al 11° giorno
  • Con un ciclo di 29 giorni basta a iniziare a fare i test al 12° giorno
  • Con un ciclo di 30 giorni basta a iniziare a fare i test al 13° giorno
  • Con un ciclo di 31 giorni basta a iniziare a fare i test al 14° giorno
  • Con un ciclo di 32 giorni basta a iniziare a fare i test al 15° giorno
  • Con un ciclo di 33 giorni basta a iniziare a fare i test al 16° giorno
  • Con un ciclo di 34 giorni basta a iniziare a fare i test al 17° giorno
  • Con un ciclo di 35 giorni basta a iniziare a fare i test al 18° giorno
  • Con un ciclo di 36 giorni basta a iniziare a fare i test al 19° giorno
  • Con un ciclo di 37 giorni basta a iniziare a fare i test al 20° giorno
  • Con un ciclo di 38 giorni basta a iniziare a fare i test al 21° giorno
  • Con un ciclo di 39 giorni basta a iniziare a fare i test al 22° giorno
  • Con un ciclo di 40 giorni basta a iniziare a fare i test al 23° giorno
  • Con un ciclo di 41 giorni basta a iniziare a fare i test al 24° giorno
  • Con un ciclo di 42 giorni basta a iniziare a fare i test al 25° giorno
  • Con un ciclo di 43 giorni basta a iniziare a fare i test al 26° giorno
  • Con un ciclo di 44 giorni basta a iniziare a fare i test al 27° giorno
  • Con un ciclo di 45 giorni basta a iniziare a fare i test al 28° giorno

Sia che siate regolari o meno, senza fare tanti calcoli, si dovrebbe iniziare a fare i test ovulazione quando inizia a comparire il muco. Potete aiutarvi anche con la temperatura basale. Conoscendo a fondo il vostro corpo diventerà molto più facile capire quando avviene l’ovulazione e quindi anche concepire un bambino.

Il ciclo mestruale e ovulazione

Un ciclo mestruale dura in media 28 giorni (dai 24 ai 32 giorni). Ci sono donne che hanno un ciclo molto regolare (esattamente dopo lo stesso numero di giorni si ripresenta il flusso) ed altre che lo hanno molto variabile.

Il ciclo mestruale è dovuto a dei cambiamenti ormonali ciclici che avvengono nel corpo della donna e che ora vediamo nello specifico. Questi cambiamenti hanno lo scopo di arrivare al momento dell’ovulazione e quindi a questi giorni fertili nei quali può iniziare una gravidanza.

Fasi del ciclo mestruale

Le principali fasi del ciclo mestruale sono 4:

 1) Le mestruazioni

Il primo giorno del ciclo mestruale è rappresentato dal primo giorno delle mestruazioni (giorno 1). Le mestruazioni, in genere, durano circa 3-7 giorni. Laddove presenti, in genere, i dolori mestruali sono più intensi il primo giorno del ciclo, perché gli ormoni presenti nel tuo organismo spingono l’utero a eliminare il rivestimento costruito durante il ciclo precedente (sfaldamento dell’endometrio).

2) Fase follicolare

Chiamata anche fase proliferativa, è il periodo nel quale il follicolo matura e di pari passo aumenta la sua produzione di estrogeni. Sotto l’azione degli estrogeni l’endometrio si ispessisce notevolmente. All’inizio del ciclo, l’ipofisi avvia la secrezione dell’ormone follicolo-stimolante (FSH), il principale responsabile della produzione di cellule uovo mature. I follicoli sono cavità all’interno delle ovaie riempite di fluido; ciascun follicolo contiene una cellula uovo non sviluppata. L’ormone FSH stimola lo sviluppo di alcuni follicoli e la produzione da parte di questi dell’ormone estrogeno (estradiolo). In corrispondenza del primo giorno del ciclo, i livelli di estrogeno sono al minimo e iniziano ad aumentare con lo sviluppo dei follicoli.

In generale, uno di questi diviene “dominante” e l’uovo all’interno di questo follicolo giunge a maturazione man mano che le dimensioni del follicolo aumentano. Al contempo, i livelli crescenti di ormone estrogeno nel corpo causano l’ispessimento della parete uterina grazie all’accumulo di sangue e sostanze nutritive. In tal modo, se rimani incinta, l’uovo fecondato potrà disporre del supporto e dei nutrienti necessari alla crescita. Ai livelli elevati di ormone estrogeno si associa anche la secrezione di muco “favorevole” agli spermatozoi (nome tecnico, muco cervicale fertile), dall’aspetto biancastro, fluido e viscoso. Gli spermatozoi sono in grado di muoversi più facilmente attraverso questo muco e possono così sopravvivere per alcuni giorni.

3) Ovulazione

I livelli di estrogeno nell’organismo continuano a crescere e determinano un rapido innalzamento del livello dell’ormone luteinizzante (picco” dell’ormone LH), che provoca la rottura del follicolo dominante, con il conseguente rilascio dell’ovocita maturo dall’ovaio nella tuba di Falloppio dove è pronto ad essere fecondato. Questo processo è noto come ovulazione.

Molte donne sono convinte che l’ovulazione avvenga il 14° giorno del ciclo mestruale, ma si tratta semplicemente di una media: nella maggior parte delle donne, l’ovulazione avviene in un giorno diverso, variabile da ciclo a ciclo. Alcune donne sostengono di avvertire fitte dolorose durante l’ovulazione, ma per molte l’evento non è doloroso e non produce nessun altro sintomo.

I giorni dell’ovulazione sono individuabili misurando la temperatura basale che ha un repentino rialzo (vedi l’immagine) oppure tramite appositi stick. Altre segnali sono il cambiamento del muco cervicale.

4) Fase luteinica

Una volta rilasciata, la cellula uovo (ovulo) si sposta lungo la tuba di Falloppio in direzione dell’utero. L’ovulo vive fino a 24 ore; gli spermatozoi hanno una durata di vita variabile (in genere 3-5 giorni), quindi i giorni di massima fertilità (quelli, cioè, in cui la probabilità di rimanere incinta è più elevata) sono i giorni che precedono l’ovulazione e il giorno dell’ovulazione stessa. Subito dopo l’ovulazione, il follicolo collassato inizia a produrre un altro ormone, detto progesterone, che provoca un ulteriore ispessimento della parete uterina, per prepararla ad accogliere l’ovulo fecondato. Nel frattempo, il follicolo ormai vuoto inizia a restringersi, pur continuando la produzione di progesterone e avviando quella di estrogeno. In questa fase del ciclo possono manifestarsi i sintomi della tensione premestruale (PMT), o sindrome premestruale, quali tensione mammaria, gonfiore, letargia, depressione e irritabilità.

Preparazione alle prossime mestruazioni

Quando le dimensioni del follicolo si riducono, se la cellula uovo non è stata fecondata, il livello di estrogeno e progesterone diminuisce. Senza gli elevati livelli di ormoni che ne favoriscono la conservazione, lo spesso rivestimento creatosi nell’utero inizia a sfaldarsi e viene espulso dal corpo. Questo fenomeno coincide con l’inizio delle mestruazioni e del ciclo successivo.

Se la cellula uovo è stata fecondata, si impianta nella parete uterina all’incirca una settimana dopo la fecondazione. Immediatamente dopo l’impianto dell’ovulo fecondato, l’organismo avvia la produzione dell’ormone della gravidanza, la gonadotropina corionica umana (hCG), che manterrà attivo il follicolo vuoto. Il follicolo continuerà così a produrre gli ormoni estrogeno e progesterone per impedire lo sfaldamento del rivestimento della parete uterina, fino a quando la placenta (che contiene tutti i nutrienti necessari all’embrione) matura a tal punto da potere sostenere la gravidanza.

Come scegliere il termometro giusto

Il termometro è lo strumento utilizzato per misurare la temperatura corporea. Prima di acquistarlo è importante conoscere le differenti tipologie esistenti in commercio e per cosa si contraddistinguono. Ogni tipologia ha un grado diverso di accuratezza e una zona di utilizzo specifica, dunque la scelta d’acquisto più idonea dipenderà dalle vostre esigenze personali. Di seguito elencheremo le varie tipologie di termometro esistenti e analizzeremo in dettaglio le loro caratteristiche.

Tipi di termometro

Il termometro di vetro è tra i più precisi ed affidabili. Simile all’antenato al mercurio, vietato dal 2009, contiene al suo interno una lega di metalli – gallio, indio e stagno – chiamata Galinstano, meno inquinante e per niente tossica. Questo termometro è semplice da usare, inoltre non funziona con le batterie, quindi non si scarica. Può essere usato per misurare la temperatura corporea a livello rettale, orale o ascellare, ma non auricolare. Lo svantaggio consiste nel fatto che essendo in vetro è più fragile. La misurazione è più lenta: per rilevarla ci vogliono circa tre minuti.

I termometri digitali. Solitamente realizzati in plastica, si avvalgono di un display su cui viene visualizzata la temperatura misurata. Questa tipologia è molto facile da usare: basta premere un pulsante e la misurazione viene effettuata automaticamente. Il tempo di rilevazione può arrivare fino ad un massimo di 3 minuti, e solitamente un breve segnale acustico avverte quando è terminata la misurazione. I termometri digitali, a seconda del tipo, possono essere utilizzati su fronte, bocca, ascella e retto (in questo caso devono avere la punta flessibile).Questa tipologia, inoltre, può offrire una serie di modalità in più rispetto alle altre, come ad esempio la funzione memoria. Tuttavia, a differenza dei termometri in vetro, questo tipo di termometro è leggermente più costoso ed è alimentato a batterie. Per essere completamente sicuri dell’affidabilità dei risultati, consigliamo di controllare sulla confezione che il grado di precisione superi i 0,1 °C. Più alto è il livello di precisione più alto sarà, di conseguenza, il prezzo.

I termometri ad infrarossi misurano il calore generato dalle superfici e dalle cavità. Il vantaggio principale è la loro velocità: bastano pochi secondi per misurare la temperatura. Di contro, hanno un costo superiore rispetto a tutti gli altri modelli e hanno bisogno di alcuni accorgimenti perché la misurazione sia attendibile. Ne esistono di tre tipi: auricolari, frontali o a distanza.

1) Termometri auricolari a infrarossi misurano il calore emesso dal timpano e dai tessuti circostanti. Fra i vantaggi si possono elencare la rapidità (due secondi circa), la facilità d’uso, l’innocuità e l’accettabilità da parte del paziente, ma, per contro, vanno impiegati con molta cautela, soprattutto nei bambini piccoli: se non utilizzati correttamente possono infatti determinare letture errate (anche di qualche grado). Proprio per la scarsa affidabilità, questi termometri non risultano raccomandabili. Tra i termometri auricolari più raccomandati dai medici troviamo il Braun ThermoScan®.

2) Termometri frontali a infrarossi misurano la temperatura sulla fronte in modo delicato. I termometri frontali misurano l’energia infrarossa emessa dalla pelle sopra la zona delle sopracciglia e dai tessuti circostanti. Questa energia viene raccolta attraverso la lente e convertita in un valore di temperatura. La precisione del termometro dipende dal tipo di tecnologia utilizzata. I termometri frontali possono misurare la temperatura a contatto con la fronte(es. Thermocontact, Termotouch)  oppure a distanza (es. Thermofocus). Questi strumenti presentano un grado di precisione paragonabile ai termometri elettronici e, come quelli auricolari, sono rapidi nella rilevazione, semplici da usare e bene accetti dai piccoli pazienti. Anche per questi è necessario attenersi alle istruzioni d’uso.

Il termometro Braun No touch + frontale è il primo e unico termometro che consente di misurare la temperatura sia in modalità touch che no touch con un’accuratezza testata clinicamente.

I termometri a striscia reattiva:  sono una sorta di bandana a cristalli liquidi colorati che devi applicare sulla fronte: nel giro di tre secondi cambia colore in funzione della temperatura e ti consente di misurarla. Sono quindi facili da usare ma non sono così accurati come i digitali.

I termometri Bluetooth. Nuova linea di termometri collegati ad applicazioni su cellulare tramite bluetooth. Ecco due esempi:

  • SimplyTemp24 è un dispositivo sottile che, applicato sulla pelle tramite un cerotto, consente di rilevare e monitorare la temperatura corporea in modo preciso e costante. Grazie ad un innovativo sistema, misura e trasmette le fluttuazioni della temperatura direttamente a dispositivi mobili, segnalando con allarmi gli innalzamenti o abbassamenti in tempo reale. Grazie all’app dedicata (App Store o Google Play Store) è possibile monitorare costantemente l’andamento della temperatura 24 ore su 24. Simply Temp 24 Termometro Bluetooth è un apparecchio compatto, leggero, in materiale atossico ed anallergico Possiede un sensore di temperatura integrato che assicura lo stesso livello di precisione dei vecchi termometri al mercurio; permette la rilevazione della febbre ogni 3 secondi con un range di errore ridotto al minimo (+/- 0,05°C tra 35°C-38,5°C). E’ 100% waterproof ed è indicato anche per verificare la temperatura dell’acqua del bagnetto. Lo trovi qui’

  • Termometro Bluetooth Temp Sitter di Gima, si applica con patch adesivi nella zona in cui desideriamo porre il termometro sul corpo del bambino in modo tale che non dia fastidio; il funzionamento del termometro è semplicissimo grazie alla pratica applicazione gratuita che possiamo scaricare sia ios che per android.  Il termometro ha una batteria integrata che dura circa tre anni prima di esaurirsi; è anche resistente all’acqua al 100%;  la temperatura rilevata va dai 25°C ai 45°C ed ha un prezzo di circa 50€.

Dove misurare la temperatura

Di seguito analizzeremo ciascuna area di misurazione nel dettaglio:

Auricolare: il metodo di misurazione nell’orecchio è poco invasivo e molto rapido, quindi particolarmente indicato per i bambini. L’unica tipologia che permette di misurare la temperatura in quest’area è quella a infrarossi. Lo svantaggio è che la rilevazione non è accurata se non si utilizza il termometro nella maniera corretta. In generale, quando si sceglie un termometro auricolare bisogna fare attenzione ad effettuare la misurazione sempre nello stesso orecchio, evitare l’utilizzo in un orecchio dove sono state inserite prima gocce o altri medicamenti e, infine, assicurarsi che sia stato precedentemente rimosso il cerume. Alcuni fattori esterni possono influire sulla temperatura auricolare, in particolare se la persona è stata sdraiata su un orecchio o aveva le orecchie coperte, se la persona è stata esposta a temperature molto calde o molto fredde, se è stata di recente a nuotare o a fare il bagno. In questi casi, è necessario eliminare questi fattori esterni e attendere 30 minuti prima di misurare la temperatura.

Ascellare: posizionare il termometro sotto il cavo ascellare è il metodo più tradizionale e accurato, ed in quest’area è possibile utilizzare sia la tipologia in vetro che quella digitale. Tale metodo è poco invasivo e molto semplice, perché basta fare attenzione a posizionare il termometro parallelo al corpo e perpendicolare al cavo ascellare. È inoltre importante prendere in considerazione che la temperatura può variare dall’ascella destra a quella sinistra ed è consigliabile, quindi, misurare la temperatura sempre dallo stesso lato;

Rettale: questo metodo, considerato il “gold standard” dai medici, è quello più invasivo, ma anche il più accurato. È particolarmente indicato per i neonati, in quanto fornisce una lettura precisa della temperatura interna; Ecco come fare:

  • Sdraiare il bambino sulla pancia o sulla schiena su una superficie comoda, stabile e piana, per es., sulle vostre ginocchia, sul fasciatoio, sul divano o anche a terra.
  • Se il bambino è sdraiato sulla schiena, tenergli sollevate le gambe, come se si volesse cambiargli il pannolino. Se invece è a pancia in giù, sistemarlo in modo che i glutei siano leggermente sollevati ripiegando le ginocchia sotto il corpo o facendogli penzolare le gambe tenendolo sulle ginocchia.
  • Spalmare una piccola quantità di gel lubrificante sul bulbo del termometro.
  • Inserire delicatamente la punta del termometro nel retto (ano) facendo penetrare tutta la punta metallica (circa un centimetro).

Orale: per la misurazione orale della temperatura, generalmente raccomandata per i bambini che riescono già a tenere facilmente il termometro in bocca, si può far ricorso ai termometri digitali e in vetro. La misurazione è molto facile e rapida, ecco come fare:

  • Accertarsi che il bambino non abbia bevuto bevande calde o fredde negli ultimi 30 minuti e che resti seduto tranquillo per tutta la misurazione.
  • Posizionare delicatamente la punta del termometro sotto la lingua, lateralmente e verso la parte posteriore della bocca.
  • Spiegare al bambino di tenere saldamente il termometro con le labbra e le mani. Se si usa un termometro digitale, che è più resistente di quello di vetro, il bambino può mordere il termometro per tenerlo fermo. Le prime volte probabilmente dovrete aiutarlo nell’operazione.
  • La punta del termometro non deve essere esposta al flusso d’aria durante la respirazione perché l’evaporazione raffredda il sensore. -Meglio quindi far respirare il bambino con il naso.

Frontale: La misurazione della temperatura frontale è un metodo delicato. I termometri frontali misurano l’energia infrarossa emessa dalla pelle sopra la zona delle sopracciglia e dai tessuti circostanti. Questa energia viene raccolta attraverso la lente e convertita in un valore di temperatura.

In commercio sono disponibili diversi tipi di termometri frontali. Per garantire misurazioni precise è importante misurare la temperatura esattamente come indicato nel manuale di istruzioni. Ad esempio riportiamo le indicazioni di due diversi termometri frontali ad infrarossi:

1)Misurare la temperatura corporea con il termometro Braun No touch + frontale:

  • Prima di effettuare una misurazione, pulire la fronte e spostare i capelli.
  • In modalità touch posizionare il termometro sulla fronte tra le sopracciglia oppure in modalità no touch tenerlo a 5 cm di distanza dalla fronte; il sensore di prossimità e la luce di orientamento vi guideranno nel posizionamento corretto. Per i pazienti che si misurano da soli la temperatura, si raccomanda di usare l’opzione touch (a contatto con la fronte) rispetto a quella no touch (a distanza).
  • Eseguire la misurazione.
  • L’indicatore della febbre con codice colore aiuta a interpretare il valore misurato.

NOTA: il paziente deve essere da 30 minuti in un ambiente chiuso prima di eseguire la misurazione. Il paziente e il termometro devono essere alla stessa temperatura ambiente da almeno 10 minuti.

2) ThermoEasy, di pic, è un termometro frontale a infrarossi per misurare la febbre a contatto. Semplice e intuitivo, progettato secondo la “filosofia DLS”. Basta appoggiare il sensore sulla tempia , premere il tasto e in soli 5 secondi ThermoEasy ti comunicherà la temperatura esatta. Per un corretto utilizzo:

  • Non misurare la temperatura con ThermoEasy subito dopo mangiato, se hai fatto sport o sei appena uscito dalla doccia.
  • Tieni il termometro nella stessa stanza in cui misurerai la temperatura per almeno 20/25 minuti prima di iniziare. Tu stesso – o chi misurerà la febbre – dovrà essere proprio in quella stanza da almeno 5 minuti.
  • Hai finito la prima misurazione? Per effettuare la seconda, aspetta almeno 5 minuti.
  • Non tenere troppo in mano il termometro prima di usarlo: il sensore si scalda e potrebbe rilevare valori errati.

Devi sapere che la temperatura che leggerai sul display è la stessa di quella rilevata per via orale.

Fonte: Ipsos, studio online condotto tra 802 medici di base (GP) e pediatri in quattro mercati europei (Germania, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, n=200 ognuno), maggio-giugno 2012, https://www.brauntherms.com