Cialde e capsule di caffè: le differenze

Cialde e capsule sono entrambe formate da una monodose di caffè da utilizzare in appositi dispositivi, ma anche se vengono spesso confuse, non sono la stessa cosa. Vediamo insieme le differenze:

Che cosa sono le cialde

Le cialde di caffè vengono confezionate sempre monodose e il caffè torrefatto e macinato viene dosato e pressato all’interno di due fogli di carta (di solito 7 g per cialda). Le cialde sono sempre confezionate in atmosfera protettiva e chiuse ermeticamente così da garantire sempre la costanza qualitativa del prodotto. Sul mercato è possibile trovarle sia in confezioni singole che in strisce contenenti più cialde. Lo standard più diffuso è l’E.S.E. (Easy Serving Espresso), un marchio presente sulle macchine per espresso e sulle confezioni di caffè che consente al consumatore di identificare la compatibilità tra i due prodotti e di essere quindi rassicurato nelle proprie scelte. Utilizzo: le cialde vengono inserite nel portafiltro (il “manico” della macchina da caffè che accoglie il caffè stesso) e, una volta usate, devono essere rimosse e gettate manualmente nel cestino. Le cialde sono biodegradabili e compostabili, con un impatto sull’ambiente minimo.

Che cosa sono le capsule

Le capsule caffè hanno una forma cilindrica e sono formate da involucro di plastica o di alluminio. Sono rigide e contenute in una bustina che ne conserva scrupolosamente l’aroma. Sul mercato è possibile trovarle sia in versione monodose che in confezioni da più pezzi. Un tempo ogni marca aveva la sua linea di capsule esclusa, oggi invece sono molti i produttori di capsule compatibili: comprando quindi una macchina del caffè a capsule, ad esempio Nespresso, non si è tenuti ad usare le capsule della Nespresso, ma sarà possibile scegliere tra le numerose proposte di capsule compatibili. Un vantaggio è che i sistemi a capsule possono erogare sia caffè che bevande come cappuccini, cioccolata, caffè macchiati, tè ed infusi. Qualità che non è possibile trovare nei sistemi a cialde.

Le capsule vengono confezionate in atmosfera protettiva e sigillate, questo ne preserva l’aroma e assicura la conservazione del caffè da batteri, umidità e calore. Le capsule di caffè hanno un contenuto di caffè che varia a seconda del tipo di capsula. Può andare perciò dai 5 ai 7 grammi per capsula. Le capsule di caffè in alluminio non sono riciclabili perchè sono bi-compomenti (alluminio e caffè) e quindi per essere smaltite andrebbero separati i due elementi. Anche le capsule in plastica non sono riciclabili, però stanno uscendo sul mercato delle capsule composte da plastiche biodegradabili che sembrano poter risolvere il problema di questo prodotto.

Conclusioni

Per quel che riguarda il gusto, non possiamo dire che ci sia molta differenza, dipende principalmente dal gusto personale. Il costo delle cialde è inferiore a quello delle capsule, ma la differenza non è abissale, la convenienza dipende da quanti caffè si fanno al giorno. L’impatto ambientale è a favore delle cialde.
Sulla durata nel tempo, le capsule battono invece le cialde: la sigillatura le rende più durevoli nel tempo e mantiene inalterato l’aroma del caffè più a lungo.

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Come organizzare le pulizie di primavera

E’ giunto il momento di pensare alle pulizie di primavera. Quest’anno ho deciso di procedere con metodo cercando di non farmi trovare impreparata dall’enorme lavoro che mi aspetta e per rendere queste pulizie di primavera più sistematiche (e meno frustranti) ho deciso di condividere con voi il mio schema di pulizia primaverile. L’obiettivo è quello di fare tutto in leggerezza, organizzandosi bene, cercando di non farla diventare un’attività troppo pesante, consapevole del fatto che prendersi cura della casa è un modo per vivere meglio tutto l’anno.

Tenendo a mente le 3 regole base da conoscere prima di cominciare, creiamo un kit per le pulizie, poi prendiamo carta e penna e decidiamo lo schema di pulizie primaverili della nostra casa. Io ho deciso di cominciare dalle attività più impegnative, secondo quest’ordine:

1 giorno: Riordinare tutte le stanze, togliere polvere e ragnatele da soffitti, pareti, armadi e mobili alti con aspirapolvere e piumino. Pulire i lampadari e i termosifoni.
2 giorno: Togliere le tende e lavarle a basse temperature. Pulire con aspirapolvere le cornici e le zanzariere. Lavare i vetri, le finestre, le zanzariere e le tapparelle.
3 giorno: Pulizia a fondo della cucina. Sbrinare frigo, pulire fuochi, forno e cappa, riordinare cassetti, scaffali pentole e dispensa.
4 giorno: Pulizia a fondo dei bagni. Pulire bene piastrelle e vetro doccia e vasca, sanitari, riordinare armadietti e cassetti.
5 giorno: Pulizia camere da letto. Aspirare materassi con aspirapolvere da entrambi i lati, sbattere cuscini, cambiare lenzuola, riordinare guardaroba eliminando il superfluo. Spolverare o aspirare librerie, mensole e tappeti.
6 giorno: Pulizia a fondo del soggiorno. Spolverare o aspirare librerie, mensole e tappeti. Pulire divano e lavare copridivano. Pulire schermo tv. Riordinare cassetti scrivania e documenti.
7 giorno Pulizia balconi e terrazzi. Aspirapolvere e straccio nei pavimenti di tutta la casa.

Ovviamente si possono stabilire le pulizie in base a diversi criteri. Io ho deciso di procedere stanza per stanza per compilare la mia lista dei lavori più importanti da fare. I giorni possono essere distribuiti nell’arco del mese compatibilmente con gli impegni, non è necessario che siano consecutivi. Ci sono poi due lavori ulteriori da fare: la pulizia del garage e il cambio degli armadi. Io li lascio per quando sarà più caldo, ma volendo si possono inserire nella lista.

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Pulizie di primavera: regole di base prima di cominciare

Con la primavera arrivano anche le temute “pulizie di primavera“. Dedichiamo quotidianamente tempo e fatica alla cura della nostra casa, ma la primavera è il periodo ideale per il cambio degli armadi ed una pulizia più radicale della casa, che include tutti quei lavori noiosi e pesanti che affrontiamo 1 o 2 volte all’anno. Secondo la mia esperienza è molto difficile  portare a termine le pulizie di primavera senza pianificarle: per riorganizzare e pulire tutta la casa è necessario un piano d’azione studiato nei minimi dettagli.

Prima di cominciare a pulire, ecco 3 regole base da tenere ben presenti:

  1. L’organizzazione prima di tutto. Il primo passo è quello di armarsi di carta e penna per stabilire un piano d’azione. Scrivete una lista dettagliata con le cose da fare mettendole in ordine di priorità, iniziando dai compiti più faticosi così, quando sarete stanche, non vi troverete ad affrontare pulizie pesanti. Il trucco è dividere ogni attività in tanti compiti più piccoli e con il calendario sotto mano suddividerli nei vari giorni della settimana.Il giorno delle pulizie è meglio non programmare altri lavori domestici: niente bucati, pasti super facili. Se vi ritenete persone tecnologiche, ci sono alcune App che potrebbero fare al caso vostro, come Google Keep o Todolist.
  2. Ordine e Decluttering. Riordinare le stanze prima di iniziare a pulire è fondamentale, difficilmente si potranno eliminare polvere e sporco su superfici, tavoli e letti pieni di oggetti. Il decluttering, che letteralmente significa eliminare la confusione, sta ad indicare la fondamentale attività di liberarsi del superfluo. Il modo più semplice per sbarazzarsi di un sacco di disordine accumulato è utilizzare il metodo del delle “tre scatole”, valido anche per gli abiti durante il cambio dell’armadio: si classificano tutti gli oggetti in tre scatole: “da tenere”, “da eliminare” e “non ho ancora deciso”. Gli oggetti che non volete più si possono regalare o vendere on-line, il resto si butta via e per gli articoli che non sapete se tenere o meno, potreste pensare di metterli in una scatola che conserverete per sei mesi.Se avete bisogno di aprire la scatola per recuperare un oggetto, vuol dire che ne avete ancora bisogno; se dopo sei mesi non avete utilizzato nessun oggetto, potrete tranquillamente regalarli.
  3. Organizzare in anticipo il necessario per le pulizie creando un kit completo di prodotti, guanti, spugne e stracci in microfibra. Preparare gli spruzzini ecobio o i detergenti fatti in casa, se siete soliti utilizzarli, come lo spruzzino all’acido citrico.

OK, SI COMINCIA! Tenendo a mente queste 3 regole, prendiamo carta e penna e decidiamo lo schema di pulizie primaverili della nostra casa.

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Linfa di betulla: un gemmoderivato drenante

La primavera è periodo ideale per favorire l’eliminazione delle tossine, accumulate nell’organismo durante inverno, attraverso la depurazione ed il drenaggio.

  • la depurazione prevede una stimolazione più rapida degli organi predisposti all’eliminazione delle tossine (in particolare fegato e reni)
  • Il drenaggio è un processo più lento, coinvolge più organi (reni e vie urinarie; fegato e vie biliari; intestino; polmoni; cute; sistema linfatico) e, quindi, agisce più in profondità.

Il drenaggio in fitoterapia viene svolto principalmente con formulazioni liquide, sotto forma per esempio di tinture madri, concentrati da diluire in acqua oppure gemmoderivati.

L’azione della linfa di betulla sul sistema linfatico

l gemmoderivato di linfa di betulla (Betula verrucosa linfa)  è utilizzato per drenare l’organismo dai liquidi in eccesso e aiutarlo nel processo di disintossicazione. Il drenaggio prodotto dalla linfa di betulla  agisce sul sistema linfatico, che regola gli accumuli dei liquidi nei tessuti ed è considerato il baluardo di difesa del nostro organismo. Ecco i suoi utilizzi:

►E’ un efficace depurativo naturale che aiuta l’organismo ad eliminare gli acidi urici, le tossine e i ristagni di liquidi nei tessuti. Quindi è utile per la bellezza della pelle, nel combattere la cellulite, per favorire la riduzione delle scorie ed in presenza di edemi, causati da insufficienza cardiaca e/o renale.

► E’ in grado di stimolare la diuresi e fornire al nostro organismo sali minerali importantissimi per la nostra salute come calcio, fosforo,magnesio e potassio.

►Apporta pochissime calorie, e contribuisce ad eliminare il colesterolo in eccesso, è indicata anche per chi è a dieta

► Agisce come stimolante delle naturali difese dell’organismo, contro gli effetti dannosi dei radicali liberi e gli attacchi di agenti infettivi.

► Contiene due eterosidi, che per via enzimatica liberano salicilato di metile ad azione analgesica, antiinfiammatoria e diuretica. Utilizzata per alleviare i dolori articolari.

Come utilizzarla:

La linfa di betulla bianca può essere bevuta pura oppure diluita in acqua o succhi di frutta. La dose consigliata è di due cucchiai di linfa di betulla una volta al giorno, possibilmente la mattina a digiuno. Questo trattamento naturale dovrebbe essere seguito per un mese intero.

Controindicazioni: sconsigliata ovviamente a chi è allergico a questa pianta.

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Dentifricio per bambini: quando iniziare ad usarlo

La comparsa dei primi dentini porta i genitori alla fatidica domanda: quando iniziare a lavare i denti ai bambini? Gli esperti raccomandano di prestare attenzione all’igiene dei denti a partire dalla comparsa del primo dentino, ma se da una parte è utile abituare i nostri bambini all’igiene orale fin da piccoli, dall’altra è inutile se non dannoso utilizzare il dentifricio prima dei 3 anni di età perché il bambino non è ancora in grado di controllare la deglutizione e tende a ingerirne una quantità troppo alta (secondo alcuni studi il 65%). Una indagine fatta qualche anno fa da Altroconsumo sottolinea la scarsa attenzione da parte dei produttori a dare le informazioni utili per scegliere il prodotto giusto in relazione all’età. Lavarsi i denti è un gesto che deve entrare a far parte delle abitudini quotidiane fin da piccoli, ma con le tappe giuste:

  • Fino a 1 anno: è bene spazzolare i denti da latte non appena iniziano a spuntare, ma evitando sotto l’anno di età di usare dentifrici. Utilizzare solo spazzolini adatti all’età o gli appositi ditalini di gomma da passare sulle gengive e sui denti.
  • Da 1 a 3 anni: sì allo spazzolino, no al dentifricio. Il bambino inizia a prendere confidenza con lo spazzolino ma sono mamma e papà a pulire i denti. Se si sceglie di utilizzare un dentifricio, meglio optare per un dentifricio senza fluoro, naturale e sicuro per i bambini anche in caso di ingestione.
  • Tra i 3 e i 6 anni: il bambino può iniziare a lavarsi i denti da solo con spazzolino e dentifricio specifici per la sua età e sotto la supervisione di un adulto. Il dentifricio scelto deve avere un contenuto di fluoro non superiore a 500 ppm (controllate in etichetta). Una quantità che garantisce il corretto apporto di fluoro per proteggere i denti, ma è abbastanza basso per evitare la fluorosi (degenerazione dello smalto dei denti, demineralizzazione e macchie). Basta poco dentifricio, la quantità necessaria a “sporcare” lo spazzolino. Infatti, la pulizia è data dal movimento meccanico dello spazzolino, che deve essere piccolo e con setole morbide.
  • Dai 6 anni in su: il bimbo è in grado di lavarsi i denti da solo usando un dentifricio per adulti (la quantità ingerita involontariamente scende al 30% perché i riflessi di deglutizione sono già sviluppati.).

Dentifricio per bambini: ci sono degli ingredienti da evitare?

Nell’acquistare un dentifricio per bambini gli ingredienti da tenere sotto la lente di ingrandimento sono:

  • Conservanti: un buon dentifricio dovrebbe avere al massimo un conservante, meglio se di uso alimentare come sodium benzoate e sorbate; la famiglia dei parabeni (methylparaben, propylparaben), molto diffusa in questo tipo di prodotto, non è di uso alimentare.
  • Coloranti: non dovrebbero essere presenti; riconoscerli in etichetta è facile in quanto indicati con la sigla CI e un numero.
  • Fluoro: per i bambini con meno di 6 anni deve essere presente in quantità non superiore a 500 ppm (controllate in etichetta), il quantitativo sufficiente a garantire un apporto di fluoro tale da proteggere i denti ma abbastanza basso da evitare la fluorosi.

In commercio è possibile trovare moltissimi dentifrici senza fluoro e a bassa abrasività, adatti sin dalla nascita dei primi dentini. Questi sono acquistabili nei negozi Bio, erboristerie e Parafarmacie e online. Ovviamente la cosa più importante per la pulizia dei denti è lo spazzolino, bisogna sceglierne uno adatto all’età del bimbo, morbido, meglio se con il manico semplice senza forme particolari per migliorare la presa e facilitare l’utilizzo.

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(fonte Altroconsumo)

8 Dentifrici per bambini senza fluoro

I dentini dei bambini sono molto esposti al rischio carie, lo smalto dei denti da latte è più debole di quello degli adulti, le carie nei denti da latte va prevenuta tramite una attenta pulizia. Molti dentifrici contengono fluoro, utile per prevenire il rischio carie,  ma ai bambini molto piccoli, sotto i 3 anni di età,  è meglio pulire i dentini con un dentifricio senza fluoro.

Qui trovate un elenco di 8 dentifrici adatti a bambini, anche a quelli più piccoli poiché privi di fluoro, arricchiti di sostanze naturali , con aromi delicati, soprattutto fruttati:

  1. Baby Anthyllis. Dentifricio specifico per denti da latte con basso indice di abrasività. Aiuta a prevenire la formazione della carie ed assicura l’igiene del cavo orale. Contiene Aloe Vera ed estratto di Malva Biologici dalle note proprietà lenitive e calmanti. Grazie al suo gusto fragola, aiuta anche i più piccoli a prendersi cura in modo piacevole e naturale della propria igiene orale. Non contiene Fluoro.
  2. Biricco dentifricio naturale Officina Naturae gusto ciliegia o fragola, Il prodotto è studiato appositamente per denti e gengive sensibili, ha un gradevole gusto di frutta, che favorisce l’uso quotidiano. La formula del dentifricio è a bassa abrasività, pulisce delicatamente e evita irritazioni. Formulato con uno zucchero naturale, previene il formarsi di placca e carie. Il dentifricio è arricchito con estratti bio di mela  cotogna: emolliente e addolcente, Fiori di camomilla: lenitivi e rinfrescanti,Foglie e fiori di malva,  Mirtillo: astringente e protettivo. Il prodotto non contiene fluoro, coloranti e SLS/SLES. È vegan, nickel tested e omeocompatibile.
  3. Il dentifricio Nebiolina per bambini è ideale per la pulizia delicata di denti e gengive durante il periodo della nascita dei primi dentini. Favorisce infatti il progressivo processo mineralizzante dei denti, rinfrescando il cavo orale. Con ingredienti 100% di grado alimentare.  Non contiene zucchero, saccarina, fluoro, coloranti o conservanti ed è per questo del tutto innocuo in caso di ingestione.
  4. Urtekram tutti i frutti. Dentifricio per bambini dal sapore super fruttato. Questo dentifricio per bambini usa il potere della natura per garantire a tutto tondo un’igiene efficace e una pulizia profonda del cavo orale. La sua pasta è formata da puro carbonato di calcio marino estratto dal fondo del mare e poi triturato, così che le sue proprietà pulenti possano rimanere intatte. Il colore di questo ingrediente risulta colore grigio chiaro, a testimonianza dell’originalità del prodotto cosi come si trova in natura. Il dentifricio contiene inoltre un elevato quantitativo di aloe vera e di mirra che fungono da ottimo disinfettante. Dentifricio efficace ma delicato, non contiene fluoro o ingredienti di origine animale (vegan).
  5. Bjobj dentifricio gel Junior. Indicato per l’igiene orale quotidiana dei bambini da 0 a 12 anni, grazie al delicato gusto fragola, è particolarmente gradito ai piccoli. Gli ingredienti contenuti aiutano a contrastare la formazione di carie e tartaro e hanno azione lenitiva e protettiva sulle gengive. SENZA FLUORO. SENZA COLORANTI AGGIUNTI. OMEOCOMPATIBILE.
  6. Dermodentino alla fragola, dolcificato con stevia. Pasta dentifricia per bambini alla Fragola, con Taro e Calcio, studiata per proteggere e rinforzare i denti dei bambini. Contiene Aloe, Propoli e Vitamina C estratta da Rosa Canina. Non contiene Menta, compatibile con le terapie omeopatiche. Formula certificata Eco Bio Cosmesi.
  7. Weleda dentifricio gel bambini: Pulisce a fondo senza contenere sostanze che potrebbero danneggiare l’organismo del bambino nel caso in cui venisse involontariamente ingerito. Contiene speciali particelle minerali a base di acido silicilico la cui azione, unita ad una pulizia regolare, aiuta ad eliminare la placca e previene la formazione di carie. Senza fluoro, privo di tensioattivi, quindi non schiumogeno. Ecocompatibile.
  8. Bioearth dentifricio jr. Una delicata pasta dentifricia formulata con succo di Aloe Vera ed estratto di Salvia per l’igiene orale quotidiana dei bambini. Il Dentifricio Junior rispetta lo smalto dei denti e la delicata flora orale. Grazie al delicato gusto fragola, risulta particolarmente gradito anche ai più piccoli. Senza coloranti aggiunti e senza fluoro. SOSTANZE FUNZIONALI: Succo biologico di Aloe Vera, estratto biologico di Salvia.

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