Dentifricio per bambini: quando iniziare ad usarlo

La comparsa dei primi dentini porta i genitori alla fatidica domanda: quando iniziare a lavare i denti ai bambini? Gli esperti raccomandano di prestare attenzione all’igiene dei denti a partire dalla comparsa del primo dentino, ma se da una parte è utile abituare i nostri bambini all’igiene orale fin da piccoli, dall’altra è inutile se non dannoso utilizzare il dentifricio prima dei 3 anni di età perché il bambino non è ancora in grado di controllare la deglutizione e tende a ingerirne una quantità troppo alta (secondo alcuni studi il 65%). Una indagine fatta qualche anno fa da Altroconsumo sottolinea la scarsa attenzione da parte dei produttori a dare le informazioni utili per scegliere il prodotto giusto in relazione all’età. Lavarsi i denti è un gesto che deve entrare a far parte delle abitudini quotidiane fin da piccoli, ma con le tappe giuste:

  • Fino a 1 anno: è bene spazzolare i denti da latte non appena iniziano a spuntare, ma evitando sotto l’anno di età di usare dentifrici. Utilizzare solo spazzolini adatti all’età o gli appositi ditalini di gomma da passare sulle gengive e sui denti.
  • Da 1 a 3 anni: sì allo spazzolino, no al dentifricio. Il bambino inizia a prendere confidenza con lo spazzolino ma sono mamma e papà a pulire i denti. Se si sceglie di utilizzare un dentifricio, meglio optare per un dentifricio senza fluoro, naturale e sicuro per i bambini anche in caso di ingestione.
  • Tra i 3 e i 6 anni: il bambino può iniziare a lavarsi i denti da solo con spazzolino e dentifricio specifici per la sua età e sotto la supervisione di un adulto. Il dentifricio scelto deve avere un contenuto di fluoro non superiore a 500 ppm (controllate in etichetta). Una quantità che garantisce il corretto apporto di fluoro per proteggere i denti, ma è abbastanza basso per evitare la fluorosi (degenerazione dello smalto dei denti, demineralizzazione e macchie). Basta poco dentifricio, la quantità necessaria a “sporcare” lo spazzolino. Infatti, la pulizia è data dal movimento meccanico dello spazzolino, che deve essere piccolo e con setole morbide.
  • Dai 6 anni in su: il bimbo è in grado di lavarsi i denti da solo usando un dentifricio per adulti (la quantità ingerita involontariamente scende al 30% perché i riflessi di deglutizione sono già sviluppati.).

Dentifricio per bambini: ci sono degli ingredienti da evitare?

Nell’acquistare un dentifricio per bambini gli ingredienti da tenere sotto la lente di ingrandimento sono:

  • Conservanti: un buon dentifricio dovrebbe avere al massimo un conservante, meglio se di uso alimentare come sodium benzoate e sorbate; la famiglia dei parabeni (methylparaben, propylparaben), molto diffusa in questo tipo di prodotto, non è di uso alimentare.
  • Coloranti: non dovrebbero essere presenti; riconoscerli in etichetta è facile in quanto indicati con la sigla CI e un numero.
  • Fluoro: per i bambini con meno di 6 anni deve essere presente in quantità non superiore a 500 ppm (controllate in etichetta), il quantitativo sufficiente a garantire un apporto di fluoro tale da proteggere i denti ma abbastanza basso da evitare la fluorosi.

In commercio è possibile trovare moltissimi dentifrici senza fluoro e a bassa abrasività, adatti sin dalla nascita dei primi dentini. Questi sono acquistabili nei negozi Bio, erboristerie e Parafarmacie e online. Ovviamente la cosa più importante per la pulizia dei denti è lo spazzolino, bisogna sceglierne uno adatto all’età del bimbo, morbido, meglio se con il manico semplice senza forme particolari per migliorare la presa e facilitare l’utilizzo.

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(fonte Altroconsumo)

8 Dentifrici per bambini senza fluoro

I dentini dei bambini sono molto esposti al rischio carie, lo smalto dei denti da latte è più debole di quello degli adulti, le carie nei denti da latte va prevenuta tramite una attenta pulizia. Molti dentifrici contengono fluoro, utile per prevenire il rischio carie,  ma ai bambini molto piccoli, sotto i 3 anni di età,  è meglio pulire i dentini con un dentifricio senza fluoro.

Qui trovate un elenco di 8 dentifrici adatti a bambini, anche a quelli più piccoli poiché privi di fluoro, arricchiti di sostanze naturali , con aromi delicati, soprattutto fruttati:

  1. Baby Anthyllis. Dentifricio specifico per denti da latte con basso indice di abrasività. Aiuta a prevenire la formazione della carie ed assicura l’igiene del cavo orale. Contiene Aloe Vera ed estratto di Malva Biologici dalle note proprietà lenitive e calmanti. Grazie al suo gusto fragola, aiuta anche i più piccoli a prendersi cura in modo piacevole e naturale della propria igiene orale. Non contiene Fluoro.
  2. Biricco dentifricio naturale Officina Naturae gusto ciliegia o fragola, Il prodotto è studiato appositamente per denti e gengive sensibili, ha un gradevole gusto di frutta, che favorisce l’uso quotidiano. La formula del dentifricio è a bassa abrasività, pulisce delicatamente e evita irritazioni. Formulato con uno zucchero naturale, previene il formarsi di placca e carie. Il dentifricio è arricchito con estratti bio di mela  cotogna: emolliente e addolcente, Fiori di camomilla: lenitivi e rinfrescanti,Foglie e fiori di malva,  Mirtillo: astringente e protettivo. Il prodotto non contiene fluoro, coloranti e SLS/SLES. È vegan, nickel tested e omeocompatibile.
  3. Il dentifricio Nebiolina per bambini è ideale per la pulizia delicata di denti e gengive durante il periodo della nascita dei primi dentini. Favorisce infatti il progressivo processo mineralizzante dei denti, rinfrescando il cavo orale. Con ingredienti 100% di grado alimentare.  Non contiene zucchero, saccarina, fluoro, coloranti o conservanti ed è per questo del tutto innocuo in caso di ingestione.
  4. Urtekram tutti i frutti. Dentifricio per bambini dal sapore super fruttato. Questo dentifricio per bambini usa il potere della natura per garantire a tutto tondo un’igiene efficace e una pulizia profonda del cavo orale. La sua pasta è formata da puro carbonato di calcio marino estratto dal fondo del mare e poi triturato, così che le sue proprietà pulenti possano rimanere intatte. Il colore di questo ingrediente risulta colore grigio chiaro, a testimonianza dell’originalità del prodotto cosi come si trova in natura. Il dentifricio contiene inoltre un elevato quantitativo di aloe vera e di mirra che fungono da ottimo disinfettante. Dentifricio efficace ma delicato, non contiene fluoro o ingredienti di origine animale (vegan).
  5. Bjobj dentifricio gel Junior. Indicato per l’igiene orale quotidiana dei bambini da 0 a 12 anni, grazie al delicato gusto fragola, è particolarmente gradito ai piccoli. Gli ingredienti contenuti aiutano a contrastare la formazione di carie e tartaro e hanno azione lenitiva e protettiva sulle gengive. SENZA FLUORO. SENZA COLORANTI AGGIUNTI. OMEOCOMPATIBILE.
  6. Dermodentino alla fragola, dolcificato con stevia. Pasta dentifricia per bambini alla Fragola, con Taro e Calcio, studiata per proteggere e rinforzare i denti dei bambini. Contiene Aloe, Propoli e Vitamina C estratta da Rosa Canina. Non contiene Menta, compatibile con le terapie omeopatiche. Formula certificata Eco Bio Cosmesi.
  7. Weleda dentifricio gel bambini: Pulisce a fondo senza contenere sostanze che potrebbero danneggiare l’organismo del bambino nel caso in cui venisse involontariamente ingerito. Contiene speciali particelle minerali a base di acido silicilico la cui azione, unita ad una pulizia regolare, aiuta ad eliminare la placca e previene la formazione di carie. Senza fluoro, privo di tensioattivi, quindi non schiumogeno. Ecocompatibile.
  8. Bioearth dentifricio jr. Una delicata pasta dentifricia formulata con succo di Aloe Vera ed estratto di Salvia per l’igiene orale quotidiana dei bambini. Il Dentifricio Junior rispetta lo smalto dei denti e la delicata flora orale. Grazie al delicato gusto fragola, risulta particolarmente gradito anche ai più piccoli. Senza coloranti aggiunti e senza fluoro. SOSTANZE FUNZIONALI: Succo biologico di Aloe Vera, estratto biologico di Salvia.

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Amla: proprietà ed utilizzo per pelle e capelli

L’amla, o uva spina indiana, è una pianta originaria dell’India che produce un piccolo frutto sferico con buccia traslucida giallo verdognola. Nella medicina orientale, l’amla è utilizzata per la cura delle più svariate malattie, grazie ai principi attivi in essa contenuti. In particolare viene utilizzata per tutte le patologie degenerative connesse all’invecchiamento come Parkinson, Alzheimer e demenza senile. La combinazione di vitamina C e di bioflavonoidi in essa presenti la rendono un potentissimo antiossidante in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, agire con potere anti-age su diversi organi e funzioni del corpo e rallentare il processo di invecchiamento, aiutando la longevità (ecco perché viene chiamato il frutto di lunga vita).

Amla: uso cosmetico

In cosmetica l’amla è utilizzata come antiossidante e tonificante per pelle e cuoio capelluto:

  • Sul cuoio capelluto, aumenta la forza dei follicoli piliferi, contrastando la caduta e stimolando la crescita e favorisce inoltre la pigmentazione combattendo l’ingrigimento dei capelli, dona volume e lucentezza, purifica il cuoio capelluto e regola la produzione di sebo.
  • Sulla pelle, tonifica, purifica, e contrasta la comparsa dei radicali liberi. Svolge inoltre un’azione schiarente sulle macchie soprattutto quelle solari.

Come usare l’amla sulla pelle

Sulla pelle del viso e del corpo l’amla può essere applicata come maschera-anti età sfruttando il suo potere antiossidante ma è utile anche per purificare dalle impurità, illuminando e schiarendo la pelle.

  • Impacco purificante per il viso: Miscelare 1 o 2 cucchiaini di polvere di amla con acqua calda fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungere un cucchiaino di miele. Applicare la crema ottenuta sul viso, e lasciare agire per 10 minuti, quindi risciacquare. Lo stesso impacco, aumentando le dosi, può essere utilizzato in tutto il corpo prima del bagno o della doccia.  La vostra pelle risulterà più tonica, fresca e levigata. La maschera è ideale anche per chi ha problemi di brufoli e acne, in quanto ha proprietà purificanti e antibatteriche.
  • Olio di amla: Poche gocce di possono essere utilizzate sulla pelle del viso e del corpo per trattare le impurità o per un effetto idratante e ringiovanente. Ottimo questo prodotto naturale anche come antirughe.

Come usare l’amla per i capelli

Per i capelli si può utilizzare l’olio di amla, acquistabile in molti negozi bio. Utile per nutrire e rinforzare le radici, quindi per stimolare la crescita e contenere la caduta dei capelli. Contrasta le doppie punte e dona luminosità, dando benefici ai capelli secchi, crespi, spenti e sfibrati, soprattutto nei cambi di stagione o d’estate, quando tendiamo a stressarli di più, tra mare, sole e salsedine. Per capelli e cute grassa con forfora e prurito, è rinfrescante e purificante e può essere usato in polvere, Condizionatore, lucidante, ammorbidente, purificante, sgrassante e rinforzante: un prezioso alleato nella cura dei capelli.

  • Impacco anti caduta pre – shampoo: L’olio va posizionato e massaggiato su capelli e cuoio capelluto e tenuto in posa per almeno 1 ora e può essere usato settimanalmente. In questo modo l’olio andrà a stimolare la circolazione e a nutrire i capelli. Trascorso il tempo lavatelo via con acqua e uno shampoo neutro e con buon Inci.
  • Impacco anti caduta per cute e capelli: Miscelare 2-3 cucchiai di polvere di amla con acqua calda, fino ad ottenere un composto di consistenza cremosa, quindi lasciare riposare l’impasto ottenuto per almeno 2 ore, e poi applicarlo sul cuoio capelluto e su tutta la chioma, eseguendo un leggero massaggio con i polpastrelli. Volendo si può aggiungere un cucchiaino di miele che ha un effetto disseccante funzionando da balsamo naturale. Lasciare agire per 15 – 20 minuti, quindi risciacquare con abbondante acqua. Si consiglia di eseguire l’ultimo risciacquo con acqua fredda in cui avete precedentemente diluito due cucchiai di aceto di mele, così da eliminare ogni residuo dai capelli.
  • Amla ed Hennè: Mescolato invece all’ hennè intensifica l’effetto colorazione, favorendo la pigmentazione del capello. Si può aggiungere anche alla maschera per capelli all’hennè neutro, che non colora i capelli, ma è una maschera rinforzante che dona spessore e volume ai capelli.

Dove trovare l’amla

L’amla si acquista in erboristeria, in Parafarmacia e nei negozi bio, oppure online. Oltre alla polvere sfusa esistono anche prodotti già pronti, come l’olio per capelli Khadi o la polvere di Amla Khadi, oppure da provare lo shampoo khadi Amla ( lo TROVI QUI‘), uno shampoo ayurvedico privo di solfati, silicone e alcol ideale se si soffre di perdita di capelli. Contiene più del 20% di erbe ayurvediche fresche nella formulazione, come  shikakai, tulsi, neem e brahmi, utili per prevenire la perdita e l’ingrigimento precoce dei capelli. Rinforza le radici, dona corpo e lucentezza.

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Diluire lo shampoo: come e perchè farlo

Chi sceglie di diluire lo shampoo può farlo per diverse ragioni:

Evitare di irritare il cuoio capelluto con i tensioattivi o le sostanze aggressive presenti nello shampoo. Lo shampoo contiene infatti tensioattivi che catturano le particelle di sporco e lasciano puliti i capelli. Per quanto delicati siano i tensioattivi, questi attaccano comunque cute e capelli diventando aggressivi se presenti in grandi quantità. Per detergere i capelli è necessario un quantitativo minimo di tensioattivi, se questi sono aggressivi resteranno comunque tali anche diluendo lo shampoo, ma ne utilizzeremo meno ed il lavaggio sarà più efficace evitando l’effetto rebound. (Una cute sgrassata in modo eccessivo produrrà come risposta più sebo e i capelli si sporcheranno prima)

Distribuire lo shampoo in modo più uniforme, se la consistenza è molto densa o poco “schiumosa”.

Risparmiare sulla quantità di shampoo da utilizzare. Essendo lo shampoo concentrato, diluendolo con l’acqua esso manterrà le proprietà detergenti anche se la quantità utilizzata sarà minore, perciò un flacone  ci durerà più a lungo.

Come diluire lo shampoo?

Non esiste una proporzione esatta di acqua e shampoo. Sul web si parla molto di questo argomento e solitamente le indicazioni reperibili sui vari forum parlano di 1 cucchiaino da caffè di shampoo ogni 100 ml d’acqua, ma la soluzione ottenuta risulta spesso poco lavante. Si può tentare indicativamente con queste proporzioni:

  • 10 ml di shampoo ( 1 cucchiaio )
  • 150 ml di acqua tiepida ( 3/4 di un bicchiere di plastica)

Trovare le giuste proporzioni con cui diluire lo shampoo è indubbiamente la parte più difficile perché non bisogna penalizzare eccessivamente il potere lavante dello shampoo o si rischia di trovarsi a fine lavaggio con capelli ancora sporchi e appiccicosi. L’unico modo per trovare la soluzione perfetta per i nostri capelli è sperimentare, aumentare le dosi dell’acqua o dallo shampoo nel caso in cui se ne senta la necessità, fino ad ottenere la diluizione idonea.

Esiste un accessorio, chiamato spargishampoo, che può venire in aiuto in questa operazione. Lo spargishampoo non è altro che un flacone graduato in plastica flessibile dotato di beccuccio e quindi in grado di facilitare un’uniforme distribuzione dello shampoo diluito sui capelli; sul flacone sono riportati vari volumi per scegliere quale diluizione attuare, ma potete  ottenere lo stesso risultato usando un vecchio flacone di shampoo, un bicchiere di plastica o un vasetto dello yogurt. A mio parere lo spargishampoo non è indispensabile.

Alcuni consigli pratici

Meglio diluire poco prodotto alla volta,  non preparare litri di shampoo diluito per poi tenerli nella doccia pronti da usare: diluendo lo shampoo si diluiscono anche i conservanti che potrebbero essere in quantità troppo bassa per garantire la buona conservazione della miscela creata.

4 Shampoo con un buon INCI da supermercato

Siete alla ricerca di uno shampoo con un buon Inciprivo di ingredienti dannosi e con un buon rapporto qualità prezzo? Negli ultimi anni sono nati numerosi prodotti per capelli rispettosi sia dell’ambiente che della salute. Potrete trovare degli shampoo con un buon Inci sia in erboristeria che nei negozi bio, ma esistono anche shampoo da supermercati con buone formulazioni e prezzi alla portata di tutti. La cosa importante è controllare bene l’elenco degli ingredienti in etichetta per scegliere lo shampoo più adatto ai nostri capelli (aiutandosi con il biodizionario).

Ecco 5 Shampoo con buon inci che potete trovare sugli scaffali del supermercato:

Omia Laboratoires. Tra i prodotti a marchio Omia troviamo gli shampoo della linea Eco Biologica certificati da Icea Eco Bio Cosmesi. Gli shampoo di questo marchio bio sono di diversi tipi: all’olio di semi di lino, all’aloe, all’olio di macadamia, all’olio di argan: tutti formulati a partire da ingredienti di origine vegetale, senza Sodium Laureth Solfato, SLES, parabeni,  glicole propilenico, PEG, coloranti sintetici e siliconi. Quello all’aloe è il più semplice e leggero, meno performante per chi ha i capelli secchi e/o stressati, indicato per chi ha capelli normali o leggermente grassi

 

Lavera. Gli shampoo di questo marchio sono formulati molto bene, come tutti i prodotti di Lavera, marchio biologico storico. Mix di tensioattivi lavanti e delicati, tanti estratti di piante adeguati al tipo di capello per cui sono studiati. Lo shampoo anti grasso di Lavera, ad esempio, deterge, rinfresca e regola la produzione di sebo, lasciando i capelli puliti, morbidi e luminosi. Contiene ingredienti bio attivi e ad effetto anti batterico e rinfrescante, quali melissa e menta, che ritardano la produzione di olio e lasciano una sensazione di pulito. Lo shampoo ha inoltre un effetto volumizzante. Senza siliconi, Vegan & senza glutine. In vendita da Naturasì e online.

► I Provenzali. Ultimamente hanno migliorato gli inci degli shampoo, come nel caso dello shampoo erboristico al Karitè, che presenta una formula nuova rispetto al passato, quindi l’inci è verde, non presenta alcun pallino rosso. Non contiene allergeni, parabeni, SLES, SLS, PEG, ed è Vegano. Lo Shampoo Erboristico al Karité contiene le Proteine del Grano e del Pantenolo, con proprietà idratanti ed emollienti. il prodotto è trasparente e con una consistenza abbastanza densa, fa schiuma, ha un buon profumo, lava bene e rende i capelli subito morbidi e non stopposi.

►  Shampoo ViviVerde Coop. Lo shampoo delicato ViviVerde Coop, adatto a detergere tutti i tipi di capelli, è formulato con tensioattivi di origine vegetale. Dalla consistenza liquida e dal colore trasparente, con un delicatissimo odore fiorito, questo shampoo fa poca schiuma ed ha una formulazione semplice ma non troppo delicata mitigata dalla presenza di estratti di Aloe Vera, semi di Lino e ed Avena. I capelli risultano puliti, lucidi e leggeri ma non districati, necessario senza dubbio l’uso del balsamo. La forza di questo shampoo è nella reperibilità e nel prezzo che ne fanno un prodotto ottimo per chi si affaccia al mondo ecobio e non vuole spendere una fortuna: 250ml per 2€ in tutti i supermercati Coop.

Il risultato dipende dal tipo di capello, perciò l’unico modo per sapere come sarà uno shampoo è testarlo sui nostri capelli. Ovviamente più le materie prime e gli ingredienti sono di qualità, più il prezzo dello shampoo è maggiore, (il costo dei tensioattivi vegetali e degli estratti di piante è molto elevato) per questo gli shampoo di erboristeria e Parafarmacia costano di più, ma per chi vuole iniziare ad approcciarsi al mondo bio questi shampoo da supermercato sono una buona partenza.

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Piantare i semini nel cotone idrofilo: ecco come fare

In questo periodo la nostra bimba è affascinata dagli esperimenti, ha visto qualche video su youtube e abbiamo preso in prestito in ludoteca un microscopio così da poter osservare da vicino la natura. Visto che la primavera è alle porte ho deciso di sperimentare con lei la tecnica della semina, o germinazione, un esperimento molto semplice, ma  coinvolgente ed istruttivo, che tutti noi abbiamo provato almeno una volta da bambini.

La germinazione è quel processo mediante il quale un seme cresce e si sviluppa fino a diventare prima un germoglio e poi una pianta. In pratica si piantano dei semini nel cotone idrofilo e si osservano i cambiamenti  nel tempo:  prima la nascita dei germogli, poi la crescita delle piantine.

Per cominciare l’esperimento servono pochi materiali:

  • Un piccolo contenitore, va benissimo un piattino o un bicchiere di plastica, un vasetto di vetro o anche il fondo di una bottiglia di plastica tagliato.
  • Cotone idrofilo o dischetti di cotone
  • Semini o legumi secchi

Istruzioni

Vediamo dunque, con questa guida, come piantare i semini nel cotone idrofilo:

  1. Preparate del cotone idrofilo e qualche seme a vostro piacere.
  2. Prendete un contenitore, ad esempio un bicchiere di plastica, e sulla base del contenitore, ponete uno strato di cotone idrofilo (la comune ovatta per intenderci) e bagnatela con qualche goccia di acqua del rubinetto. Se potete usate una bottiglietta con l’erogatore a spruzzo.
  3. Su di essa a distanza di un paio di centimetri l’uno dall’altro, ponete dei semi. Ogni mattina dovete irrorare d’acqua l’ovatta.
  4. Adesso che i semini sono adagiati sullo strato d’ovatta, ubicateli in casa o sul terrazzo, in un posto lontano da intemperie, va bene sia al sole che al buio durante i primi giorni. Ogni mattina con l’ erogatore a spruzzo, irrorate con acqua i semi e continuate a farlo con costanza, per 5/6 giorni.
  5. Dopo qualche giorno vedrete spuntare ai semini delle piccolissime radici simili a zampette. Continuate ad irrorare l’ovatta e pian piano, le radici diventeranno più lunghe e tenderanno a posizionarsi nel cotone idrofilo.
  6. Aspettate e vedrete crescere una pianticella. Dopo circa una dozzina di giorni, una pianticella si affaccerà alla vita.
  7. Adesso bisogna invasare le pianticelle. Col passare dei giorni, le piantine non solo fortificheranno le radici ma si allungheranno fino a raggiungere il bordo del contenitore. E’ proprio questo il momento, di invasarle e porle nel terriccio. Preparate dei vasi di plastica o di terracotta e riempiteli per tre quarti di terriccio mischiato a della buona torba.
  8. Con gli arnesi da giardinaggio, praticate un foro nella terra giusto al centro del vaso e dopo aver preso delicatamente la piantina, interrate le sue radici e poi con le mani aggiustate la terra attorno al foro che avete effettuato.
  9. Una volta invasate le pianticelle, ponetele sul balcone in un angolo dove le luce del sole non sia troppo intensa. Continuate ad irrorarle con acqua del rubinetto senza però esagerare.

Osservazioni:

Nella fase della germinazione la luce del sole non è necessaria,  appena spunta il germoglio, invece ,questo va esposto al sole altrimenti la piantina che crescerà non capterà l’energia luminosa necessaria per la fotosintesi clorofilliana e non potrà sopravvivere. (Noi abbiamo deciso di vedere cosa succede se si tiene un fagiolo nell’oscurità e uno nella luce. Crescerebbe più velocemente dell’altro? Uno crescerebbe meglio dell’altro? Vediamo….)

► Giorno dopo giorno, osserveremo salire in lunghezza i nostri germogli che diventeranno delle vere e proprie piantine da poter seminare nel terriccio, così da veder aumentare la loro crescita e oltretutto con le adeguate cure, quello che era iniziato solo come un semplice giochino, può generare anche degli ottimi frutti. Naturalmente bisogna armarsi di pazienza perché la germinazione è un processo che richiede tempo ma verrà ben ripagato con la soddisfazione di aver curato e aiutato a crescere un germoglio.

► I bambini più grandi possono misurare i germogli ogni giorno e registrare i loro progressi di crescita in un “diario di crescita”. Possono disegnare un’immagine di ciò che la pianta assomiglia ogni 3-4 giorni, aggiungere una misurazione ed etichettare il diagramma con le parti della pianta mentre si sviluppano. In alternativa, è possibile registrare utilizzando una fotocamera digitale e stampando e incollando le proprie foto.

Fasi di crescita

Registriamo i progressi del nostro esperimento. Noi abbiamo scelto di seminare ceci, fagioli, lenticchie, mais, fave, piselli, farro e semi di girasole

► 19 febbraio: seminiamo i semini nel cotone

► 22 febbraio: entro 2-3 giorni i semi hanno iniziato a germogliare ed una piccola radice è spuntata nella maggior parte dei semini.

► 25 febbraio: dopo 6 giorni i germogli sono cresciuti e nei fagioli compaiono le radicine, mentre i girasoli si sono alzati notevolmente:

► 7 marzo: abbiamo invasato le piantine