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Piramide olfattiva: come classificare le fragranze

La classificazione delle fragranze si basa sulla piramide olfattiva,  una visualizzazione teorica del grado di evaporazione dei componenti di un profumo e della loro persistenza. È costituita da tre livelli che permettono di illustrare lo sviluppo temporale della fragranza:note di testa, note di cuore e note di fondo.

►Le note di testa sono le prime a essere percepite e sono particolarmente volatili (in media si attenuano dopo pochi minuti). Sono fresche e leggere e si suddividono a loro volta in diverse sfaccettature:

  • Esperidata (o agrumata): è una sfaccettatura fresca che domina soprattutto nelle acque di colonia e nelle acque fresche. I componenti sono gli agrumi da cui si ricava l’olio essenziale dalla scorza: la nota che ne deriva è molto fresca e volatile
  • Nuova freschezza: base agrumata alla quale si aggiunge una molecola fresca, più persistente e più tenace degli agrumi naturali. Alcune parole per evocare questa sfaccettatura sono grinta, freschezza vivace, persistenza.
  • Aromatica:da non confondere con le spezie, è molto naturale, dà freschezza, vivacità e una nota campestre alle composizioni.

►Le note di cuore sono note più potenti, più consistenti delle note di testa e sono di media persistenza. Sono quelle che conferiscono alla fragranza il suo carattere definitivo. Per due o tre ore si intrecceranno gli odori dei fiori, della frutta e le note verdi, espressione della ricchezza di un profumo e della sua “scia”. Si suddividono a loro volta in sfaccettature:

  • Verde: l’originalità di questa sfaccettatura deriva dal fatto che vi si possono ritrovare tutte le sfumature del colore verde, dalla foglia al fiore, fino al terreno erboso. Si può associare a tutte le famiglie, specialmente a quella fiorita, per conferire spontaneità alle composizioni. I componenti naturali sono molto pochi, tante invece le molecole di sintesi.
  • Fiorita: questa sfaccettatura è costituita dai fiori che si trovano praticamente in tutti i grandi profumi. La sfaccettatura può essere “fiorita ricca” se si utilizzano fiori opulenti come il gelsomino, la rosa, l’ylang-ylang, la tuberosa oppure “fiorita fresca” se il fiore è più soave come il neroli, il geranio, la fresia, il mughetto.
  • Fruttata: è una sfaccettatura che conferisce al profumo un carattere spensierato, gaio e solare. La particolarità di questa sfaccettatura è che esistono poche materie prime naturali fruttate: possiamo citare solo l’osmanto, la massoia e i germogli di ribes. Nonostante le nuove tecnologie, non sempre è possibile estrarre il principio olfattivo dei frutti per l’elevato tenore di acqua contenuto. In compenso però, esistono materie prime “semi naturali” realizzate con un misto di naturale e sintetico.
  • Marina: la sfaccettatura marina si è sviluppata negli anni ’90. Non esistono componenti naturali, ma solo molecole odorose sintetiche. La sfaccettatura assume inflessioni ozoniche, oceaniche o acquatiche a seconda del contesto in cui il profumiere la usa.

►Le note di fondo sono note olfattive dotate di grande persistenza che ci accompagnano anche quando le note di testa e di cuore si sono ormai attenuate. Sono le note adatte a dare alle fragranze sostanza e profondità. È facile intuire, dunque, che sono le note di testa a determinare l’acquisto di un profumo, al contrario, invece, sembra che siano le note di fondo a generare fedeltà allo stesso. Fanno parte delle note di fondo le sfaccettature:

  • Speziata: è una sfaccettatura che non deve essere dominante in una composizione profumata perché si raggiunge molto rapidamente la saturazione. Possiede molta personalità e conferisce sensualità e calore alle fragranze. I componenti naturali e di sintesi sono molto numerosi: le sfumature olfattive vanno dalla freschezza (ad esempio del coriandolo, dello zenzero, del cardamomo) al calore (della cannella, del cumino)
  • Legnosa: è caratterizzata da una forte presenza di legni secchi (cedro, vetiver) o morbidi (sandalo, legni ambrati). Le sfaccettature legnose conferiscono carattere, calore e ampiezza alla creazione. Sono prevalentemente usate per i profumi maschili.
  • Fougère: questa sfaccettatura è un accordo storico costruito attorno alla lavanda, al geranio, al muschio di quercia, al vetiver e alla cumarina. Può essere interpretata in vari modi a condizione di rispettare lo schema di base.
  • Cipriata: è nata nei primi anni del Novecento. L’iris è la nobiltà di questa sfaccettatura. Alcune materie prime sintetiche contribuiscono a sviluppare un’inflessione rotonda e calorosa.
  • Orientale: questa sfaccettatura è un accordo storico costruito attorno alle note vanigliate e al patchouli e “sostenuto” da note speziate.
  • Gourmand: ci riporta dolcemente all’infanzia. Si traduce in note olfattive dai sapori zuccherini che ci ricordano l’universo della confetteria.
  • Chypre: è un accordo storico costruito attorno al bergamotto, la rosa, il gelsomino, il patchouli, il labdano, il muschio di quercia. Attualmente, la struttura ha assunto un carattere più moderno con la sostituzione di alcuni componenti (ad esempio, il gelsomino) con molecole di sintesi che danno maggiore slancio alle composizioni.
  • Cuoio: le prime note cuoio vengono dall’infusione dei ritagli di cuoio conciato con cortecce di betulla che resta, d’altronde, la materia prima principale della nota cuoio in profumeria. Utilizzata sia nei profumi maschili che nei femminili. Oggi le materie prime animali non sono più usate perché vietate dalla legge. Oltre a betulla e cisto, quindi, si realizzano accordi con molecole di sintesi.
  • Muschiata: una molecola dall’odore dolce, rotondo e caldo.
  • Ambrata: con il termine “ambrato” si definiscono dei profumi dalle tonalità più carezzevoli, dove emergono accordi costruiti attorno alla vaniglia e a materie prime balsamiche come ad esempio il benzoino

La piramide olfattiva è importante per classificare le fragranze, insieme alla composizione di oli essenziali, alcol ed acqua che definiscono le differenze tra i profumi.

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2 Responses for Piramide olfattiva: come classificare le fragranze

  1. Maria ha detto:

    Salve, volendo usare oli essenziali di agrumi, essendo fotosensibili, sarebbero da escludere in estate?
    La piramide olfattiva indica che si devono usare meno oli essenziali di note di testa, un pò di più di note di cuore e maggiori ancora di note di fondo? Qual’è il rapporto da utilizzare?
    In totale, quanti oli si possono usare, è soggettivo, oppure c’è una regola per un migliore risultato?
    Inoltre, come è possibile sapere se un olio appartiene ad una categoria che dona una nota di testa, di cuore e di base se non lo leggiamo da qualche parte? Alcuni oli essenziali sono meno comuni e, questa informazione, è difficile da reperire. Per esempio, quello di mandorla amara a che categoria appartiene? Grazie.

    • Naturalmente ha detto:

      Salve,
      Quando si utilizzano gli oli essenziali è opportuno seguire le generali precauzioni d’uso, è bene evitare di utilizzarli puri e ricordare che alcuni oli sono foto sensibilizzanti (non devono essere usati se nelle 24 ore successive ci si esporrà al sole o a lampade abbronzanti). Tra questi ad esempio troviamo: Angelica, Arancio amaro, Arancio dolce, Bergamotto, Cedro, Finocchio dolce, Limone, Mandarino, Pompelmo, Sandalo, Vaniglia, Verbena odorosa.

      Per quanto riguarda la piramide olfattiva, questa classifica gli oli essenziali in tre diversi gruppi a seconda del loro grado di volatilità. Quando si odora un profumo si percepiscono le note olfattive in questo ordine: testa, cuore, fondo. Non indica perciò le percentuali da utilizzare nella creazione di un profumo (che sono variabili), ma la distinzione nei vari gruppi è importante perché per ottenere una composizione armonica e completa è preferibile creare una miscela che contenga tutte le tre note: testa, cuore e fondo.

      Per sapere con precisione tutti i componenti di ogni gruppo e le percentuali per creare profumi ed essenze l’unico modo è lo studio approfondito delle tecniche erboristiche tramite l’acquisto di testi specifici o corsi dedicati. Grazie!

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