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Profilo lipidico: colesterolo e trigliceridi

Il profilo lipidico è un test utilizzato per la stima del rischio cardiovascolare che comprende la valutazione del colesterolo totale, del colesterolo HDL, del colesterolo LDL e dei trigliceridi; tutti questi parametri sono dei noti indicatori di aterosclerosi, causa frequente di infarto del miocardio e ictus.

Il profilo lipidico eseguibile in autoanalisi in parafarmacia permette di determinare le concentrazioni di colesterolo totale (TC), colesterolo HDL e trigliceridi (TG) con prelievo di sangue capillare.In base a tali determinazioni l’analizzatore calcola il colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL) con la formula di Friedewald:

LDL = colesterolo totale – (HDL + 1/5 trigliceridi)

E’ opportuno evitare di ingerire alcool nelle 24 ore precedenti al test ed osservare il digiuno nelle 12 ore prima del prelievo per la determinazione dei trigliceridi. Qualora il valore dei trigliceridi superi i 400 mg/dl, la formula di Friedewald non è attendibile ed è pertanto necessario eseguire la determinazione del colesterolo LDL con metodiche di ultracentrifugazione.

Colesterolo

Il colesterolo è un lipide fondamentale per il nostro organismo:

  • Interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari.
  • È il precursore della vitamina D, degli ormoni steroidei e degli ormoni sessuali (come androgeni, testosterone, estrogeni e progesterone).
  • È contenuto nell’emoglobina.
  • È il precursore dei sali biliari.

Nonostante questo ruolo biologico di primo piano, quando il colesterolo circola nel sangue in concentrazioni superiori alla norma si trasforma in un pericolo per la salute.

I tipi di colesterolo

Il colesterolo è un lipide: essendo scarsamente solubile in acqua per essere trasportato nel torrente circolatorio si  deve legare a specifiche lipoproteine:

  • Le LDL (lipoproteine a bassa densità) trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti. In situazioni normali le LDL sono indispensabili per la buona salute dell’organismo, ma quando si trovano in eccesso si ossidano e si trasformano in colesterolo cattivo che tende ad accumularsi sulla parete delle arterie, formando aggregati sempre più densi fino a generare delle vere e proprie placche che fanno perdere la naturale elasticità delle arterie e possono causare gravi danni soprattutto al cuore (infarto) o al cervello (ictus) .
  • Le HDL (lipoproteine ad alta densità) vengono chiamate colesterolo buono, poiché agiscono da veri e propri spazzini in grado di raccogliere l’eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato dove viene smaltito. Più è alto il livello di HDL nel sangue e minore sarà il rischio di sviluppare l’aterosclerosi e tutte le altre conseguenze negative dell’ipercolesterolemia.

Quando si eseguono gli esami del sangue si vanno a valutare diversi parametri, primo fra tutti il colesterolo totale. Questo dato esprime la quantità complessiva di colesterolo contenuto nelle varie lipoproteine. Si considera corretto un valore inferiore ai 200 mg/100 ml di sangue.

Colesterolo Totale = LDL + HDL

Negli ultimi anni il ruolo delle HDL è stato rivalutato in maniera importante, tanto che oggi si ritiene più significativo il rapporto tra HDL e LDL, rispetto al valore del colesterolo totale.

In genere il colesterolo “buono” (HDL) non dovrebbe essere inferiore al 30% del colesterolo totale (LDL + HDL). Un altro parametro, detto indice di rischio cardiovascolare, mette in relazione il colesterolo totale con le HDL. Se tale rapporto è superiore a 5 nell’uomo e a 4,5 nella donna, il paziente è considerato a rischio.

TRIGLICERIDI

All’interno del nostro organismo i  trigliceridi rappresentano i principali componenti del tessuto adiposo (funzione energetica di riserva). I trigliceridi fungono anche da isolanti termici creando una barriera naturale contro le basse temperature.
La quota di trigliceridi presente nel sangue (trigliceridemia) è normalmente compresa tra valori di 50 e 150/200 mg/dl. Valori superiori a questo intervallo aumentano considerevolmente il rischio di malattie cardiovascolari come angina, infarto ed aterosclerosi.
L’analisi dei trigliceridi ematici viene solitamente effettuata in associazione a quella del colesterolo totale, di quello “cattivo” (LDL) e di quello buono HDL” proprio per valutare il fattore di rischio cardiovascolare:

Rischio LDL HDL TRIGLICERIDI
alto  130   35 M
  45 F
 400
medio 100-129 35-45 200-399
basso 100 >35 M
>45 F
< 200

Solitamente ai trigliceridi alti si associano gli altri elementi tipici della dislipidemia, come colesterolo totale e colesterolo LDL superiori alla norma. Nella stragrande maggioranza dei casi tale condizione è dovuta ad abitudini di vita scorrette (dieta, fumo, alcol ecc.), spesso associate ad obesità e/o a diabete mellito.
La semplice correzione di questi fattori di rischio consente, nella maggior parte dei casi, di riportare il livello dei trigliceridi nel sangue a valori normali. Uno stile di vita appropriato ed un po’ di attività fisica sono dunque efficaci sia nel prevenire, sia nel curare questa pericolosa condizione.

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