Home » tiroide » Tiroidite di Hashimoto: una patologia autoimmune

Tiroidite di Hashimoto: una patologia autoimmune

Le tiroiditi sono patologie caratterizzate da un processo infiammatorio della tiroide. La tiroidite di Hashimoto o tiroidite cronica autoimmune, è tra le più comuni e frequenti patologie tiroidee. Essa porta ad una riduzione progressiva della funzionalità della tiroide e rappresenta la prima causa di ipotiroidismo primario, soprattutto nelle aree geografiche ad elevato apporto di iodio, con una prevalenza del 5-15% nelle donne e del 1-5% negli uomini.

La  Tiroidite di Hashimoto (dal nome del suo scopritore, vedi foto) è un’ infiammazione cronica della tiroide causata da fattori autoimmunitari, ovvero l’organismo produce anticorpi contro il proprio tessuto tiroideo. Gli anticorpi  vengono prodotti in maniera eccessiva e vanno ad intaccare il tessuto tiroideo al punto da determinare una progressiva distruzione della ghiandola. La tiroide comincia perciò a non funzionare più bene e riduce sempre di più la sua attività.Nella maggior parte dei casi, l’infiammazione è di origine virale e anche una semplice influenza può bastare a provocarla, ma anche le situazioni di forte stress possono scatenare le frenetica attività degli anticorpi.

Quali sono i sintomi della patologia?

I sintomi della patologia variano da persona a persona:

  • ►Il primo segno evidente della tiroidite di Hashimoto è riscontrabile già dalla palpazione della ghiandola e del collo: generalmente è presente il classico “gozzo” che, in presenza della malattia, tende ad ingrossarsi.
  • ►Il secondo successivo passo è quello di controllare attraverso le analisi del sangue i valori del TSH (ormone ipofisario che regola la tiroide) e degli ormoni tiroidei FT4 ed FT3 circolanti nel sangue.  Anche il valore degli anticorpi (AC) anti-tireoperossidasi e quello degli anticorpi anti tireoglobulina sono utili per avere un quadro ancora chiaro.
  • ►L’ecografia tiroidea è utile per valutare la morfologia della ghiandola e le sue dimensioni. In alcuni casi, poi, si ricorre anche all’esame citologico (ago-aspirato) e/o alla scintigrafia.
  • I sintomi (stanchezza, sonnolenza, insonnia ecc….) insorgono quando si arriva all’ipotiroidismo e la tiroide si ingrossa e diventa dolente. Tuttavia, affinché si evidenzi l’ipotiroidismo, è necessaria la distruzione di almeno il 90% del tessuto tiroideo.

Qual è la terapia più adatta?

Viene invece consigliata una terapia con levotiroxina in base alla funzionalità della tiroide nel momento in cui viene fatta la diagnosi .Gli esperti suggeriscono di assumere le pasticche a stomaco vuoto per evitare l’interazione sia con particolari alimenti (come broccoli, cavolfiori, soia, ecc..) che con altri farmaci che eventualmente il paziente sta assumendo. Anche gli integratori alimentari  di ferro o di vitamine e quelli che contengono il calcio rallentano l’effetto dell’ormone.

Articoli correlati:

Print Friendly

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*